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Domani a Montecitorio la voce degli insegnanti contro la legge Gelmini .

Melania1
Melania1
14/07/2009 - 07:13
Ben vengano le persone antipatiche e bistrattate se dimostrano di avere buone intenzioni. Una tattica? Che ce ne frega se sfrutta i desideri della gente e fa gli interessi dei nostri giovani. 
 
Bella persona Berlusconi : ricco, gentile sempre sorridente, elegante con proprietà di linguaggio .
 
Fini: elegantissimo , dignitoso e fine .Incastrato dove non vorrebbe essere.
 
Franceschini e  Bersani sempre si tratta di persone che sanno esprimersi con linguaggio adeguato e incantevole . Pacati e tranquilli .Molto confusi da tempo e adesso non sanno che pesce prendere con Grillo alle calcagne
 
Bossi Maroni e Calderoni : Il trio degli andicappati senza coscienza .Arroganti e cafoni gestiscono , così poco gentilmente,   l'estradizione dei diversi e possibilmente anche l'altra parte dell'italia che non gli piace. Fuori tutti quelli che non la pensano come loro .
 
Anche Hittler era uomo intelligentissimo forse anche elegante ed aveva una ottima  base scolastica .
 
Ma!!!!!
 
13 Luglio 2009
L'istruzione è per tutti, ed è pubblica




 

Autore IDV Staff IDV Staff

Mercoledì 15 luglio, alle ore 10.30, saremo in piazza Montecitorio al fianco dei lavoratori precari della scuola e parteciperemo al sit in di protesta da loro indetto, per unire la nostra voce a quella dei docenti e difendere l'occupazione e la qualità del sistema d'istruzione pubblico.

Un momento imprescindibile, quello della difesa dell’occupazione, che deve essere sostenuto e tutelato così come il diritto al lavoro è difeso dalla Costituzione.

La scuola è una risorsa fondamentale del Paese ed è nostro dovere difenderla.

I tagli e le riduzioni di organico non possono essere l’esclusivo elemento di una riforma che investe il processo educativo delle nuove generazioni.

Il Governo toglie risorse al settore e si proclama a favore della selezione, ma i problemi antichi restano e le riduzioni degli organici violano le stesse leggi della Stato. In tre anni si storneranno 6 miliardi di euro agli investimenti per la scuola pubblica.

In pratica: 145.000 posti in meno.

Diminuire il tempo prolungato, aumentare il numero degli alunni per classe a 33, in aperto contrasto con le norme sulla sicurezza degli edifici scolastici, far regredire il sistema pedagogico di oltre vent’anni attraverso il reimpianto del maestro unico e l’abolizione della compresenza, significa marginalizzare e dequalificare la scuola pubblica.

I ministri Gelmini, Tremonti e Brunetta stanno perpetrando un disegno criminale da cui il sistema d’istruzione uscirà annientato.

E’ ora che il Governo si assuma le proprie responsabilità e ci spieghi il motivo per il quale vuole trasformare la scuola pubblica in fondazioni, creando un sistema aziendale e verticistico del personale docente, perché taglia il numero di migliaia di insegnanti e personale Ata, perché priva l’istruzione di fondi per le supplenze e per il sostegno ai diversamente abili.

La scuola pubblica è un bene comune che va tutelato e su cui è necessario investire.

Difendiamo il diritto allo studio, all’educazione plurale, alla libertà d’insegnamento, per una scuola che sia finalmente inclusiva, competitiva e soprattutto di qualità.

La scuola italiana deve essere efficiente nel rispetto della nostra Costituzione, la quale garantisce un trattamento uguale a tutti gli studenti, e deve essere contro una riforma che invece favorisce i “paganti”.

Un sistema scolastico ispirato alla qualità, alla libertà, alla laicità e al pluralismo è il più saldo presupposto di uno Stato moderno, ma sembra che l’importanza di una scuola pubblica statale non sia stata compresa dall’attuale governo, che non si accorge di quanto potenziale stia soffocando, con atteggiamento tanto disinvolto quanto pericoloso.

Bisogna promuovere una scuola pluralista, fruibile da tutti: come possono le classi ponte per gli stranieri favorirne l’integrazione e promuovere il rispetto per la multiculturalità?
Non sono forse i giovani i primi e i più pronti al confronto senza pregiudizi e al dialogo costruttivo, in un mondo sempre più simile ad un immenso network?
Se l’accesso alla professione sospenderà il ciclo di specializzazione per gli insegnanti, cosa ne sarà della loro preparazione, a cosa si ridurrà la loro offerta didattica?
Attualmente, in Italia, a maestri e professori non sono garantiti gli strumenti e i mezzi per migliorarsi, né quelli per tutelarsi. E’ inaccettabile questo tentativo di gettare la classe docente verso un futuro di precarietà stagnante. I criteri di adeguamento del numero di insegnanti sono davvero spregiudicati, perché sono ispirati a una logica di bilancio e non agli obiettivi della qualità e del merito.
In questo modo, il problema dei tagli alla scuola pubblica non colpirebbe solo il personale, ma anche le strutture: il 42% degli edifici scolastici non è agibile. Come si può razionalmente prevedere di affollare palazzi pericolanti? E com’è possibile non destinare risorse perlomeno sufficienti per garantirne la messa in sicurezza? Il Governo ha stanziato solo 300 milioni, a fronte dei 14 miliardi richiesti dal responsabile della Protezione civile.



Antonio Di Pietro, Anita Di Giuseppe, Pierfelice Zazzera, Stefano Pedica


 

L'originale su italiadeivalori.antoniodipietro.com

4 commenti

La voce degli insegnanti

non è poi così importante. Anch'essi costituscono una casta. Finora abbiamo avuto una scuola su misura per i docenti piuttosto che per gli studenti. Avanti Gelmini!

A Francesco possibile che non

A Francesco possibile che non vuoi ragionare. Indipendentemente se sono corrotti o meno il punto è che ne saranno licenziati migliaia e intanto le aule saranno ingolfate da 33 alunni. Stiamo parlando di qualità didattica anche relativamente al tempo a disposizione degli insegnanti.A mio parere già sono molto stressati .
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Qualche tempo fa nel

Qualche tempo fa nel programma del PdL si parlava delle tre I: inglese, impresa e informatica. Come potrà insegnarle un maestro unico, senza corsi di aggiornamento e con 33 alunni? Finirà per fare il baby-sitter, stando attento solo a far si che non si facciano male, per arrivare alla pensione senza condanne penali.

Bernardo di Chartres diceva che "gli uomini sono nani che camminano sulle spalle di giganti". Una metafora che indica tutto il valore aggiunto dato della cultura, a quello che è il nostro piccolo contributo. Se sminuiamo tale valore, staremo in basso (non potendoci più appoggiare all'esperienza di chi ci ha preceduto) e guarderemo meno lontano. Ma forse la cosa peggiore è che ricorderemo sempre meno e chi dimentica la sua storia è, secondo alcuni, costretto a riviverla...

Pienamente d'accordo. Tra i

Pienamente d'accordo. Tra i decreti assurdi che sono stati attivati questo è quello che avrà conseguenze delle più devastanti nel lungo termine.Scontra oltretutto con la severità di giudizio , imposta dalla Gelmini, sulla preparazione scolastica degli alunni.Vorrà dire che il più asino prenderà la sufficienza. Bel progresso!