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Emma diventa «Emmatar» e spopola nel web

Tina Santoro
Tina Santoro
21/01/2010 - 18:02

Chi l'avrebbe mai detto che la parodia di un film appena uscito nelle sale sarebbe finita in tv e su tutti i maggiori siti di informazione on line (Corriere.it, Repubblica.it, Adnkronos, e molti altri)? Probabilmente nessuno, perchè Emmatar appartiene a uno di quei fenomeni inspiegabili del web.

Ma cos'è veramente Emmatar?

Emmatar è il risultato “genetico” dell'incrocio tra il «dna politico combinato con quello della gente comune». Ed è proprio questo il contenuto politico del video: Emma rappresenta la gente comune, è il frutto di anni di battaglie civili di questo Paese. Come si dice nel video: «Il più forte mangia il più debole e nessuno muove un dito. [...] Manderanno un messaggio per dirci che loro possono prendersi tutto quello che vogliono, ma noi manderemo il nostro messaggio (inquadrando Emma Bonino, ndr). Questa è la nostra Terra!». In sostanza, la Bonino nel videoclip è “l'avatar” a cui un Bersani ridoppiato affida – concedendole un'ora di tempo -  le sorti di Pandora-Lazio.

Un video, quello di Emmatar, che parte dal profondo della militanza politica, un video non ufficiale di alcuni sostenitori, che nasce con lo scopo di promuovere e far conoscere in rete un sito internet: rete.radicali.it

Lo spettatore è esortato a prendere in mano la situazione, a diventare il nuovo Jack Sully «per un nuovo possibile inizio», supportando la candidatura e invitandolo ad un voto che cambi le cose, e infatti come dice la Bonino stessa nel video: «Se mi amaste un pochino di meno e mi votaste un pochino di più».

E così, un film-parodia in un solo pomeriggio diventa il caso della Rete, diffondendosi in maniera esponenziale. C' è chi lo definisce lo “spot elettorale della Bonino”, chi il “lancio della Lista Bonino-Pannella”, e così via.

Un videoclip, insomma, che in modo ironico passa in rassegna alcune delle maggiori campagne dei Radicali di questi decenni: dal divorzio, all'aborto, dall'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, all'obiezione di coscienza, ovviamente scritto e diretto da «Il popolo italiano», riprendendo il leit motiv di questa clip e cioè che non si tratta di battaglie di un partito politico, ma di vere e proprie lotte per i diritti civili e politiche, le battaglie fatte per e dalla gente comune, perchè come ripete la voce narrante «ti somiglia, somiglia a noi».

Il contenuto virale

L'aggancio di questo video alla cultura pop del momento è piuttosto evidente, da qui la scelta di un film lanciato da una settimana nelle sale italiane come base per farne una parodia. Attorno a questo videoclip si è subito innescato un meccanismo a catena, un passaporala che lo ha fatto diffondere su Facebook in pochissimo tempo. Perchè il meccanismo del video virale è proprio questo. Un'idea originale, qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente. Come un virus, l'idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del "passaparola", la conoscenza dell'idea: nello specifico, il messaggio di Emmatar.

Il contenuto virale che spopola tanto in rete fa parte di quei linguaggi non convenzionali che sfruttano metodi di comunicazione "innovativi", differenti dai classici sistemi pubblicitari. I prodotti vengono proposti al pubblico in modo "alternativo", per rimediare all'assuefazione del marketing tradizionale.

L'assunto di base è il seguente: dopo anni di pubblicità (alla televisione, alla radio, sui cartelloni, sulla stampa), gli individui sarebbero ormai abituati alla "classica" propaganda aziendale e rimarrebbero meno impressionati dai tentativi di "influenza" commerciale. I sistemi di Marketing Non Convenzionale, grazie alle loro caratteristiche peculiari, sarebbero in grado di attirare nuovamente l'attenzione del pubblico e permettere una maggiore efficacia del messaggio.

L'evoluzione della società post-moderna ha trasformato oltre che i processi culturali e quelli produttivi anche il modo in cui viene percepito il prodotto commerciale/politico. Quelli che prima venivano definiti come "consumer", ovvero consumatori divengono parte integrante del processo di produzione e distribuzione di prodotti e servizi, passando allo stato di "prosumer". Questo genere di evoluzione è ben evidente attraverso Internet dove gli utenti collaborano per creare nuove mode e correnti di pensiero e dove il marketing non convenzionale affonda parte delle proprie radici. Invece di interrompere i consumatori mentre sono impegnati nelle varie forme di intrattenimento o informazione, il marketing non convenzionale diventa a sua volta intrattenimento o informazione, in tal modo dovrebbe essere in grado di ottenere la completa attenzione da parte del pubblico.

Per rendere più facile la comprensione, alcuni esempi di marketing non convenzionale possono essere un video divertente diffuso su YouTube, un prodotto impiegato all'interno di un videogioco, la creazione di situazioni bizzarre per ottenere la citazione del brand in un servizio giornalistico oppure l'inserimento peculiare della merce in punti strategici delle città.

Uno dei concetti fondamentali del marketing non convenzionale è, come anticipato, il passaparola: è il pubblico stesso a diffondere la pubblicità, perché la trova particolarmente divertente, interessante o utile. Grazie al marketing non convenzionale, le aziende avrebbero a disposizione un sistema efficace per coinvolgere i consumatori post-moderni, ma la disciplina non è ancora del tutto ben compresa.

La propaganda convenzionale stabilisce la sua funzione in base alla quantità immediata di utenti raggiunti, affidandosi ai grandi numeri dei mass media, ma non tiene conto delle “qualità sociali” dei suoi messaggi. La qualità sociale è difficile da misurare: quante volte una pubblicità è stata ignorata? Quante persone ne hanno parlato agli amici? È semplice contare le cifre fornite dai mezzi broadcasting (share del programma TV, copie vendute del giornale), ma non è altrettanto facile quantificarne l’impatto.

Per riuscire a coinvolgere socialmente i consumatori, il marketing ha bisogno di comprendere meglio i linguaggi del suo pubblico e sviluppare i nuovi messaggi promozionali attraverso le abitudini espressive della società contemporanea. Per realizzare una pubblicità efficace bisogna riuscire ad essere originali, introdursi attivamente nei rapporti sociali delle persone, dimostrare la qualità effettiva del prodotto e rendere l’advertising una forma di intrattenimento piacevole, compatibile con i valori dei destinatari che si vuole raggiungere.

Così Emmatar, prende spunto dal successo di Avatar e veicola un messaggio di riscatto dell'umanità nei confronti dei poteri forti, tutto questo in chiave ironica e parodistica. E forse questo spiega in parte il successo nel web di questo breve videoclip. Buoni sentimenti, grandi valori sociali, riscatto e un pizzico di ironia.

Le reazioni

(ANSA - 21-Gen 2010, 10:35) - “Spero di farne uno piu' comprensibile ma soprattutto piu' sincero, perche' ci sono alcune battaglie di Emma Bonino che non sono indicate nel video''. Lo ha detto la candidata del Pdl per la Regione Lazio, Renata Polverini, nel corso della trasmissione ''Omnibus'', su La7, rispondendo al giornalista che le chiedeva un giudizio su "Emmatar", il video realizzato dai sostenitori della leader radicale, ispirato al kolossal fantascientifico di James Cameron "Avatar". La Polverini ha sottolineato che ''nel video manca il referendum per l'abolizione dell'articolo 18, manca l'abrogazione delle associazioni dei lavoratori ma anche la proposta di legge per cambiare l'articolo 1 della Costituzione per togliere la parola lavoro”.

Probabilmente, è la prima volta che un leader candidato ad una carica politica risponde pubblicamente ad un video non ufficiale diffuso in rete dai sostenitori dell'altro candidato, per lo meno in Italia. Molto diverse, invece, le reazioni sul web. Sono come sempre piuttosto variegate: dalle dimostrazioni entusiastiche a quelle più perplesse, fino alle critiche e alle provocazioni. Ma, appunto, la Rete è grande e si può affermare con assoluta certezza che c'è veramente di tutto!

E mentre non è possibile sapere quante persone hanno visto la breve clip (youtube segna in tutto 10 mila, ma i maggiori quotidiani online hanno inserito direttamente sui loro siti il video), in molti si stanno già chiedendo se questo non sia solo l'inizio di una campagna elettorale diversa. Emma vs Renata: un nuovo possibile inizio?

L'originale su www.youtube.com