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Sciopero della fame per i permessi di soggiorno

Andrea Billau
Andrea Billau
18/12/2009 - 16:15

Cominciamo questa seconda parte dell'Osservatorio settimanale sull'immigrazione con un comunicato sull'importante iniziativa nonviolenta radicale in tema d'immigrazione:

Cresce l'adesione della Comunità d'Immigrati allo sciopero della fame sui tempi dei permessi di soggiorno

17 dicembre 2009

E’ giunta già al 4° giorno l’iniziativa nonviolenta lanciata da Gaoussou Outtarà, membro della Giunta di Radicali Italiani, per sollevare il problema dei tempi legali per il rilascio dei permessi di soggiorno.

«Per il rinnovo annuale – si legge nell’appello - si aspetta sino a 8-15 mesi, nonostante il Testo unico sull’immigrazione preveda all’art. 5 che “il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla domanda". Sono oltre 500 mila le persone in attesa del permesso di soggiorno; spesso il permesso arriva che è già scaduto. Nel frattempo i richiedenti vivono mesi di carcere grande come il Paese Italia. Nonostante le nuove procedure elettroniche in alcune città l’arretrato è enorme e le questure non sanno come smaltirlo».

Oltre a Outtarà sono 28 gli esponenti delle comunità d’immigrati di tutta Italia che in questi giorni si sono uniti allo sciopero della fame. Provengono da diversi paesi tra i quali Costa d'Avorio, Burkina Faso, Cameroun, Senegal, Congo, Pakistan, Guinea, Mali, Burundi e India.

Oggi una delegazione di digiunatori interverrà alla manifestazione in ricordo di Sher Kan organizzata alle 17 a Piazza Vittorio a Roma. In piazza verranno raccolte nuove adesioni allo sciopero della fame e diffuso il testo dell’appello alle istituzioni.


 

le parole di Napolitano che confermano quanto da tempo sostiene Emma Bonino:


 

Firenze, 17 dic. (Apcom) - "Non bisogna cadere nell'errore che l'Ue debba fare tutto e risolvere i problemi che debbono essere

affrontati qui, in Italia". Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo a villa Salviati a Firenze a un convegno per l'inaugurazione della nuova sede dell'archivio storico europeo. Il capo dello Stato risponde a una domanda dei ricercatori su i problemi legati all'immigrazione e ribadisce che l'Italia non deve delegare all'Ue la risoluzione di queste importanti questioni. Le politiche su questo tema in Italia "sono oggi al centro di forti controversie, tensioni e molteplici spinte propositive, ma - spiega Napolitano - non si deve cadere nell'errore che l'Ue debba fare tutto per risolvere i problemi che vanno affrontati qui".


 

E a proposito di asilo veniamo agli sbarchi sulle nostre coste, che, nonostante la barbara politica dei respingimenti, continuano poiché la spinta ad attraversare il Canale di Sicilia è più forte di qualsiasi impedimento:

(AGI) - Agrigento, 15 dic. - I carabinieri della stazione di Linosa (Agrigento) hanno rintracciato 14 extracomunitari appena sbarcati in via Mannarazza. Gli stranieri sono tutti uomini e si presume maghrebini. I militari dell''Arma non hanno trovato alcuna imbarcazione. E' probabile dunque che siano stati lasciati sull'isola da un natante che si e' poi allontanato. I migranti sono stati sottoposti a visita sanitaria nella guardia medica di Linosa e sono stati accompagnati in una struttura provvisoria in attesa di istruzioni da parte del Viminale.


 

E ora un'importante notizia, sempre dalla Sicilia:


 

(AGI) - Agrigento, 15 dic. - Il giudice di pace di Agrigento Giuseppe Alioto ha accolto stamattina, ritenendola non manifestamente infondata, l'eccezione di costituzionalita' sollevata dalla Procura della Repubblica per il reato di immigrazione clandestina, introdotto nel pacchetto sicurezza del governo nei mesi scorsi. Il giudice ha cos'' sospende il processo nei confronti di 21 persone sbarcate nell'agosto scorso a Lampedusa, e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. L'ordinanza, la prima del genere emessa da un giudice di pace, e' stata trasmessa anche alla presidenza del del Consiglio dei Ministri e alle presidenze del Senato e della Camera. In particolare, nell'ordinanza il giudice di Pace di Agrigento spiega che "non appare manifestamente infondato il dubbio di costituzionalita' della norma sotto il profilo della violazione del principio di offensivita' della legge penale, secondo il quale la sanzione penale puo' essere ammessa nel nostro ordinamento soltanto per la protezione di beni giuridici di rilievo costituzionale. "Si dubita - scrive Alioto - che le condotte incriminate, gia'
astrattamente considerate, siano offensive di un bene giuridico costituzionalmente orientato, risultando, piuttosto, formulate in chiave di mera disobbedienza delle norme che regolano il controllo dei flussi migratori". In particolare, sebbene la Legge 94 del 2009 sia stata promossa come strumento volto a meglio tutelare la sicurezza dei cittadini, "non si deve ritenere che le condotte di nuova incriminazione siano lesive del bene della sicurezza pubblica, in quanto il mancato rispetto delle norme sull'ingresso o sulla permanenza nel
territorio dello Stato non puo' essere ritenuto, di per se', quale indice di pericolosita' sociale". In definitiva, "l'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero non paiono rappresentare, di per se', fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l''espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante; la relativa incriminazione, quindi, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante, tra le altre cose, con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale in base alla quale si puo' essere puniti solo per fatti materiali". Non e' tutto. Il giudice dice anche di condividere il dubbio di legittimita' costituzionale con riferimento ai principi costituzionali di ragionevolezza, proporzionalita' e sussidiarieta' "che impongono l''intervento della sanzione penale soltanto come extrema ratio, quando, cioe', lo scopo protettivo non possa essere raggiunto attraverso altri strumenti dell'ordinamento giuridico. In merito, si approvano le considerazioni svolte dalla difesa degli imputati secondo le quali la nuova norma penale ha introdotto una fattispecie di reato tecnicamente inutile, in quanto la sua applicazione si
sovrappone integralmente alla gia' esistente disciplina amministrativa relativa all'espulsione e persegue le stesse finalita' perseguite dal legislatore in campo amministrativo".


 

I minori in Italia sono uno dei capitoli scuri della condizione migrante:


 

(AGI) - Roma, 16 dic. - Cresce il numero dei minori migranti residenti in Italia, cosi' come quello dei bambini e ragazzi che entrano nel nostro Paese via mare e dalle frontiere terrestri del nordest, spesso da soli o al seguito di trafficanti o sfruttatori: 6587 nel corso del 2009. Lo riferisce il rapporto annuale di Save the Children ''I minori stranieri in Italia'', diffuso oggi a Roma, che sottolinea come,
per perseguire il loro disegno migratorio, spesso i ragazzi stranieri scappano dalle comunita' d'accoglienza e ''scompaiono'' per poi riapparire a chilometri di distanza, come e' il caso dei molti minori egiziani ''agganciati'' dall''organizzazione umanitaria nella Capitale. "E' la prima pubblicazione
interamente dedicata ai minori stranieri in Italia da Save the Children e intende diventare un appuntamento annuale", ha spiegato Valerio Neri, direttore generale della ong internazionale, "e' il frutto del nostro pluriennale impegno
su questo versante, a sostegno di centinaia di minori stranieri, soprattutto non accompagnati, nelle aree dove e' piu' rilevante la loro presenza: a Roma, in alcune citta' portuali delle Marche, Puglia e Sicilia, oltre che in altri luoghi strategici come Torino". A causa della mancanza di un sistema centralizzato di
rilevazione della presenza dei minori migranti e a causa dell'invisibilita' di molti dei minori soprattutto non accompagnati o figli di genitori irregolari, i dati ufficiali
restituiscono un quadro per difetto del numero di under 18 nel nostro paese. Cio' che comunque emerge e' un costante incremento della loro presenza. Negli ultimi 6 anni infatti il numero di minori residenti e' notevolmente cresciuto, passando da 412.432 al primo gennaio 2004 agli 862.453 allo stesso giorno del 2009. La maggior parte dei minori stranieri residenti e' nata in Italia: circa 519.000. Il restante 343.753 e' giunto nel Belpaese attraverso il ricongiungimento familiare. L'incidenza dei nati stranieri sul totale dei nati in
Italia, si legge nel rapporto di Save the Children, e' passata dal 2,5% del 1997 al 12,6% nel 2008. Le prime cinque province dove si registra il maggior numero di minori residenti sono Milano (81.497, di cui il 68,3% di nati in Italia), Roma
(71.170, di cui il 70% ''italiani''), Torino (41.141, di cui il 57,2% di nati in Italia), Brescia (40.288, di cui il 60,2% di nati in Italia), Bergamo (26.711, di cui il 59,2% di nati in Italia). Riguardo ai ragazzi ''non accompagnati'', al 30 settembre 2009 sono 6.587 quelli segnalati al Comitato Minori stranieri, il 77% dei quali (5.091) risulta essere non identificato. I minori censiti provengono da 77 Paesi, in
prevalenza africani. I gruppi nazionali piu'' numerosi sono quelli del Marocco (15% del totale), Egitto (14%), Albania (11%), Afghanistan (11%), Palestina (7%), Somalia (4%), Eritrea (4%), Nigeria (4%) Repubblica Serba (4%). I maschi sono il 90% del totale. Piu' della meta' dei minori ha 17 anni. Rilevante e' anche la quota dei 16enni, pari al 24%, mentre complessivamente i minori tra i 15 e i 17 anni ammontano a 5.847. Il 74% dei minori censiti e' alloggiato in strutture di
prima o seconda accoglienza, mentre il 16% e'' ospitato da zii, cugini, fratelli, sorelle, connazionali, in affido extrafamiliare. Settanta sono negli Istituti Penali Minorili. Confrontando i dati riferiti all'anno scorso (fine settembre 2008-2009) si rileva che i minori egiziani e afgani sono aumentati, mentre sono diminuiti i minori marocchini, albanesi e palestinesi: i primi sono passati da 906 a 962, gli
afgani da 614 a 743. Per quanto riguarda i punti di entrata, nel corso del 2008 risultano approdati sulle coste delle regioni meridionali 2.749 minori stranieri, di cui il 95% a Lampedusa. Altri valichi di frontiera significativi: Fiumicino; Gorizia, Brindisi, Ancona e Malpensa. In tutti questi casi la gran parte dei ragazzi in arrivo e' costituita da minori soli. Arrivati in Sicilia e inviati alle comunita' d'accoglienza
per minori dell'agrigentino, molti pero' scappano poco dopo: secondo Save the Children, tra maggio 2008 a febbraio 2009 sono stati 1119 i minori fuggiti su un totale di 1860 accolti. "Questi ragazzi si lasciano alle spalle situazioni di grande
poverta' e mancanza di prospettive e sono quindi fortemente determinati a lavorare per aiutare se' e la propria famiglia di origine", ha aggiunto Neri, "e cio' spiega perche' scappino quasi subito dalle comunita. E' necessario piuttosto, ha
continuato, "rafforzare e razionalizzare il sistema di accoglienza, prevedendo delle strutture di prima e seconda accoglienza, e individuare una soluzione di lungo termine per ogni minore". Inoltre, ha concluso Neri, "e' essenziale
adottare standard e procedure condivise in materia di identificazione, accertamento dell'eta' e verifica delle relazioni parentali dei minori in ingresso. Commettere degli errori durante anche uno di questi passaggi puo' tradursi nella
violazione di alcuni diritti fondamentali dei quali i minori stranieri sono titolari, compresa l'adozione di provvedimenti altamente lesivi come la detenzione in centri per migranti adulti irregolarmente presenti, l'espulsione e la mancata
protezione da violenza o tratta e sfruttamento". Sono stati oltre 3.500 i minori
contattati, supportati e seguiti da Save the Children tra il maggio 2008 e ottobre 2009, nel quadro delle varie attivita' avviate in loro favore a Lampedusa e in Sicilia -all'interno delle comunita' alloggio per minori- ad Ancona, a Roma e,
recentemente, a Torino. In particolare, 1.200 i minori stranieri, tra cui molti non accompagnati, sostenuti, orientati e aiutati dall'ottobre 2008 a oggi nell'ambito del progetto CivicoZero che, anche attraverso il Centro diurno CivicoZero
-struttura a bassa soglia inaugurata a Roma da Save the Children nel febbraio 2009- si propone di fornire supporto, orientamento e protezione a ragazzi e ragazze migranti in situazioni di marginalita' sociale e devianza e sottoposti a
rischio di sfruttamento e abuso. “Roma ha conosciuto negli ultimi anni una rilevante presenza di minori stranieri o neo-comunitari, con un progressivo e
costante aumento di minori afgani ed egiziani e la permanenza di molti minori rom, anche nati in Italia, in condizioni di forte stigma e marginalita' sociale", ha spiegato Laura Lagi, coordinatrice del progetto CivicoZero. "Al centro CivicoZero la presenza piu' consistente nell'arco di quest'anno e' stata degli afgani (175), seguiti da egiziani (88), bengalesi (66), rumeni rom (54), per una media di 20 ragazzi al giorno e un'eta' media di 16-17 anni anche se abbiamo avuto e seguito
anche bambini di 12 anni. Piu' della meta' sono minori non accompagnati, provenienti dalla strada o entrati da pochissimo in strutture di pronta accoglienza", ha riferito, "altri si trovano in forte condizione di poverta' o appartengono a nuclei familiari in stato di irregolarita'. Alcuni sono vittime di
sfruttamento, tratta e abuso".


 

IMMIGRAZIONE: FINI, GARANTIRE AI MINORI TOTALE INTEGRAZIONE

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Una societa' ''autenticamente democratica'' ha ''il dovere di aprire tutte le porte ai piu' giovani, promuovendo modelli di inclusione e di solidarieta' e garantendo ai minori stranieri tutti gli strumenti educativi,
sociali e culturali necessari per una loro totale integrazione nella comunita' nazionale'': lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio all''organizzazione internazionale Save the children, in occasione della presentazione del primo rapporto sui minori stranieri in Italia. Fini nel messaggio fa riferimento alla Dichiarazione dei diritti del fanciullo approvata dall'Onu nel 1959, dove si legge che ''l'umanita' ha il dovere di dare al fanciullo il meglio di se stessa'', e commenta che ''si tratta di un'affermazione importante, che intende sottolineare come i bambini siano la speranza dell'umanita' e come la loro tutela debba essere incondizionata e universale, senza lasciare spazio a pregiudizi o a discriminazioni di sorta''. Il presidente della Camera esprime infine apprezzamento per l'iniziativa di oggi, ''che sottolinea l''impegno della vostra
organizzazione in questa direzione, offrendo ai figli di immigrati, spesso emarginati in terra straniera, la prospettiva di un futuro piu' giusto e piu' attento alle esigenze di tutti''.


 

E i finiani continuano la loro battaglia per la cittadinanza dentro una maggioranza prona alla Lega:


 

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Si scalda il confronto in commissione Affari Costituzionali alla Camera sulla proposta di legge sulla cittadinanza, in vista dell'approdo in aula previsto per lunedi' 21 dicembre. Allo scadere dei termini per la presentazione degli emendamenti al testo base proposto dalla relatrice Isabella Bertolini (Pdl), che mantiene gli attuali paletti temporali per la richiesta e propone un percorso culturale e linguistico per ottenerla, e' stata infatti depositata una proposta di modifica ''bipartisan'' che riprende il testo Sarubbi-Granata, sponsorizzato dal centrosinistra e dai finiani. Ma dalla Lega arriva gia' uno stop. ''Non abbiamo proposto emendamenti - avverte la deputata leghista Manuela Dal Lago - perche' ci ritroviamo nella proposta della Bertolini. A tutto il resto la Lega si opporra''. Gli emendamenti ''bipartisan'' propongono, tra l'altro, la riduzione a cinque o a sette anni del tempo necessario per avanzare la richiesta di cittadinanza. Tra i firmatari, diversi esponenti del Pd,tra i quali Andrea Sarubbi, Luigi Bobba, Paola Concia, Ermete Realacci, Rosa Villecco Calipari o Jean Leonard Touadi del Pd, ma anche esponenti dell'Idv come David Favia, Anita Di Giuseppe e dell''Udc come Roberto Rao o Mario Tassone. A

queste firme si aggiungono quelle dei finiani Fabio Granata, Silvano Moffa, Marcello De Angelis, Flavia Perina e di singoli del Pdl come Alessandra Mussolini, Aldo Di Biagio, Antonino Lo Presti, Luca Barbareschi, Mirko Tremaglia.
Ci sono poi altri emendamenti bipartisan che chiedono, tra l'altro, il riconoscimento della cittadinanza dopo tre anni ai rifugiati politici e agli stranieri provenienti da Paesi Ue e norme meno rigide per i figli di immigrati stabilmente residenti in Italia. Gli spazi di modifica al testo della Bertolini sono pero' piuttosto ristretti. E' la stessa relatrice a spiegarlo: ''Avevamo chiesto piu' tempo al presidente della Camera, invece siamo costretti ad andare in Aula lunedi'. I tempi sono ristretti, non c'e' molto spazio per l'esame in Commissione''.
Domani, dopo il voto di fiducia sulla Finanziaria, e' previsto il voto sugli emendamenti in commissione. Sara' un esame sprint, visto che il testo deve andare in Aula lunedi' prossimo. Il Pdl dovra' sciogliere il nodo della posizione da
assumere rispetto alle proposte dei finiani e degli altri deputati che hanno firmato gli emendamenti bipartisan per rendere piu' facile la cittadinanza. L'argomento potrebbe essere trattato anche domani nell'ufficio di presidenza che ha all'ordine del giorno l''analisi della situazione politica e le candidature alle regionali.


 

Sulla discriminazione nel processo breve invece i finiani un successo l'hanno ottenuto:

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - L'emendamento al ddl del processo breve che interviene sui reati di immigrazione, spacca la maggioranza. La Lega vota no, mentre il Pdl dice si' insieme all'opposizione. La proposta di modifica presentata dal presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, prevede di cambiare il termine 'reati' con quello di 'delitti'. In questo modo, tra le esclusioni oggettive, tra quei reati cioe' che non potranno usufruire del processo breve, non rientrera' piu' l'ingresso clandestino in Italia degli stranieri. A chiedere di cambiare la norma era stata la componente finiana del Pdl. Nella stesura originaria del testo, sul quale era stata raggiunta l'intesa tra Fini e Berlusconi, infatti, si parlava di delitti e non di reati. A chiedere la modifica in

'reati' era stata la Lega.


 

E ora un'importante decisione del Dap seguita da una reazione corporativa, che come tutte le reazioni corporative e burocratiche rischia, in alcuni casi, e questo è il caso, di diventare ingiusta e inumana:

DAP,VISITE IN CARCERE NON VIETATE A CLANDESTINI CIRCOLARE,NO VERIFICA AGENTI SU STRANIERO IN VISITA A FAMILIARE

 

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Allo straniero che si presenta in carcere per far visita a un familiare detenuto non dovra' esser richiesto alcun documento che dimostri la sua regolare presenza in Italia. Con una circolare ''ad hoc'' il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria mette nero su bianco come il poliziotto penitenziario debba agire alla luce delle nuove norme previste dal pacchetto sicurezza che hanno introdotto il reato di immigrazione clandestina. I detenuti stranieri nelle sovraffollate carceri italiane sono oltre 25mila (circa il 27% del totale) e molti di essi sono clandestini. La probabilita' che siano irregolari anche alcuni dei familiari che fanno loro visita in carcere e' assai alta. Dal momento che gli agenti penitenziari sono pubblici ufficiali, come dovranno comportarsi ora che l'immigrazione clandestina e' un reato? ''Il personale del Corpo di polizia penitenziaria non dovra' richiedere allo straniero che accede alla struttura penitenziaria l'esibizione di alcuna documentazione attestante la sussistenza dei requisiti legittimanti la presenza sul territorio italiano, ne' lo straniero sara' tenuto a dimostrare in alcun modo la regolarita' della sua posizione'', scrive Sebastiano Ardita, magistrato a capo della direzione generale detenuti del Dap. E questo vale a maggior ragione ''nel caso in cui a richiedere il colloquio siano i figli minori di persone prive di permesso di soggiorno''. Ma la circolare, diramata a tutti i provveditori regionali, precisa anche che il mancato obbligo di verifica sulla regolarita' dello straniero all''ingresso del carcere ''non esclude che il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, in qualsiasi modo venga a conoscenza della sussistenza del reato'' di immigrazione clandestina ''non sia tenuto, in via generale, a denunciare tempestivamente il reato all''autorita' giudiziaria o ad altra che abbia a sua volta obbligo di riferire a quella''. La decisione di non chiedere allo straniero in visita un documento che ne attesti la regolare presenza e' stata presa - scrive Ardita - sulla base della considerazione che l'accesso per il colloquio con i familiari in carcere ''non si configura come la fruizione di un servizio pubblico ma come esercizio di un diritto, tanto da parte dei ristretti quanto da parte dei congiunti''.

IMMIGRAZIONE:OSAPP; ALLIBITI DA CIRCOLARE,INTERVENGA MARONI

 


(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Non piace affatto al sindacato di polizia penitenziaria Osapp la circolare con cui il Dap impone di non verificare se sia clandestino o meno lo straniero che fa visita in carcere a un familiare detenuto. ''Siamo allibiti.
L''avevamo detto che al Dap non c'era piu' bisogno dei magistrati, e questa circolare ne e' la riprova - commenta Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp -. Sono anni che lottiamo per fare si' che la polizia penitenziaria sia
considerata al pari delle altre forze di polizia, ma ogni volta fanno di tutto per ricacciarci indietro''. ''Come agenti e ufficiali di polizia giudiziaria abbiamo
l'obbligo di far rispettare le leggi e reprimere i reati, non certo di chiudere un occhio. Su questa vicenda – annuncia Beneduci - ci rivolgeremo al ministro dell'Interno Maroni per avere giustizia''.

Alle volte i dati di un fenomeno se analizzati su vasta scala ne rivelano lati inesplorati, che possono anche sconfermare pregiudizi che da un'ottica più ristretta sembravano plausibili:

Immigrati/ Maggioranza emigrati in Ue sono romeni e italiani
Cittadini stranieri sono il 6,2% della popolazione
Bruxelles, 16 dic. (Apcom) - Nel 2008 in Europa ci sono stati circa 20 milioni di cittadini extracomunitari, pari al 3,9% della popolazione totale dei Ventisette. Di questi, circa 6 milioni sono cittadini di altri paesi europei, 4,7 milioni sono africani, 3,7 milioni asiatici e 3,2 milioni del continente americano, oltre agli 11,3 milioni di cittadini dell'Ue che vivono in un altro Stato membro. Una categoria, questa, che vede ai primi posti romeni e italiani. In totale, i cittadini stranieri
rappresentano il 6,2% della popolazione europea. E' quanto rende noto Eurostat, l'ufficio statistico delle comunità europee. In Italia, dove ci sono 3,4 milioni di stranieri, ossia il 5,8% della popolazione, i cittadini extra-Ue sono 2,498 milioni, pari al 4,2%. La maggioranza degli stranieri in Italia sono rumeni (625.000, ossia il 18%), seguiti dagli albanesi (402.000, ossia l'11,7%) e dai marocchini (365.900, ossia il 10,7%). La quota di cittadini stranieri varia tra lo 0,1% della Romania
e il 43% del Lussemburgo. Nel 2008 la maggior parte degli stranieri sono stati registrati in Germania (7,3 milioni di persone), Spagna (5,3 milioni), la Gran Bretagna (4 milioni), la Francia (3,7 milioni) e l'Italia (3,4 milioni). Il 75% degli
extracomunitari abitano in questi Stati membri. La percentuale più alta rispetto alla popolazione si è registrata in Lussemburgo (43% del totale), in Lettonia (18%), in Estonia (17%), a Cipro (16%), in Irlanda (13%), in Spagna (12%) e in Austria (10%). La percentuale di cittadini stranieri è stata inferiore all'1% in
Romania, Polonia, Bulgaria e Slovacchia. Più di un terzo dei cittadini stranieri nei Ventisette proviene da un altro Stato membro. La maggioranza di questi sono romeni (1,7 milioni o il 15% del totale degli europei all'estero), italiani (1,3 milioni, o l'11%), presenti soprattutto in Belgio, e polacchi (1,2 milioni o l'11%). Tra i cittadini di paesi al di fuori dell'Ue, i gruppi più grandi sono stati dalla Turchia (2,4 milioni o il 12% del totale), dal Marocco (1,7 milioni o il 9%) e
dall'Albania (1 milione o il 5%). L'origine della popolazione di cittadini stranieri varia molto da paese a paese. Gli Stati membri con la percentuale più alta di
cittadini stranieri da un singolo Stato membro sono stati la Grecia, con il 64% di Albanesi, la Slovenia, con il 47% di bosniaci, l'Ungheria, con il 37% dalla Romania, e il Lussemburgo, con il 37% dal Portogallo.

Gli italiani come i rumeni, incredibile ma vero!


 

12 commenti

A mio parere il problema

A mio parere il problema cronico della politica ( a stramaggioranza di quella di sinistra ) è quello di non essere Italiana, di non avere o dimostrare senso di appartenenza nazionale come i comunisti insomma, la loro solidarietà è universale rimanendo anche senza lavoro, senza mangiare, senza una casa e protestano per il disagio degli immigrati..
Quand'è che si aprono gli occhi sul disastro Italiano ?

...non hai tutti i torti.

...non hai tutti i torti.

Possiamo rimanere inerti di

Possiamo rimanere inerti di fronte al collasso morale, civile e intellettuale ?
Dobbiamo rassegnarci ?
Non vorrei essere risucchiato nella "rassegnazione " Siloniana !

A mio parere il problema

A mio parere il problema cronico della politica italiana ( a stramaggioranza di quella di sinistra ) è quello di non essere Italia, di non avere o dimostrare senso di appartenenza nazionale come i comunisti insomma, la loro solidarietà è universale rimanendo anche senza lavoro, senza mangiare, senza una casa e protestano per il disagio degli immigrati..
Quand'è che si aprono gli occhi sul disastro Italiano ?

Sto meditando di iniziare uno sciopero della fame.

Non un vero sciopero della fame a oltranza (sono pericolosi: c' è il rischio di morire di fame), ma uno sciopero della fame radicale: come quelli che fa Marco Pannella, per capirci.

Lui, quando «sciopera», prende quattro cappuccini al giorno (o quattro spremute d' arancia). Io opterei - visto che a quanto pare si può scegliere un menu personalizzato - per una granita di caffè con panna, un arancino, una bistecca, un babà e un caffè (non so se l' ammazzacaffè è ammesso: devo chiedere a Pannella).

Ho due obiettivi. Il primo è fermare Daniele Capezzone, che ha appena cominciato uno «sciopero della fame» (vedi sopra) per risolvere la questione dei seggi radicali al Senato, cioè per impedire che Pannella faccia a sua volta un altro «sciopero della fame» (al bar). Il secondo è ottenere un provvedimento che proibisca lo sciopero della fame ai governanti e agli onorevoli, limitandoli tassativamente agli aventi diritto: detenuti, disperati e vittime dell' ingiustizia.

Con una legge, certo, o meglio ancora con un decreto legge: così la chiudiamo subito e domenica si va tutti in trattoria.

di SEBASTIANO MESSINA

L'originale su ricerca.repubblica.it :

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/01/26/digiuno.html

...a proposito Reverendo Halley, Buon Natale. †

BUON NATALE A TUTTI

*

.

.

Dimagrire

fa bene.

...insomma, mi pare di capire

...insomma, mi pare di capire che per te questo è un post satirico.

Il post

non l'ho letto, come penso nessuno: mi chiedo pure con quale senso critico si possano presentare articoli tanto lunghi. Ma poi mi rispondo pure: con quello necessario per essere ancora radicali. Va detto che grazie a Pannella uno sciopero della fame non impressiona più nessuno, essendo egli riuscto a inflazionare perfino quello della sete. Comunque lo sciopero della fame va fatto per reclamare diritti. Non mi sembra che il permesso di soggiorno rientrri automaticamente fra essi. Se consideriamo poi che il digiuno sia generalmente considerato salutare dagli stessi medici, direi che la notizia non mi sembra particolarmente interessante.

Grazie per le informazioni dateci

che gli italiani siano ancora emigranti, quelli del nord come quelli del sud e' un fenomeno che non e' mai cessato.Solo l'ignoranza di un popolo non vede l'evidenza.Ti parla un emigrato.