L'unione europea e il puzzle dell'integrazione
Il testo che segue è la trascrizione della corrispondenza di Artur Nura andata in onda mercoledì 1 luglio nello Speciale di Passaggio a Sud Est che, nel giorno di inizio del semestre di presidenza svedese dell'Unione Europea.
ALBANIA: LE ELEZIONI COME TEST DI AFFIDABILITA' EUROPEA
di Artur Nura
Proprio oggi che comincia il semestre di presidenza svedese dell'UE, per portare all’attenzione dei nostri ascoltatori di Radio Radicale il punto di vista Albanese, direi che le prime dichiarazioni del presidente del turno Karl Bildt, quale non ha dimostrato qualche priorita particolare al confronto del tema dell'integrazione europea dei Balcani occidentali, non hanno portato molto entusiasmo all’opinione Albanese. Pero, come contrapunto di questa notizia porterei all’attenzione degli nostri ascoltatori il fatto che Marco Pannella a Chianciano ha fatto parlare dei Balcani occidentali dichiarando che i radicali dovrebbero tornare ad occuparsi della regione e riallacciare i rapporti che avevano costruito tanti anni fa!
Puntando l'attenzione sui progetti radicali quali sin dagli anni ’90 sono stati molto attenti al riguardo dei balcani occidentali, vorrei ricordare l’epoca in cui ho potuto incontrare Marco Pannella nelle strade di Tirana mentre il regime uscente comunista stava ancora reggendo. Allora il leader storico dei Radicali in vece di europarlamentare era uno dei pocchi osservatori internazionali che invece di usare le aulle, acusava quel regime di diversi imbroli elettorali sulle strade di Tirana e davanti alle telecamere anche della tV statale di allora. E prendendo spunto da questo momento storico dell’Albania comunista di allora che stava passando ad un altro sistema democratico e pluralista, augurando che le dichiarazioni diventano progetti radicali, io dovrei informare che gia l’Albania e’ membro a pieno titolo della NATO e sta faccendo il possibile di essere parte allo stesso pieno titolo anche dell’Unione Europea.
Il Paese delle Acquile proprio in questi giorni aveva di fronte a sé un difficile test da superare per poter avanzare lungo il percorso dell'integrazione europea: cioe le elezioni politiche del 28 giugno quali secondo gli osservatori internazionali hanno dimostrato un passo molto in avanti al riguardo degli Standard Europei. Più di 3.1 milioni di albanesi si sono recati alle urne per eleggere in nuovo Parlamento che in effetti dovrà portare il Paese in Europa. Con un'affluenza record, pari al 46%, l'Albania ha rispettato i patti, ed ha organizzato delle elezioni libere, democratiche e regolari, senza particolari incidenti che possano mettere in discussione in risultato elettorale. Sembra che uno dei cavalli di battaglia del governo Berisha, la candidatura del paese all'UE, quale èra considerato una delle questioni strettamente collegate all'andamento delle elezioni, abbia gia vinto.
Piu degli standards realizzati sembra che anche i risultati dei voti hanno favorito per pocchi punti elettorali il Governo di Berisha e tutto questo e’ avenuto anche se la recente decisione di Bruxelles di rifiutare la tanto agognata liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi, concessione invece approvata per i vicini serbi, macedoni e montenegrini. Secondo gli osservatori internazionali c’e’ stato un miglioramento al riguardo di quell'eterno tallone d'Achille quale la trasparenza elettorale dell’ Albania. Alemeno come riportato dalla Commissione Centrale Elettorale e confermato dagli osservatori presenti, le votazioni si sono svolte senza particolari incidenti, in maniera normale e serena in tutto il Paese.
Intanto, il Presidente della KQZ, Arben Ristani, ed osservatori internazionali hanno annunciato che la fase dello spoglio delle schede elettorali del voto sono realizzati presso le centrali del conteggio ed e’ avvenuto con piccoli problemi, ma in generale tutto e’ andato bene. Occorre infatti considerare che questa era la prima volta che e’ stato introdotto il sistema di spoglio elettronico, con il quale si e’ cercato di garantire trasparenza, attendibilità, risultati in tempo reale e in sicurezza. I video trasmessi hanno mostratto in tempo reale il processo del conteggio dai monitor delle sale del KQZ e sono stati poi trasferiti ai media eletronica. Su ogni tavolo errano messe delle telecamere che hanno trasmesso le immagini per gli osservatori presenti, attraverso i 16 monitor da 32 pollici.
A dire la verità secondo il mio parere personale la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento ha segnato un punto di svolta chiaramente positivo, da lodare al riguardo delle performance e la capacità di costruire un immagine diversa, nuova dellla poltica del Paese. Lo stile e le strategie di comunicazione che i candidati hanno scelto per catturare l'attenzione dell’elettorato sono almeno in minima parte da considerare come il primo standard europeo che il nostro stato ha raggiunto da un paese che da anni ha il ruolo dell’Aspirante dell’Unione Europea. Come mai prima e pochi minuti dopo la chiusura ufficiale del processo di votazione, i due leader della destra e della sinistra, rispettivamente Premier uscente Sali Berisha e il suo avversario politico Edi Rama, hanno tenuto due conferenze stampa una dietro l`altra dove hanno valutato queste elezioni come dignitose e democratiche.
L`attuale Premier Berisha ha definito queste elezioni come il migliore esempio di partecipazione della popolazione alle elezioni politiche del Paese, con la più alta affluenza mai registrata rispetto alle scorse edizioni, aggiungendo che in queste elezioni non ci sarano dei perdenti visto che vincera’ il Paese al confronto dell’Europa e gli Standard internazionali della democrazia. Allo stesso modo, anche il leader del Partito Socialista, Edi Rama, dinnanzi ai giornalisti ha espresso un profondo ringraziamento verso gli elettori, in primo luogo, che hanno mostrato responsabilità civica e rispetto per il proprio Paese, con la loro alta partecipazione di massa. Al di là di qualche piccolo problema, Rama ha affermato che è stato realizzato in pieno l`obiettivo di garantire lo svolgimento delle elezioni, delle votazioni libere e tranquille. Un successo molto atteso e molto importante questo, visto che queste elezioni come abbiamo detto anche prima sono state considerate come un test per l`integrazione all'Unione Europea dell`Albania.
Sembra che gli innumerevoli appelli delle istituzioni europee ed internazionali, avvertendo che non sarebbe stato tollerato alcun tipo di manipolazione abbiano offerto una riflesione dovuta da parte della politica di Tirana. Le elezioni sono state seguite da vicino da 5000 osservatori nazionali e 450 internazionali. Con un totale di 4800 centri di votazioni e 4300 candidati per deputati, i voti sono sato contati in modo proporzionale all'interno delle sezioni distrettuale di ciascuna delle 12 regioni de Paese. Il conteggio dei voti si e’ svolto sui 66 centri speciali locali. Naturalmente, le campagne elettorali e le elezioni sono finalizzate a legittimare gli standard Europei e l’alternativa Albanese per vivere una vita migliore Europea, per avere una società più giusta, libera e una democrazia sana, rimane in ogni caso il frutto del partenariato tra il Politico e il Cittadino questo secondo gli standard della stessa democrazia dei Paesi UE.
Queste elezioni sono considerate da tutte le parti l’iniziare di un processo a favore della speranza e dell’avvicimaneto del paese all’Europa. Tutto e’ stato considerato come una occasione di farsi carico della costruzione di un rapporto di fiducia, instaurare il dialogo, e sopratutto i rapporti di fiducia all'interno della società albanese, della classe politica, e tra li stessi cittadini e i soggetti politici come la premessa dovuta Europea per il cambiamento dovuto della societa Albanese ed il Paese.
Per conludere dobbiamo affermare che con la sua entrata nella NATO, l’Albania ha rotto definitivamente con il passato per avvicinarsi sempre di più ai paesi occidentali particolarmente all’Unione Europea stessa. In questo modo le alleanze dell’Albania cambiando il loro asse si sono spostati decisamente verso l'Europa e l’Occidente e una prova eranno le elezioni del 28 giugno in cui la classe politica albanese ha dimostrato la sua capacità di svolgere elezioni parlamentari libere e trasparenti, fatto che nelle tornate elettorali precedenti non è mai accaduto.
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