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Cesare Battisti: trovato documento segreto che smentisce il Ministro della Giustizia brasiliano.

giomo
giomo
01/02/2009 - 08:48

 

L'autorevole giornale brasiliano Folha de S.Paulo nella sua edizione di ieri smentisce clamorosamente il Ministro della Giustizia Tarso Genro.

Il giornale è riuscito a conoscere il documento segreto di 16 pagine con cui il CONARE (Comitato Nazionale per i Rifugiati) ha motivato il rifiuto di concedere a Cesare Battisti l'asilo politico concessogli poi da Tarso Genro. I membri, tra cui autorevoli rappresentanti del ministro della Giustizia e degli Esteri, affermano che la giustizia italiana è democratica e rispettosa dei diritti umani, che non vi è persecuzione politica come sostiene Cesare Battisti nella sua richiesta di asilo politico.

Una netta smentita della principale motivazione usata da Tarso Genro per motivare la sua scelta. Giovedì scorso il Supremo Tribunale Federal ha richiesto il documento al Conare. D'altra parte non lascia dubbi la chiara dichiarazione fatta sabato 17 gennaio, sempre al Folha dal presidente del STF Mendes: "la decisao sobre italiano foi un ato isolado de Tarso". (la decisione sull'italiano è stata una scelta personale di Tarso).

Certamente questo non significa che il Supremo Tribunale cambierà la decisione di Genro, ma conferma che la scelta non è basata su dati giuridici ma si tratta di una decisione politica. Posizione condivisa in Brasile da giornali, TV, radio, partiti politici, solamente il ministro Dulci, PT, è uscito in sua difesa. Tarso Genro ha utilizzato Battisti per due chiare ragioni, rilanciarsi a sinistra e mettere in difficoltà Lula che gli ha preferito il ministro Dilma Rousseff come suo successore nelle presidenziali.

Tarso Genro era stato trombato alle elezioni per il governatore dello Stato di Rio Grande del Sud nel 2002, poi il PT aveva costretto Lula a portarlo al governo insieme ad altri illustri trombati. Uscito illeso dal grande scandalo chiamato "mensalao", ovvero tangenti mensili che gli amici di Lula pagavano ai deputati alleati per approvare le leggi di Lula, aveva ereditato il posto del potente Dirceu. Sperava così di succedere a Lula, ma le cose sono andate diversamente. Lula con la scelta della Rousseff prende due piccioni con una fava. Dicono i "boatos", Dilma è debole, perderà e Lula si potrà ricandidare nel 2014. in caso di vittoria c'è già un patto, che la Rousseff non si ricandiderà.

Tarso Genro ha approfittato della complessa situazione in cui si trovano il PT e Lula per giocare una partita di grande visibilità, l'anno prossimo si vuole candidare a governatore dello stato di Rio Grande do Sul. Inoltre non si deve dimenticare che lui ed altri durante il regime militare hanno avuto sostegno dai cubani, dal comunismo internazionale, dalla sinistra internazionale e in modo particolare dai francesi.

A proposito dei militari, il Club dell'Esercito di Rio de Janeiro, associazione con grande ascolto tra i militari brasiliani, ha sottolineato le contraddizioni di Tarso Genro sull'amnistia. In Brasile la vuole cancellare per processare i protagonisti del regime militare degli anni sessanta e settanta, nel contempo rimprovera l'Italia che non ha fatto un'amnistia per chiudere i conti con il passato.

L'originale su iltempo.ilsole24ore.com

9 commenti

E' una questione di soldi.

Premesso che in Francia ha avuto appoggi politici e finanziari da quei révolutionaires au caviar che in quel paese sono una specie di crème politico-intellettuale,ed una lobby fortissima Ha avuto un appoggio anche da Carlà che gioca a fare l'intellettuale anche lei.
Quanto alla posizione del Brasile,gli intellettuali c'entrano poco. Almeno quelli brasiliani. Perchè il “soccorso rosso” internazionale avrà provveduto a lubrificare bene gli ingranaggi come usa da quelle parti. Ho lavorato qualche anno anche in America Latina (non in Brasile) e ti assicuro che sono gente molto pratica...
Un esempio? Il dittatore del Paraguay Alfred Stroessner (nome dal sound emblematico) che dal '54 al all'89 ne fu il sanguinario padrone- e dall'89 al '97 suoi scherani,ma di fatto sempre lui - fu “accolto” in Brasile nel '97 e vi visse tranquillo fino al 2006,quando morì a 93 anni assistito fino all'ultimo in un ospedale di Brasilia. Non so se era considerato anche lui un "rifugiato polico". Puoi leggere qualche informazione supplementare
QUI

In America Latina con un curriculum del genere,si può non badare a spese...

L'Italia faccia ricorso Nostri. rapporti non saranno danneggiati

Lula pare possibilista: ha dichiarato che l'Italia fa bene a presentare ricorso contro la decisione di trattenere battisti, quindi ammette implicitamente di dare ragione a Frattini. Beghe interne quindi. utili a far fare una figura ignobile a Frattini, comunque, con le sue reazioni poco diplomatiche e provinciali. la dichiarazione è appunto: "L'Italia faccia ricorso Nostri rapporti non saranno danneggiati"

Mi sembra che è proprio

Mi sembra che è proprio quello che ha dichiarato più volte Frattini "Seguiremo le vie legali" (Tg1 sera del 31.01.09 )non ha sostenuto di cancellare il match calcistico. Dov'è l'ignobiltà della posizione di Frattini? Citare le dichiarazioni,precise ed in quale occasione,per favore.

E' stato

E' stato l'atteggiamento generale di superiorità e superbia di Frattini (dimenticando l'abc del diplomatico), il quale non ha perso tempo a compromettere i rapporti con il Brasile per una questione ridicola. E' toccato a Berlusconi placare gli animi, il che si commenta da solo.

Cito:
ROMA - E' ancora polemica tra Italia e Brasile sulla vicenda che riguarda l'ex terrorista Cesare Battisti. Oggi lo scontro tra i due Paesi si è inasprito con un botta e risposta tra il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro, che ha detto che "l'Italia è chiusa ancora negli anni di piombo", e il titolare degli Esteri italiano Franco Frattini, che ha etichettato la dichiarazione come "retorica da comizio". Toni più concilianti hanno usato invece il premier Berlusconi e il presidente Lula. In una nota, il Cavaliere ha esortato a "non danneggiare gli eccellenti e amichevoli rapporti fra Italia e Brasile". Una posizione apprezzata da Lula, che ha spiegato che "l'Italia ha tutto il diritto di fare ricorso alla giustizia" e ha assicurato che il Brasile "non discuterà più, quando la giustizia prenderà la sua decisione, sia quella che sia".

Se per te tacciare

Se per te tacciare ufficialmente l'Italia di essere un paese dove gli oppositori del "regime" (quello di Unità Nazionale,PCI incluso)vengono messi in galera ingiustamente è una questione ridicola,allora fermiamoci qui.

è ridicolo

starne ancora a parlare, coi problemi che affliggono l'Italia. Frattini è da salotto buono, non da diplomazia concreta. La vicenda in realtà era una bega interna tutta brasiliana e Frattini a voluto fare la voce grossa, pavoneggiarsi, in modo ridicolo. Infatti Lula dà sostanzialmente ragione all'Italia.

Naturalmente la colpa è

Naturalmente la colpa è sempre del governo. Siamo nel paese del "piove governo ladro". Per definizione. Aspettiamo la sentenza della Corte Suprema. Ci sarà da ridere(amaramente) se si tengono Battisti. Ha ragione mzungu,è solo una questione di soldi. A proposito,la citazione da dove proviene? Da Repubblica,noto gionale sottoposto a censura governativa.

Alla fine

ce lo spediranno, appena risolta la bega interna brasiliana, così la pace sarà garantita.