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Desideri incestuosi tra ex dc ed ex marxisti, che ne pensano i cattolici?

francoazzurro
francoazzurro
04/02/2010 - 11:47

Cosa ne pensano i cattolici della politica dell'ex dc Pierferdy? Il personalismo in politica è sempre perdente E’ ancora forte la nostalgia per il compromesso storico che tanti danni procurò alla nostra Italia.

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } Fu la ragione che agli inizi degli anni settanta provocò il “cataclisma” Craxi il quale pochi anni dopo, non sopportando l’assedio dei due colossi dell’epoca (pci-dc), intraprese orgogliosamente la strada dell’autonomia con la svolta proudoniana tentando di impedire la deriva popolar-marxista su cui la dc si era incamminata. All’epoca fu Berlinguer a preparare il compromesso, immediatamente accolto da Aldo Moro. Va detto per inciso che nella dc questo “matrimonio” fu ben accetto pensando in una scomparsa del comunismo sotto le vesti nere vaticane. Oggi D’Alema lo ha riproposto a Casini all’unico scopo di “abbattere” Berlusconi. Ma i tempi e i personaggi sono cambiati: l’elettore contemporaneo ha dimostrato di essere più attento di certa classe politica

Il pd ha perso il retroterra operaio ed è assente una strategia della tensione da reprimere. Per tal ragione Casini e D’Alema hanno pensato di predisporre, su nuove basi, un minicompromesso per poi replicare su scala nazionale. Massimo D’Alema, da anni patron della sinistra vetero-comunista pugliese, ha fatto di tutto per oscurare la candidatura dell’indigesto governatore Vendola perché limitato in termini di voti e quindi un alleato inutile ai suoi fini: rende di più il sostegno di un ex democristiano. Tra l’altro il governatore stava diventando un ostacolo al disegno dalemiano, sicuramente per il carattere ipercritico nei suoi confronti da cui e per cui lo dividono vecchi e recenti rancori. Al suo posto lo stratega (baffino) candidava alle primarie un giovane economista, Boccia, che alle primarie veniva sonoramente bocciato dall’ex governatore. Bersani e D’Alema avevano chiesto all’ex governatore di dare una mano al loro pupillo: l’interessato ha orgogliosamente rifiutato, ottenendo un insperato trionfo.

Va da sé che questi ultimi ovviamente per non perdere la faccia hanno dovuto fare buon visto a cattivo gioco, assicurando il sostegno al candidato-avversario. Dal canto suo Pierferdinando pensando di indebolire l’indigesto PdL, in poche ore ingaggia la Poli Bortone ex sindaco aennino di Lecce mentre in Piemonte si apparenta con il pd e i radicali della pillola abortiva. Che ne pensano i cattolici di questi desideri incestuosi? Alla fine della storia rimane un dato: la voglia di confondere i giochi democratici per uno smisurato orgoglio personale. La fusione di un’ideologia post-comunista con una pseudo-cattolica è e resterà un’idea perdente, perché perdente è l’arroganza del personalismo in politica, come perdenti sono state tutte le strategie messe in campo dal sussiegoso baffino e dal logorroico Casini.