Login utente

Registrati

Cerca nel sito

0

Pressione contributiva: un velo nero per piangere l'estinto

Tamara Nigi
Tamara Nigi
02/12/2009 - 17:19

Segnalo questo servizio di TELENOVA Lombardia su un'occupazione pacifica ieri a Milano.  A latere, un bell'articolo sul Corriere della Sera - Milano  ci definisce 'le vedove'. In realtà vedove in senso canonico non lo siamo, almeno non che io sappia. Siamo colleghe, sorelle, mogli, madri. Siamo traduttrici (alcune anche interpreti) e abbiamo aderito con entusiasmo a un happening coordianto da ACTA (www.actainrete.org), che ha visto coinvolti professionisti autonomi privi di cassa previdenziale e costretti a versare all'INPS contributi  elevatissimi, addirittura il doppio rispetto ad altre categorie professionali provviste di albo.

Lo staff della Triennale ha ‘assorbito’ l’happening senza panico, con grande eleganza e senso di realtà, confermando lo spirito aperto di un luogo degno del nome che porta. Gli 'occupanti' erano professionisti che con noi condividono una situazione di grande disagio e stanno perdendo le forze. 

Pur amando appassionatamente quello che facciamo, noi con quel velo, ieri, ci apprestavamo a piangere l'estinto: l'entusiasmo.

Un'azione, quella coordinata da ACTA, non mirata ad assicurarci irrealistici  'diritti acquisiti', né a pretendere certezze assolute, come un lavoro calmo e tranquillo a vita. Siamo abituati ad alti e bassi. Siamo tenaci. Siamo curiosi. Non smettiamo mai di studiare, di approfondire, di informarci, di stare al passo con una committenza varia e mutevole. Siamo dentro l'innovazione per forza o per amore.

Io però voglio scommettere che sia per amore, se è vero che siamo arrivati fin qui. Perché vedete, lì, alla Triennale, non c'erano solo i giovanissimi. C'erano i trentenni, i quaratenni, i cinquantenni. Tutti nel pieno della loro vita produttiva. Consulenti, esperti, creativi della parola e delle imagini, alle prese ogni giorno con il paradosso. Schiacciati dal peso contributivo ancor più dei lavoratori dipendenti, non godono neanche lontanamente delle stesse tutele, e hanno margini troppo esigui per potersi creare reti di protezione alternative. Specialmente ora che la morsa della crisi ha compresso la capacità di spesa in servizi da parte delle imprese e dei committenti in genere. Professionisti flessibili, sì, ma non indistruttibili.

Noi, fra gli altri, traduttrici velate di nero, chiediamo al governo che si appresta in questi giorni a chiudere i lavori della finanziaria, e ai politici dotati di senso di equità, di mettere un fermo alla valvola che ci sta dissanguando, dimostrandoci in modo TANGIBILE che quell'entusiasmo, motore di ogni nostra attività ma ora appeso a un filo, è una risorsa anche per loro.

 

Link:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_2/protesta-...
 
http://www.youtube.com/watch?v=DYSN8HaASkM
 

http://www.actainrete.org/

L'originale su www.youtube.com