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L'allargamento UE e l'integrazione dell'Europa sud orientale

Nura Artur
Nura Artur
30/04/2009 - 13:02

Qui di seguito il testo della corrispondenza mia per lo Speciale di Passaggio a Sud Est di mercoledì 28 aprile su Radio Radicale dedicato alla questione dell'integrazione Europea dei Balcani.

Potete riascoltare nella sezione delle Rubriche sul sito Internet: http://www.radioradicale.it/rubrica/97

Salutando come di consueto da Tirana e stare alle notizie relative con il vertice ministri esteri Ue in cui si e’ discusso del caso croazia-slovenia ed in relazione con l’avvicinamento dell'anniversario del "grande allargamento", vorrei informare che il 28 aprile il Governo di Tirana ha presentato a Praga la richiesta per ricevere lo status di Paese candidato per l’Ue.

Due giorni prima il Premier Sali Berisha, giunta nel corso di una comunicazione diretta, dalla sala riunioni del Consiglio dei Ministri, ha sottolineato che la decisione è stata presa dopo una consultazione con le autorita dovute e che non si tratta di una decisione unilaterale.

“Questa nostra scelta non è frutto di una decisione unilaterale, consiste bensì in una decisione coordinata con i Paesi membri dell’UE e la Commissione Europea. Si tratta di un’azione meditata, come gia dichiarato in precedenza” - ha spiegato il capo del governo di Tirana.

Berisha ha ricordato all’opinione pubblica che durante gli ultimi mesi, vi sono state intensive negoziati con le cancellerie dei paesi membri che hanno permesso al paese di ottenere un appoggio in tal senso, garantendo un processo basato sull’adempimento delle riforme e delle richieste che sorgeranno a seguito della richiesta.

Il Premier Berisha, pur dicendo che questo passo storico non ha a che fare con la campagna elettorale gia partita informalmente in Albania, nel suo discorso ha detto di aver mantenuto la promessa che aveva fatto agli albanesi riguardo la realizzazione delle riforme, la chiave per arrivare a questo giorno, mentre ha accusato il precedente governo socialista di aver lasciato le riforme solo su carta.

Secondo il Berisha l’Albania ha fato un ritardo di 7 anni per presentare la richiesta, non perché si trattasse di una fobia contro gli albanesi, ma perché le riforme rimanevano solo sulla carta, mentre – secondo l’attuale capo del Governo di Tirana - dal 12 settembre del 2006 al gennaio del 2009 le riforme si sono intensificate e sono state attuate.

Il capo della maggioranza parlamentare inoltre ha voluto ringraziare anche l’opposizione attuale, per le riforme che ha votato al Parlamento, assicurando loro che non si tratta di un atto elettorale bensì di un atto in esecuzione alla risoluzione che hanno votato insieme al Parlamento, un atto questo nell’interesse di tutti gli albanesi, secondo il Premier, al di là delle loro convinzioni politiche.

Infatti, questo atto è fondamentale per il programma politico di tutte le forze politiche del Paese. Da parte dell’opposizione, Valentina Leskaj, capo gruppo parlamentare socialista, tramite una conferenza stampa ha dichiarato che il governo dovrebbe avere presentato la richiesta sin dal settembre scorso, e non ora per motivi principalmente elettorali.


“Sarà un processo irrefrenabile, poiché appoggiato dal 96% degli albanesi, elemento che costituisce una forza, un motivo inesauribile di continue riforme per poter adempire ai criteri, agli standard e alle norme dell’UE” - ha continuato Berisha.

Ed arrivare al dunque, l'Albania il 28 di aprile 2009 ha presentato a Praga una richiesta ufficiale di adesione all'Ue ed il primo ministro albanese Sali Berisha e il suo collega ceco, il premier uscente premier Mirek Topolanek ( il cui Paese presiede l'Ue nel semestre in corso) hanno presentato questo atto storico tramite una conferenza stampa trasmessa indiretta dalla maggior parte delle televisioni Albanesi ed oggi giorno tutti i giornali in prima paggina facevano commentare questo momento storico europeo dell’Albania.

In effetti, il premier Berisha mentre a Praga ha espresso profondi riconoscimenti verso la Commissione Europea e tutti i Paesi membri, per la solidarietà dimostrata, ma non dimenticando ringraziare la sua amministrazione per il lavoro svolto nel corso degli ultimi 4 anni sule riforme dovute.

Il concetto prattico di questo atto politico dell’Albania

Ma nel tornare sul concetto prattico di questo atto poltico dobbiamo aggiungiere che i 27 paesi dell'Ue hanno gia' ratificato un accordo di stabilizzazione e di associazione, firmato con l'Albania nel 2006, la premessa necessaria per avviare le trattative sull' adesione.

Secondo Michel Leigh, direttore generale per l'Allargamento della Commissione, questo scelta da parte di Tirana e’ un passo che segna un importante impegno del Paese nei confronti dei valori e fondamenti comuni dell'Europa''.

Attualmente, dopo aver rispettato i termini degli accordi presi con la Ue dal punto di vista commerciale e una volta avviato l'accordo di stabilizzazione e associazione, secondo il direttore della Commissione - spetta all'Albania dimostrare la sua capacita' di passare alla fase successiva dell'integrazione nella Ue, in particolare con il miglioramento dello Stato di diritto.

Per Tirana il primo banco di prova saranno le prossime elezioni di giugno, il cui svolgimento ''in maniera libera ed equa rimane una condizione chiave'', hanno spiegato diverse volte a Bruxelles al riguardo dell'accesso dell’Albania alla Ue.

A decidere sulle credenziali democratiche dell'Albania e sull'opportunita' della sua entrata nella Ue sara' comunque il Consiglio dei 27. Se gli Stati membri daranno il via libera alla richiesta di candidatura, la Commissione dovrebbe essere' pronta a preparare il 'parere' necessario.

La parola finale per ottenere lo status ufficiale di Paese candidato sara' quella degli Stati membri, che dovranno stabilire eventualmente se e quando aprire i negoziati di adesione per Tirana.

Una fotografia radiofonica sull’intera regione in via dell’integrazione europea...

Nel fare una fotografia radiofonica piu ampia della regione Balcanica nella via dell’integrazione Europea, dobbiamo affermare che in effetti, il governo macedone ha reagito da subito positivamente alla presentazione da parte dell'Albania della domanda di adesione all'Unione europea.

La Macedonia - dove il 30% della popolazione e' di etnia albanese, una comunita' spesso in tensione con la maggioranza macedone - ha ottenuto lo status di paese candidato all'adesione alla Ue nel 2005, ma attende ancora l'apertura del negoziato.

In piu’ l'ultima domanda presentata e' stata quella del Montenegro, a dicembre 2008, il cui dossier e' stato trasmesso dal Consiglio alla Commissione. Ad oggi, ad avere lo status ufficiale di paesi candidati sono Croazia, Macedonia e Turchia.

Infatti, mentre la Commissione punta molto su un futuro allargamento nell'area dei Balcani occidentali, risulta che fra i 27 di recente sono state espresse opposizioni a nuovi allargamenti.

L’unico Paese Balcanico membro dell’Ue la Grecia ed il caso dei Chiami...

L’unica Paese Balcanico membro dell’Ue la Grecia e noi dobbiamo affermare che prima di partire per Praga il 27 aprile, Tirana e Atene hanno siglato l'accordo sulla delimitazione dei loro confini marittimi.

L'intesa raggiunta dopo mesi di negoziati, e' stata firmata a Tirana, in occasione della visita del premier greco Kostas Karamanlis, dal ministro albanese degli Esteri Lulezim Basha e la sua omologa Dora Bakojanis.

Sui dettagli dell'accordo che regola i confini sul mar Ionio fra Albania e Grecia non sono stati forniti molti particolari. I due premier nelle loro dichiarazioni alla stampa hanno solo definito ''l'atto di oggi un qualitativo passo nei rapporti bilaterali fra i due paesi''.

I negoziati sono stati particolarmente difficili. Per quanto detto in pubblico sono state utilizzate 150 coordinate che unite tra loro stabiliscono la linea di demarcazione marittima.

Alcuni media albanesi hanno gia' sollevato dubbi sull'intesa che ''avrebbe favorito i greci specie nella zona dello stretto di Corfu'', poiche' la delimitazione dei confini di mare e delle piattaforme continentali hanno anche una forte valenza economica dato che prevedono lo sfruttamento delle zone marittime e delle loro risorse.

Chiami in protesta...

In effetti, un giorno prima della visita del Primo Ministro greco Costas Karamanlis a Tirana, l'Associazione "Cameria" ha protestato per ricordare al Governo la soluzione della questione dei "Chiami" quali si sono espulsi con violenza dalla Grecia durante il 1944 – 1945 poiche considerati collaboratori degli occupatori Italiani e Tedeschi.

Centinaia di chiami si sono radunati nella piazza Scanderbeg, chiedendo che la visita del capo di Governo greco a Tirana servisse per sensibilizzare la politica di entrambi i due Paesi per la soluzione definitiva della questione che è rimasta ancora irrisolta. "La Grecia deve ratificare le convenzioni sulle minoranze e devono approvare la legge sulla conservazione delle proprietà", hanno detto i manifestanti.

Secondo i dirigenti di questa comunita’ le loro richieste dirette alla Grecia consistono a: innanzitutto, che venga permesso agli anziani di visitare le tombe dei loro antenati, ed onorarli con un mazzo di fiori; secondo, che venga innalzato un monumento a Threspotia, in onore delle vittime innocenti della popolazione Chiam durante gli anni 1944-1945; terzo, che inizino i negoziati tra i due Governi per la soluzione della questione "chiam", la quale servirà al presente e al futuro europeo dell`Albania e dei Balcani.

Pochi giorni fa l`associazione "Çamëria" si era rivolta all'ambasciata greca a Tirana con un lettera in cui chiedeva di avere un incontro con il premier Karamanlis, durante la sua visita a Tirana, ma nessuno risposta e’ arrivato a loro...