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Manuel Eliantonio Le mamme dicono a Maria di non mollare....................

Due storie simili al caso di Manuel che ho volto pubblicare per  Maria affinchè possa trovare la forza, ogni giorno, a sopportare il suo peso. Rimando alla mia stessa esperienza che mi ha permesso di non impazzire proprio perchè non ero la sola a trovarmi nei meandri di una giustizia carnefice. Non solo. Ma anche per evidenziare che stranamente Maria non è stata informata dei primi esami autoptici da tempo a conoscenza degli inquirenti.Come in tutti i casi di omicidio o suicidio avviene.Vedi originale. Questi primi esami  avrebbero tra l'altro escluso la presenza di tracce di violenza sul corpo dell'uomo.Anche se non è il nostro caso.

Dopo circa tre mesi per un caso di omicidio del luglio 2008 ( stessa  data della morte di Manuel) sul caso Soldi di Latina, seguito dal mio legale, è avvernuta l'ufficializzazione del responso autoptico e nel giro di pochi giorni dal fatto il legale aveva ottenuto le prime risposte su cui iniziava a lavorare.

ED ALLORA COME SPIEGARE IL DISCRIMINATO TRATTAMENTO PER IL CASO DI MANUEL?

E gli errori dei consulenti e dei sostituti procuratori ? Nuovi macellai del secolo.

E perchè la Rai e Giornali hanno smesso di completare la notizia sulla morte di Manuel?

 

Perugia: Muore in carcere dopo l'arresto per Marijuana

C’è fermento e preoccupazione nella provincia perugina dopo la morte, in carcere, di un uomo arrestato per coltivazione e detenzione di stupefacenti. Una storia dai contorni ancora piuttosto oscuri e su cui la procura di Perugia ha deciso di aprire un’indagine. Aldo Bianzino, 44 anni, è nella sua casa di Capanne, una frazione di Pietralunga, poco distante da Città di Castello, quando uomini della squadra mobile della cittadina umbra perquisiscono giardino e casa e lo portano in carcere a Perugia con l’accusa di detenzione illegale di hashish. Le accuse sono pesanti: nella conferenza stampa organizzata sabato mattina dalle forze dell’ordine si è parlato di 110 piantine di hashish, una metà in giardino e una parte già raccolte, insieme a 15 involucri contenenti marijuana, che sarebbero stati rinvenuti insieme al restanti. Una cifra che avrebbe lasciato increduli quanti conoscevano Aldo da tempo e che non riterrebbero possibile che l’uomo coltivasse hashish per poi venderlo.
Arrestato venerdì scorso, Bianzino avrebbe dovuto incontrare il gip che segue le indagini il lunedì successivo per la conferma dell’arresto. Ma la mattina di domenica arriva la notizia: Aldo è stato trovato morto nella sua cella. Nei momenti frenetici si inseguono le voci che parlano di un problema cardiaco, ma ci pensa l’autopsia del dottor Luca Lalli, martedì, a rimescolare le carte in tavola, mentre nella famiglia si fanno largo le prime inquietudini. I dati che emergerebbero dall’esame autoptico, a cui avrebbe assistito anche un consulente di parte approvato da Cristina Di Natale, avvocato della ex moglie di Bianzino, sembrano allarmanti. Il referto ufficiale non è ancora stato pubblicato, ma indiscrezioni escluderebbero i problemi cardiaci paventati all’inizio, dando invece la colpa del decesso a non ancora giustificate lesioni interne. Si tratterebbe di danni al cervello, emorragie interne, e – raccontano persone vicine alla famiglia – lesioni a milza e fegato, e alcune costole rotte. All’esterno, invece, non ci sarebbe traccia di ematomi e contusioni.
Un mistero che per giorni è rimasto confinato alle cronache locali e ai pochi giornali che, come la Nazione, hanno provato a ricostruire la storia di Bianzino su cui, adesso la procura di Perugia ha deciso di aprire una seconda inchiesta. Sono molti gli interrogativi al momento senza risposta considerando che, dal giorno della conferenza stampa di sabato, non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali e ancora non è chiaro se, al momento della morte, Bianzino fosse solo nella cella dove è stato trovato. Nella frazione di Pietralunga il clima è sempre più teso. Il dolore degli amici si mischia allo sgomento della famiglia che resta ancora in attesa di potere vedere la salma. A rallentare ulteriormente la famiglia di Bianzino in queste ore sta cercando un nuovo avvocato per seguire il caso, dopo che il legale d’ufficio assegnato al momento dell’arresto è diventato un testimone base per l’inchiesta perché l’ultimo civile a vedere in vita Aldo.
Nel frattempo amici e parenti si stanno adoperando per assicurare a Aldo una cerimonia funebre in linea con la religione indù che da tempo aveva scelto come seguace della divinità indiana Babaji. Una comunità che raccoglie fedeli in tutta Italia, pronti a mobilitarsi e a raggiungere l’Umbria per far luce sui fatti e sostenere la famiglia secondo lo spirito di fratellanza della comunità. Un aiuto gradito visto che sono molti gli amici di Aldo a lamentare una scarsa solidarietà in paese, forse anche per le abitudini diverse di un uomo che da tempi aveva scelto una vita appartata e basata sulla meditazione. Ma adesso i familiari hanno deciso di chiedere sostegno alle istituzioni per avere chiarezza e nei giorni scorsi alcune persone vicine alla vittima si sono rivolte anche al sindaco di Pietralunga Luca Sborzacchi.
Bisognerà attendere i primi risultati dell’indagine e l’ufficializzazione dell’autopsia per saperne di più. Intanto sono in molti a voler mantenere alta l’attenzione su una morte che sembra sempre più assurda e su una vicenda di cui – raccontano fonti vicine alla famiglia – si starebbe interessando anche l’osservatorio del Prc che vigila sulle ipotesi di repressione, in cui è attiva anche Heidi Giuliani.
Morti silenziose

Lettera di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi morto nel carcere di Livorno l'11 luglio 2003, ai parenti di Aldo Branzino morto nel carcere di Perugia il 14 ottobre 2007.

Pubblicata dal "Manifesto" del 28/10/07

MORTI SILENZIOSE

Sono la mamma di Marcello Lonzi, morto nel carcere delle Sughere l'11 luglio 2003.

Voglio mandare un forte abbraccio alla famiglia del povero Aldo Bianzino, morto nel carcere di Perugia. Vi sono vicina nel dolore e nella rabbia. Ma vorrei dirvi, non mollate.

Capisco che non è facile, ma io da 4 anni stò combattendo per avere giustizia.

Anche per mio figlio (morte naturale), se non era per le ferite al volto, ci sarei caduta.

Un anno fa, però, è stato riesumato e avendo scoperto che non aveva due costole rotte, ma otto, il polso sinistro rotto, due buchi profondi alla testa sino all'osso, mandibola fratturata, non si può definire la sua morte naturale.

Anche io fui avvertita con 12 ore di ritardo e c'è stata un'archiviazione.

Ma non ho accettato e ho combattuto contro tutti e tutto, tra poco avrò finalmente una vera risposta. Non credo alle parole del sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, perchè le ho già sentite, ma poi ci fu un'archiviazione. Ecco perchè vi ripeto non mollate.

All'inizio ci sono state le interrogazioni, tutte quelle belle parole alle quali ti aggrappi con tutta la tua forza, che svaniscono in una bolla di sapone, allora ti chiedi perchè? Perchè? Piangi, vorresti urlare, spaccare tutto e continui a guardare quella foto, l'unica cosa che ti è rimasta.

Mi sono chiesta tante volte: perchè quando muore un detenuto la tv, tipo la Rai ecc. non ne parla? Sono figli nostri, mariti; e muoiono in un posto dove lo stato li prende in consegna, e dovrebbe proteggerli. Invece lo stato li uccide.

Un abbraccio dal profondo del cuore.

http://veritaperaldo.noblogs.org/post/2007/10/28/morti-silenziose

 

 

 

L'originale su www.repubblica.it

8 commenti

NON MI FERMO

Non mollo,dopo di me continuerà la sorellina di Manuel,e/o,cugini,ha ancora due fratelli e una sorella dal padre,anche se a 1000km di distanza se mi dovesse accadere qualcosa proseguiranno loro.Queste testimonianze di altre mamme le sento strazianti ma utili a concepire le bestialita che alcune persone commettono contro gli indifesi.Fù orrendo vedere Manuel in obitorio con quei colpi in testa gli zigomi,il collo fuori asse le labbra gonfie e livide lato sx il naso fratturato,la mano mignolo dx rotto,i lividi vecchi e nuovi sul ventre,tanti particolari che il medico non ha evidenziato.Mi prendono in giro scrivono alla commisione che ero un tossicodipendente e che è morto per il gas.Era imbottito di farmaci,il carcere ha scritto anche che si autolesionato.I compagni han testimoniato che nei due giorni in cui è stato con loro in cella e poi è morto dormiva sempre si alzava solo per mangiare,mangiava dormendo.OLTRE alle botte deduco che sia stato avvelenato con psicofarmaci.Avrò per loro la stessa pietà che hanno avuto per mio figlio.Se lo Stato non ha interesse a fermare queste eseguzioni.IO li trovo e lascerò sui corpi dei loro cari gli stessi segni "accidentali"che han fatto a Manuel.Oggi oltre a sentirmi disgustata di tanta violenza ho questi pensieri bellici.Maria Eliantonio

Conosco la tua rabbia e il

Conosco la tua rabbia e il timore di non esserci. Ma per favore tieniti in salute perchè dovremo prima o poi conoscerci personalmente e continare insieme io te e blogger di Fai Notizia e non solo . Abbiamo bisogno anche di loro per continuare in questa battaglia che riguarda tutti .Potremo così nel nostro piccolo evitare tante altre situazioni di indicibile sofferenza umana.Veniamo a noi.
Riporta la lista completa con il commento successivo sulla condizione di Manuel all'obitorio dalla testa ai piedi.Vorrei lavorare su questo per adesso.Poi pubblichiamo il tuo elenco su altri siti.Dobbiamo farlo subito nella speranza ci ripensino per una eventuale volontà a insabbiare il caso.Io sento che il Mazzeo ed altri ci leggono. Invieremo, comunque, questo elenco a tutte le Procure e se trovo gli indirizzi anche alle carceri e redazioni .Non abbiamo altro mezzo.Non ci illudiamo .Ma devono saperlo .
Aspetto tuo consenso , scritto, per procedere in questo senso.

stupisce

che in questo paese il governo e la chiesa stiano facendo una grande lotta per cercare di tenere "in vita" Eluana Englaro, morta da 17 anni, e non si voglia far nulla per accertare le responsabilita' delle molte morti violente di detenuti nelle carceri italiane.

In proposito c'è un blog

In proposito c'è un blog pubblicato da Galli eloquente sulla stesura di un parlamentare in opposizione alla denuncia della Bernardini .A mio parere è una agghiacciante risposta sul perchè non si vuole fare emergere la violenza nei carcerati. Io non metto tutti i poliziotti nè tutta la magistratura nello stesso carderone.Anzi.Ma le responsabilità di quei violentatori -poliziotti- non può essere celata, nella consapevolezza di tutti , per difendere semplicemente il prestigio dell' Ordine.Quale? Se hai tempo sentila.E' agghiacciante.

Che fine

hanno fatto le interrogazioni parlamentari?

BOOO

Al momento sembra abbiano sentito una sola campana cioè tutto basato sulle dichiarazioni dal carcere.Sto preparando scrupolosamente le mie prove.Non ho ancora il risultato dell'esame tossicologico.Quel che ho mi basta per querelare anche il medico legale e mi appresto a farlo.Come si può sbagliare una relazione così importante non vedere fratture di cui ho i referti,non riscontrare le patologie antecedenti alla morte?IL 22 gli han tatuato le braccia per coprire le flebo che gli facevano nel reparto CDT.il medico legale scrive (tra le tante CAZZATE)non aveva segni di violenza neanche di punture.???Scusate oggi mi sento molto arrabbiata.

Mi hai suggerito il prossimo

Mi hai suggerito il prossimo articolo con cui punterò sulle responsabilità del Conslente di parte pubblica, nel caso, e le sue conseguenze.Aspetta a denunciarlo personalmente.non ricordo bene se dovrai rivolgerti al Presidente del Tribunale o al Procuratore Capo della Procura. Sarà invece un punto determinante per il quale potrai chiedere l' invalidità delle indagini a motivo della riapertura del processo.
Come ti accennavo in questi giorni il Gip ha rigettato l'archiviazione del PM , denuncia contro il mobber, e la mia difesa verteva proprio sulla falsa consulenza del PM.
Puntiamo su questo nel prossimo articolo dove riporterai un elenco , preciso, sulle discordanze tra quello che attesta il conslente e quello che a te risulta.Che intanto si dessero una regolata PM, Mazzeo e secondini .Devono convincersi che gli sarà impossibile inguattare le prove e manomettere questo processo .

Spesso faccio ricerche in

Spesso faccio ricerche in questo senso su internet ,anche sul sito della Camera e mi risulta che non c'è stato alcun seguito .Importante ,invece, la denuncia della Bernardini sulle violenze dei noti carcerati. Nessuno ,dico nessuno, deve essere privato della propria dignità. Non solo come valore a sè stante ma anche e soprattutto per scongiuare la giustizia «fai da te» che non risolve i problemi, è pericolosa, spesso porta con sé abusi, prevaricazioni ancora più gravi degli stessi delitti commessi da chi viene posto sotto violenze, indifesi senza mezzi, come appunto i carcerati.