Joe Bidin visita i Balcani Occidentali
Qui di seguito il testo della corrispondenza mia per lo Speciale di Passaggio a Sud Est dedicato alla visita del Vice Presidente americano Joe Biden nei Balcani, mercoledì 20 maggio http://www.radioradicale.it/rubrica/97
Si, la visita del Vice Presidente americano Joe Biden nei Balcani è un forte segnale di Washington a favore della democrazia Balcanica, ed dobbiamo dire che e’ QUESTA LA PERCEZIONE GENERALE nei territori Albanesi dei Balcani.
Giustamente la Serbia e il Kosovo sembrano essere i punti più significativi dell'intervento di Biden, insieme alla Bosnia Erzegovina, ma l'attesa della visita del Vice Presidente americano Joe Biden nei Balcani ha confermato ancora una volta la forte presa di posizione dell`America nell'Europa Sud Orientale.
In effetti, si sono dovuti già i primi giorni dopo l'investitura del nuovo Presidente americano Barak Obama con la nomina del nuovo Segretario di Stato Hillary Clinton, che ovviamente ha una strada politica da continuare quando si tratta di Balcani.
Invece, nel parlare di Biden dobbiamo riccordare che negli anni '90, era lui in prima persona a dichiarare decisamente all’allora Presidente Serbo Slobodan Milosevic: “Sei un disgraziato criminale di guerra, e come tale dovrai essere processato”.
Certamente i toni di Biden sembrano essere cambiati al confornto della Serbia in effetti piu democratizzata, pero per niente sono cambiati al confronto della libera volonta degli Albanesi del Kosovo per l’autogoverno secondo gli standard della comunita occidentale.
Si, la capitale Pristina e' gia' da una settimana in festa per la visita che il vicepresidente americano, Joe Biden, effettuera' in Kosovo proprio domani. Grandi foto di Biden sono esposte per le strade e sugli edifici pubblici, dove campeggiano scritte tipo: ''Grazie, America'', ''Benvenuto in Kosovo''.
''Noi intendiamo organizzare a Pristina un'accoglienza magnifica per il vicepresidente degli Stati Uniti, che e' un amico del nostro popolo'', ha detto in questa ocasione il premier kosovaro, Hashim Thaci, aggiungendo che Biden conosce molto bene le questioni legate alla lotta Kosovara per la liberta e democrazia.
Thaci dicendo che la via della repubblica del Kosovo e’ il processo di transizione democratica verso il processo di integrazione del Kosovo nella Nato e nella Ue, ha anche aggiunto che il vicepresidente e' un amico e un sostenitore del Kosovo democratica, e che il popolo del Kosovo in suo onore vuole organizzare una accoglienza adeguata.
Invece, il ministro degli esteri del Kosovo, Skender Hyseni ha dichiarato che la visita di Joe Biden sara' una conferma del forte sostegno americano per il Kosovo democratico, precisando che secondo lui stesso gli Stati Uniti sono stati sin dall'inizio uno dei principali sostenitori dell'indipendenza del Kosovo dalla Serbia.
In effetti, l’Indipendenza della Repubblica del Kosovo e’ riconosciuta finora in totale da 59 paesi, compresi 22 dei 27 stati membri dell'Unione europea, ma intanto tornando ancora nella visita di domani a Pristina, dobbiamo aggiungere che Joe Biden avra' colloqui con il presidente kosovaro, Fatmir Sejdiu, con il premier Thaci, con il ministro degli esteri Hyseni e con il presidente del parlamento, Jakup Krasniqi.
Durante la sua visita a Pristina, il vicepresidente americano, Joe Biden, sara' insignito della 'Medaglia d'oro della liberta', la piu' alta onorificenza kosovara, e certo per il suo costante sostegno all'indipendenza del Kosovo.
Il riconoscimento verra' consegnato a Biden dal presidente kosovaro, Fatmir Sejdiu e questa medaglia, secondo la legge, viene assegnata a cittadini del Kosovo e di altri paesi per il loro contributo particolare a difesa della liberta' del Kosovo. Il portavoce della presidenza kosovara Xhavit Beqiri, ha precisato che Joe Biden sara' la prima personalita' straniera a ricevere la 'Medaglia d'oro della liberta'.
Giustamente i media a Pristina hanno dato un ampio spazio alla visita di domani del vicepresidente americano. La tv pubblica RTK ha trasmesso uno speciale sull'evento, che verra' seguito interamente in diretta dalla televisione.
In modo particolare dobbiamo anche aggiungere che il vicepresidente visitera' inoltre Camp Bondsteel, la piu' grande base Usa nei Balcani situata a Ferizaj in Kosovo, quale si fa considerare dalla maggioranza degli opinionisti regionali come un segno dell’interesse geopolitica e a lungo termine degli USA nei Balcani
Infatti, dobbiamo anche informare che secondo diversi opinioni con il cambiamento del potere in USA c’era chi dubitava di un cambiamento della politica USA al confronto dei Balcani ed in particolare del Kosovo...
Questo succedeva anche se il nuovo presidente alla Casa Bianca, Barack Obama, aveva rassicurato la comunità albanese degli Stati Uniti (oltre 100 mila persone) sul fatto che sosterrà l'indipendenza e lo sviluppo del Kosovo.
"Gli Usa aiuteranno a costruire una società dinamica e democratica in Kosovo, che assicuri pari diritti a tutte le persone che vivono lì" - aveva dichiarato Barak Obama allora sul quotidiano albanese-statunitense "Illyria", ma anche questa non sembrava soddisfacente a rassicurare lo scetticismo Albanese e regionale anche...
Dall’altra parte, ben sapendo che queste particolari relazioni tra gli albanesi e gli Stati Uniti potranno sembrare ad un certo punto strani per gli ascoltatori di Radio Radicale quali hanno di certo una diversa impressione al confronto degli USA, io vorrei dire che queste relazioni hanno ormai una tradizione storica almeno per la parte albanese.
Per far capire agli ascoltatori nostri questo panorama complessa credo che devo ricordare che queste relazioni particolari tra gli albanesi e gli Stati Uniti non hanno soltanto a che fare con l’intervento NATO guidato dagli USA e dalle Gran Bretagna in difesa della maggioranza albanese del Kosovo nel 1999.
In effetti, queste relazioni trovano le loro radici sin dalla Conferenza di Pace di Parigi del 1919 in cui l’allora presidente americano, Woodrow Wilson mise il veto contro un piano franco-britannico-italiano
Chi segue la politica dell’Unione Europea e dei suoi stati membri sa che quegli stessi stati oggi non hanno più le posizioni politiche di allora: la Gran Bretagna sta al fianco degli americani, la Francia come tradizionale alleato della Serbia ha cambiato politica nei confronti dei Balcani, e l’Italia anche se come sempre non ha una politica molto chiara al riguardo dei Balcani e particolarmente al riguardo del caso Kosovo, hanno cambiato e stanno sponsorizzando, non senza difficoltà, le soluzioni americane e inglesi al riguardo dei Balcani.
Dall’altra parte, dobbiamo anche dire che nessuno potrebbe dire con certezza - nel caso in cui non ci fosse stata la volontà precisa degli Stati Uniti e della Gran Bretagna di liberare gli albanesi kosovaro oppressi da più di 100 anni dai serbi - se l’Europa si sarebbe mossa per cambiare la situazione terribile di questo popolo!
In parole concrete e per rispettare la realtà balcanica dobbiamo dire che tutta la ingiusta configurazione geopolitica dei Balcani è cambiata e sta cambiando grazie alle strategie degli Stati Uniti e della Gran Bretagna che stanno affrontando con una grande decisione gli antichi progetti russi sui Balcani quali prima trovavano la mancanza di attenzione dall’Europa occidentale.
E detto questi argomenti, credo che tutto potra’ giustificare questa passione della nazione Albanese in Albania, in Kosovo ed in Macedonia al confronto della Democrazia Americana, cosa che viene confermato anche dal fatto che quasi tutti gli dicono che questa esperienza storica degli USA potrebbe essere usufruita anche dai paesi Balcanici...
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