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Genova e i suoi parchi storici

vincenzo m
vincenzo m
19/01/2009 - 22:35

Genova e i suoi parchi storici
A Genova si contano una trentina di parchi e un paio di centinaia di giardini, giardinetti, giardinoni.
E parliamo del solo patrimonio pubblico, se poi aggiungiamo le areee semipubbliche - ospedali, fondazioni, ecc. ecc. - e quelle private, i numeri decollano in maniera vertiginosa.
Sono un patrimonio fondativo dell'identità della citta', una leva fondamentale per misurare e migliorare la qualità di vita , l'ambiente, la salute, la socialità nella nostra Genova.
Dopo un paio di decenni di sostanziale abbandono e di svendita di aree di preziosissimo verde agli interessi della speculazione edilizia la situazione è drammatica e certo vanno trovate e approntate soluzioni.
Quelle di cui si parla sono pero' figlie della stessa cultura, affidare porzioni pregiate del bene pubblico e della storia di Genova ai privati o ai semi privati - le presunte fondazioni - che gestendole imprenditorialmente ne dovrebbero valorizzarel'immagine, recuperare il recuperabile e restituirgli l'antico splendore.
Rumors insistenti parlano di una operazione siffatta per il parco di villa Grimaldi a Nervi ( e il suo roseto ).
Si tratterebbe di investire un mucchio di soldi - pubblici guarda un po' - per rimettere in sesto la struttura e poi chiuderla e affidarla ai privati che la gestirebbero facendo pagare un biglietto e utilizzandola per manifestazioni e cerimonie private - a pagamento -.
La questione non è accettabile per una serie di motivi: ---br---
L'utilizzo di risorse pubbliche per risanare un bene pubblico per poi affidarlo ai privati è un non senso economico, giuridico, politico.
Si fa a pezzi una struttura storicamente definita ( si parla dei parchi di Nervi non di un solo parco ) consegnando ai privati il gioiello e abbandonando al loro degrado gli altri due.
I privati hanno gia' ampiamente dato cattiva prova di se nei parchi
( ricevimenti alla Gam con auto parcheggiate dentro i parchi, gazebo e varie strutture innalzati senza nessuna preventiva autorizzazione, camion frigo ( per i ricevimenti ) lasciati per ora in funzione nei parchi, calpestio delle aiuole e danneggiamenti vari senza ripristino ( uno per tutti il cancello originale eliminato e sostituito con un portellone da ferramenta a finco della Gam ).
Ma sopratutto nessuna manutenzione, nessun investimento sui parchi, solo utilizzo a fini privati delle aree alla cui difesa si ergono solo le associazioni ambientaliste ( in primis la benemerita Associazione degli Amici dei Parchi di Nervi )
Nello stesso tempo i numeri che ci vengono offerti sono incredibili l'Aster propone interventi ( spesso molto discutibili come quello recentemente attuato sulla passeggiata ) a prezzi totalmente fuori mercato senza alcuna gara
a Torino con 250 persone gestiscono tutto il verde di una città col doppio di abitanti e di estensione della nostra e con risultati che rispetto a noi sono pura fantascienza.
A Genova con piu' occupati e piu' risorse finanziarie la situazione è desolante.
Perchè è ovvio che il biglietto non e' in grado di pagare ne la manutenzione, ne il personale, figuriamoci gli investimenti.
Il rischio è affidare ai privati e vederci restituito un bene ben spremuto per fini speculativi e degradato per il prevedibile abbandono - come è il caso di villa Pallavicini a Pegli - tanto strombazzata semi - privatizzazione non sostenuta ne da risorse private ne da risorse e marketing pubblico.
Noi siamo convinti che i parchi genovesi, da Nervi a Voltri dall'Acquasola a Sampierdarena debbano essere gestiti come sistema , con processi di partecipazione delle popolazioni e delle associazioni, il tutto incardinato in un regolamento del verde pubblico e privato che li tuteli dalle razzie e dalle incursioni dei privati.
E' a partire da questo regolamento e da una discussione pubblica e trasparente che bisogna partire , non dallo spezzatino.
Ci vuole un'idea delle capacità politiche e gestionali che in altre città ci sono e a Genova sono state liquidate da almeno un decennio.
Il nostro pensiero sui parchi di Nervi:
a) al parco di Nervi servono solo una onesta manutenzione ed una attenta sorveglianza, due cose semplici e poco costose che mancano scientificamente da anni ed è assurdo spendere milioni di euro se prima non è stato definito un piano di manutenzione ordinaria e un regolamento.
b) un biglietto d’ingresso “simbolico” non servirebbe neanche a pagare lo stipendio ai bigliettai che bisognerebbe mettere ai 12 ingressi del parco (sempre che non si vogliano chiudere quasi tutti)
In realtà la proposta di un biglietto simbolico potrebbe essere il cavallo di troia per incominciare a trasformare i parchi pubblici di Nervi in una privatissima impresa turistico ricettiva,che sfrutterebbe un bene pubblico comperato con i soldi delle tasse di tutti i genovesi.
I genovesi potrebbero restare senza l’unico vero parco pubblico che esiste a Genova, in cui verrebbero tollerati solo dietro il pagamento di un biglietto e solo quando non ci sarebbero privatissimi convegni, eventi, matrimoni, spettacoli, etc etc.
c) Progetto di recupero del roseto e di villa Grimaldi con ingresso a pagamento . le priorità per i parchi e per i genovesi sono alberi, prati, irrigazione corretta,sorveglianza ecc, e …….anche il recupero del roseto ma non con un ennesimo intervento spot con un progetto di sistema.
circolo nuova ecologia legambiente genova