La "medicina miracolosa" che non fa sentire il dolore del carcere .....
Ma chi ha il coraggio di parlare finalmente di psicofarmaci?
Lettera della compagna di un detenuto
Suicidi in carcere, un disastro annunciato
Annunciato, perché le condizioni di sovraffollamento, il disagio psichico sempre più diffuso, la paura di "non farcela" a ricostruirsi una vita rendono i detenuti soggetti pesantemente a rischio...
Col tempo i rapporti famigliari e affettivi si deteriorano.....
I suicidi sono diventati progressivamente un problema sempre più serio, tanto che nel dicembre del 1987 l’Amministrazione ha istituito il "Servizio nuovi giunti", avendo individuato nel periodo immediatamente successivo all’arresto quello a maggior rischio di atti autoaggressivi.
Chiedere aiuto in modo esplicito agli operatori non è semplice (ammesso che uno voglia essere aiutato), anche perché la paura di essere ricoverati all’O.P.G. "per accertamenti" fa ormai parte dell’immaginario di ogni detenuto: chi è tornato da quei posti ne porta i segni per tutta la vita, a livello mentale.
Se ci fosse maggiore attenzione ai "messaggi" che una persona in difficoltà lancia, anche senza volerlo, forse si potrebbero evitare buona parte dei suicidi tra i detenuti.
Ma chi dovrebbe raccogliere queste richieste di aiuto? I medici… che spesso ti "visitano" in 30 secondi e poi ti prescrivono le solite "gocce per dormire" (più dormi, meglio è)? Gli operatori dell’area trattamentale… che sono pochissimi e vedono le persone una o due volte all’anno? Gli agenti… per i quali stai quasi sempre facendo la commedia? I compagni di detenzione… e poi loro a chi lo possono riferire?
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4 commenti
BRAVA MELANIA 1
Aggiuingiamo anche questo post all'inchiesta ok?
E' difficile tecnicamente
E' difficile tecnicamente parlando.grazie
Ho appena
iniziato a leggere un interessantissimo libro scritto dai detenuti dell'Alta Sicurezza di Vibo Valentia, per gentile concessione di un amico.Sin dalle prime pagine si avverte il senso di cancellazione dell'uomo all'interno di un istituto penitenziaro.Partendo dalla considerazione della profonda differenza che corre tra le finalità teoriche della pena e le reali modalità di esecuzione della medesima, raccontano un viaggio terribile tra sofferenze, patologie e sensazioni. Ne riparleremo.
Se vuoi sottolinea le frasi
Se vuoi sottolinea le frasi definite nel loro significato per rapprasentacelo il libro nel suo insieme e le tue bellissime riflessioni..... ciao