Detenuti prigionieri della psicofarmacologia
I detenuti nelle carceri italiane ed estere, vengono tenuti a bada dalle cure dello psichiatra. Non trattiamo i pazienti tossicodipendenti, ma in questo post vogliamo occuparci del detenuto , che pur non facendo uso di stupefacenti , si incammina verso la psicofamacologia. Gocce EN, TRANQUIRIT, TAVOR, LEXOTAN, LIBRIUM,MINIAS e a seguire una miriade di prodotti a disposizione dei detenuti .
La direzione carceraria con quella sanitaria e' propensa a sedare i detenuti, soprattutto quelli di prima carcerazione . L'uso degli psicofarmaci permette un controllo chimico dell'umore dei carcerati ,e le BENZODIAZEPINE cominciano a esplicare il loro ruolo, quello di lenire l'ansia della carcerazione , ed indirettamente insieme ad alcuni anti-ipertensivi , aiutano i detenuti ad abbassare la pressione arteriosa, tipica , soprattutto per i detenuti di prima detenzione.
Un bravo psichiatra e' a conoscenza che le benzodiazepine , devono essere usate per brevi periodi , per tre o al massimo quattro settimane , e che il loro uso cronico e' devastante , addirittura si arriva a cambiamenti della personalita', si diventa altre persone , se queste sostanze vengono adoperate per lunghi periodi, anni , cosi' come succede dentro un carcere.
La benzodiazepina piu' gettonata e' il Minias , ma e' anche la piu dannosa per la dipendenza che puo' creare, pero' nel carcere serve come camomilla notturna, con 35 gocce di Minias dose superterapeutica, il detenuto si addormenta pensando di essere su una nave da crociera . il mattino si sveglia un po' rincoglionito, come se avesse preso una sbornia. I detenuti forti, non prendono benzodiazepine, e sono i piu' intelligenti e fortunati e vanno da un'eta' media tra i 50 e i 60 anni. I detenuti piu' propensi alle benzodiazepine hanno un'eta' molto piu' giovane, sono quelli piu' vulnerabili sotto il profilo affettivo.
Basta un anno di carcere a base di benzodiazepine per assicurarsi i seguenti optionals :
1) OTTUNDIMENTO DELLE EMOZIONI
2) RIDUZIONE DELLA VIGILANZA , NON SI PUO' PIU' GUIDARE UN AUTO
3) CONFUSIONE E AFFATICAMENTO
4) CEFALEA E VERTIGINI CON DEBOLEZZA MUSCOLARE
5) VISIONE DOPPIA E DISTURBI GASTROINTESTINALI ED EPATICI
6) CAMBIAMENTI NELLA LIBIDO ANCHE IMPOTENZA SESSUALE
7) AMNESIA ANTEROGRADA
8) DOPO LìUSO DI BENZODIAZEPINE PUO' ESSERE SMASCHERATO UNO STATO DEPRESSIVO PREESISTENTE ,E ATTENZIONE LA DEPRESSIONE NON SICURA CON LE BENZODIAZEPINE, MA CON FARMACI SPECIFICI ANTIDEPRESSIVI , UNICO VERO SPECIALISTA NELLE DEPRESSIONI IN ITALIA E' IL PROFESSOR CASSANO DELL' UNIVERSITA' DI PISA ,CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO , SOLO CHE UNA VISITA DA LUI E' CARISSIMA.
9) REAZIONI DA BENZODIAZEPINE: AGITAZIONE, IRREQUIETEZZA, AGGRESSIVITA', DELIRIO , COLLERA, INCUBI, ALLUCINAZIONI, PSICOSI, GRAVI ALTERAZIONI DEL COMPORTAMENTO
10) SVIUPPO DI DIPENDENZA FISICA
11) LA SOSPENSIONE DELLA TERAPIA PROVOCA FENOMENI DI RIMBALZO E DI ASTINENZA.
USCIRE DALLA RETE FARMACOLOGICA DELLE BENZODIAZEPINE USATE INDISCRIMINATAMENTE PER ANNI IN CARCERE, COMPORTA UN TRATTAMENTO CON FARMACI SPECIFICI , CHE DOVRANNO AGGIUSTARE I DANNI DELLE BENZODIAZEPINE, DANNI SPESSO IRRIMEDIABILI , E LA PSICHIATRIA A VOLTE RIMANE IMPOTENTE , DI FRONTE A CHI HA FATTO UN USO SMODATO DI TALI FARMACI , DAI QUALI EFFETTI E' DIFFICILISSIMO USCIRNE, PERCHE' SE CAPITI NELLE MANI DI UNO PSICHIATRA SBAGLIATO , CHE AGGIUNGE NUOVI FARMACI INAPPROPRIATI, SI APRONO CON LA CHIMICA LE STRADE DEL SUICIDIO , E QUINDI PER MOLTI DETENUTI IL CARCERE CON ABUSO DI PSICOFARMACI DIVENTA NON UN CARCERE, NEMMENO UN ERGASTOLO , MA UNA PENA DI MORTE A SORPRESA . OILIGRIV
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2 commenti
MARIA
HAI DETTO BENE DROGHE LEGALI
Droghe Legali
Farmaci droghe! Mi è stato confermato che a molti detenuti a cui danno certe terapie per renderli "calmi" gli si gofia il capo.Avevo notato stranezze in Manuel all'ultima visita in maggio sul gonfiore degli occhi,circa 4 ore di attesa prima che me lo facessero vedere e sembrava lo avessero tirato giù dal letto,troppo calmo.Che fanno le carceri per risparmiare personale,drogano i detenuti per gestirli a loro piacimento.Maria