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Educazione sessuale: decine di proposte, nessuna diventa legge

(a cura di Diana OREFICE e Daniela SALA)

Negli archivi del Parlamento italiano giacciono decine di proposte di legge per l'introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole. Nessuna però ha mai superato la discussione in commissione o in aula. Il risultato è che il nostro paese è uno dei pochi in Europa in cui questo insegnamento non è obbligatorio, insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. Tra le ultime proposte di legge presentate, c'è quella della deputata di Sel Celeste Costantino.

“La proposta è stata presentata due anni e mezzo fa, ma la discussione è a zero. È stata derubricata completamente” spiega Costantino. La colpa, secondo la deputata, è della campagna di disinformazione sulla cosiddetta teoria del gender, ma anche di un problema storico tutto italiano, di cui ancora paghiamo le conseguenze: “Di proposte ne sono state depositate tante – sottolinea Costantino - Mi basterebbe riuscire a discutere una, ma evidentemente non si vogliono disturbare gli integralismi italiani”.

In Italia la prima proposta di legge per l'educazione sessuale nelle scuole risale al 1975 ed era stata presentata da Giorgio Bini del Partito comunista. Due anni dopo c'erano state quella di Vittoria Quarenghi (Democrazia cristiana) e quella di Renato Ballardini (Partito socialista italiano), ripresentata nel 1979 e nel 1987 da Marte Ferrari, anche lui del Psi. Si era arrivati ad una bozza di testo unico, riproposto più volte con poche modifiche da diversi deputati, ma mai approvato: nel 1979 di nuovo da Ballardini, nel 1980 da Tina Anselmi (Dc), nel 1983 da Quarenghi, nel 1987 da Cristina Bevilacqua (Partito democratico della sinistra) e da Mariapia Garavaglia (al tempo nella Dc, oggi nel Pd), nel 1989 da Ilona Staller (Radicali italiani). In Senato ci aveva provato con lo stesso testo anche Anna Gabriella Ceccatelli (Dc).

Nel 1982, intanto, c'erano state anche la proposta di Aldo Gandolfi (Gruppo repubblicano) e due proposte in antitesi tra loro: quella di Agostino Greggi (Movimento sociale italiano - Destra nazionale), che nella relazione criticava il dilagare dell'aborto e l'eccessiva libertà sessuale, e quella di Giovanni Giudice (Gruppo misto – Sinistra indipendente), che sottolineava invece l'importanza della pluralità nelle fonti di informazione a favore della “libertà sessuale”, menzionando nella relazione il movimento di liberazione degli omosessuali.

Nel 1992 sono state presentate tre proposte: quella di Rossella Artioli (Psi), quella di Danilo Poggiolini (Gruppo repubblicano) e quella di Nichi Vendola (oggi Sel). Le tre pdl sono state unificate dalla commissione Cultura alla Camera in un testo unico, in cui sono confluite anche le proposte delle legislature precedenti. Il disegno di legge, però, non aveva passato l'approvazione finale. Lo stesso testo, senza modifiche, è stato ripresentato nel 1995 da Nadia Masini del Pds, con l'appoggio di deputati di diversi schieramenti politici, e poi da Alberta De Simone (Sinistra democratica) nel 1996 e nel 2001.

Nel 1995 c'è stata anche una proposta di Daniela Lauber della Lega nord, ripresentata dal compagno di partito Flavio Rodeghiero nel 1999. Nel 1996 ci ha riprovato Nichi Vendola e nel 2007 c'è stata quella di Franco Grillini di Italia dei valori. Solo nel 2014, un anno dopo la proposta Costantino, ne sono state presentate tre: quella di Valentina Vezzali di Scelta civica, quella di Valeria Fedeli del Pd e quella di Silvia Chimienti del Movimento 5 stelle. L'ultima, presentata a novembre 2015, è della deputata Giuseppina Castiello di Forza italia.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
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