Black Nights Diana Orefice

Nigeriane, come una richiedente asilo diventa vittima di tratta

A Roma sono oltre 2mila le persone sfruttate nella prostituzione di strada. La maggior parte sono ragazze rumene o nigeriane tra i 17 e i 25 anni. Un quarto sono transessuali, spesso brasiliane, colombiane o argentine. In alcuni luoghi della città ci sono anche ragazzi, sopratutto rumeni, afgani o curdi.

La cooperativa Parsec di Roma, in collaborazione con il Comune, monitora da anni la prostituzione “povera”. Il gruppo più a rischio è quello delle ragazze nigeriane: trovandosi in Italia clandestinamente, per sfuggire i controlli sono costrette a prostituirsi in luoghi nascosti, e quindi più pericolosi. Molte di loro sono vittime della tratta a scopo sessuale, cioè sono state adescate in Nigeria, con minacce e violenze, per essere avviate alla prostituzione in Europa.

Secondo Federica Gaspari, referente per l'area tratta e prostituzione della cooperativa, le organizzazioni criminali utilizzano lo strumento della richiesta d'asilo per agevolare l'ingresso di queste ragazze in Italia. Le giovani nigeriane sarebbero istruite su cosa raccontare per poter ottenere un permesso. Ma una volta uscite dallo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, o dai centri di prima accoglienza, sarebbero di nuovo vittime dello sfruttamento sessuale.

Per evitarlo, spiega Gaspari, servirebbe una maggiore collaborazione tra gli operatori dell'accoglienza e le Forze dell'ordine. Inoltre manca ancora in Italia un piano nazionale anti-tratta, che dovrebbe prevedere degli spazi più flessibili, a metà tra i centri di accoglienza e i centri di espulsione, in cui le storie di queste ragazze possano essere indagate a fondo. Il rischio, altrimenti, è che vengano rimpatriate o rilasciate senza una protezione adeguata.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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