Un anno in aeroporto per conoscere la “Kinetic Elite”
Damian O'Doherty, ribattezzato "Terminal Man", studierà per dodici mesi le abitudini dei "Pendolari dell'aria" vivendo diciotto ore al giorno dentro il check-in di Manchester
La ricerca, volta a comprendere e migliorare la vita dei “Frequent Flyer”, sarà sovvenzionata, fra molte polemiche, dal denaro pubblico dell’European Social Research Council
di Adriano Ferrarato Secondo quanto affermava l’attore e produttore austriaco Helmut Qualtinger “Da quando esiste l’aereo, neanche i parenti più lontani sono più quelli di una volta”. In effetti viaggiare volando rappresenta l’unica vera possibilità “fisica” di raggiungere, in tempi molto ridotti, qualsiasi punto del globo terrestre. E questo in contrasto all’offerta virtuale del villaggio globale di internet. Le nuove frontiere offerte dalla tecnologia hanno inoltre enormemente contribuito a rivoluzionare il concetto stesso di aeroporto, che da semplice punto di arrivo e partenza è diventato un luogo dove si intreccia una complessa vita sociale. Gli appassionati di cinema non avranno sicuramente difficoltà a ricordare il brillantissimo film di Spielberg “The Terminal”, con Tom Hanks come protagonista. Così come George Clooney, che è attualmente nelle sale con il suo “Tra le nuvole”. In entrambe le pellicole si parla della figura del pendolare, unica nel suo genere, un mondo particolare che vale la pena comprendere, perchè molto differente da quello quotidiano alla quale tutti più o meno sono abituati. Si parla in questo caso di un viaggiatore poliedrico, che vive perennemente in... Continua su: http://www.wakeupnews.eu/public/wordpress/?p=9385
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