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"Le promesse elettorali dimenticate": le accuse di Caprili al primo compleanno della Giunta Lunardini
Ad un anno, circa, dall’insediamento a sindaco di Luca Lunardini, e della giunta di centro destra, è a Milziade Caprili che chiediamo di fare il punto della situazione.
“Punto e capo ?”, ci chiede…A parte le battute, che il senatore e capogruppo consiliare di opposizione per Sinistra L’Arcobaleno non si risparmia, anche se afferma “non ci resta che piangere, e anche chi ha votato il centro destra se ne è reso conto”, la situazione per l’ex candidato Sindaco di Rifondazione Comunista, che ha alle spalle anni e anni di politica, sia locale che nazionale, è tragica. “Il mio è un giudizio equanime: nessuna delle “missioni” ( perchè è così che Lunardini in campagna elettorale chiamava i suoi propositi ) è stata portata a termine. O meglio, non è neanche iniziata”. La discontinuità promessa non c’è stata. A partire dagli assessori: “Partiti bene, da otto siamo ritornati a dieci, con una spesa aggiuntiva di oltre quarantamila euro l’anno, oltre a un consigliere delegato che, anche senza compenso, pesa sul costo complessivo dell’intera struttura”. Stessa zolfa sui consulenti: “Non dovevano essere gratuiti?” ricorda Caprili aggiungendo che tra i professionisti che offrono non amore dei le proprie prestazioni al Municipio ce n’è in particolare uno che di incarichi ne ha addirittura tre, con un compenso di oltre cinquantamila euro l’anno. Sui costi annui del direttore generale e del comandante dei Vigili Urbani poi “sarebbe meglio stendere un pietoso velo”. “Se il comandante della Polizia Municipale fosse stato scelto tra una figura interna al Corpo, come lo era Magnani, lo stipendio da pagare sarebbe stato assai inferiore”. Ai costi non diminuiti, e forse aumentati, si accompagna poi la politica del niente di nuovo sotto il sole: “si è pensato solo a sistemare le persone, dando le poltrone promesse”. Marcucci bis? “Peggio, visto che da quando si è insediata la Giunta Lunardini il Consiglio Comunale, come le Commissioni, non funzionano più. L’opposizione non conta niente e mi chiedo cosa partecipiamo a fare ai consessi se su circa cinquanta delibere, e sono una miseria, non ci è stato permesso di operare la capacità emendativa. Il sindaco ha vinto con un circa 62% di consensi, e come primo cittadino ha l’obbligo di essere garante del funzionamento delle istituzioni democratiche, ma l’amara constatazione è che la tesi di Berlusconi è praticata anche a Viareggio”. Il decoro, e la tanto decantata sicurezza, che come promessa elettorale hanno spinto anche parte della sinistra verso la svolta epocale fanno acqua da tutte le parti, e basta fare un giro per strade e pinete per rendersene conto. “Come senso del dovere, e di dignità, dopo un anno di ‘nulla di fatto’, dovrebbero andare a casa”.
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