Lo stato di crisi dei trasporti pubblici locali Redazione FaiNotizia.it

Trasporti pubblici campani: tagli e servizi a singhiozzo

(Riceviamo e pubblichiamo il contributo dell'avvocato Maria Anna Filosa)

 

Annaspa, arranca, sopravvive. Le risorse finanziarie del trasporto pubblico campano, in particolare partenopeo, sono ridotte al lumicino e altrettanto la pazienza di migliaia di pendolari. I numerosi e continui tagli hanno trasformato il servizio in una matassa difficile da sbrogliare. Cento milioni tagliati in soli tre anni, ben 1 miliardo e 748 milioni le risorse del Fondo nazionale dei trasporti che giacciono inutilizzati, a causa della mancata intesa tra le Regioni. Ben 174 milioni dovrebbero aspettare alla Campania, 122 in meno rispetto agli anni precedenti, anche se le altre Regioni reclamano la propria sostanziosa parte, in virtù della qualità e della quantità offerta. Basti pensare che un sondaggio effettuato dalla fondazione Civium, organismo indipendente la cui funzione e di monitorare i bilanci degli enti pubblici, aveva posto all’ultimo gradino tra le città italiane proprio Napoli con i suoi trasporti a singhiozzo e la sua qualità scadente. Il Consorzio Unico, organismo che racchiude tutte le aziende campane che forniscono il servizio di trasporto pubblico su gomma e rotaie, si è “ trovato” nel mezzo di un divario negli anni 2007-  2008  tra soldi incamerati e costi effettuati. Tale differenza inspiegabile tra i ricavi conseguiti dall’apparato statale e da quello regionale, nonché tra gli stessi e i profitti delle aziende partecipate ha inciso profondamente sulla quantità e , soprattutto, sulla qualità dei servizi offerti. A causa della mancata elargizione di fondi da parte degli enti molte società del settore falliscono. Ben 500 milioni l’indebitamento registrato dall’Enav, la holding regionale che raggruppa in se ben tre aziende: la Sepsa, la MetroCampania Nordest e la Circumvesuviana. Ben 500 milioni di euro l’ammontare del debito posto in essere dall’istituzione suddetta. Scioperi selvaggi e stipendi non erogati da settembre sono stati la triste conseguenza. Ma non è finita. L’Anm, ex Atan, controllata dal Comune, ha effettuato consistenti tagli ai mezzi di trasporto presenti nelle periferie per potenziare, dicono, la neonata Ztl. Quest’ultima, invece, vede transitare nella sua zona solo la linea C55. Ben 300 dipendenti sono a rischio cassa integrazione. A ben 7 milioni di euro ammonta il debito che non ha più permesso che venisse elargito il servizio di collegamento del trasporto su rotaia tra il Vomero e piazzetta Augusteo. Secondo un sondaggio effettuato dal Mattino di Napoli nell’aprile di quest’anno le risorse destinate al trasporto su gomma della Regione Campania ammonterebbero 286,3 milioni di euro a fronte dei 389 milioni scuciti nel 2010. Un calo,insomma, del 26, 4 % in tre anni, monetizzabile in 102, 7 milioni di euro. E mentre i dipendenti della Circumvesuviana hanno scritto più volte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i cittadini campani non sanno più a che santo votarsi. Forse meglio rivolgersi a San Gennaro non solo perché Patrono del capoluogo partenopeo, ma anche perché il 19 settembre inevitabilmente si avvicina. 

(Fonti: Il mensile Monitor e il Mattino di Napoli)

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