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Il giornalista del Corriere della sera Carlo Vulpio sospeso dal ruolo di corrispondente da Catanzaro

Capo Redattore
Capo Redattore
14/12/2008 - 20:05
Nell'inchiesta:
"Il Caso De Magistris"

Pubblichiamo insieme a Notizie Radicali senza commentarlo l'articolo scritto dal giornalista del Corriere della sera Carlo Vulpio e pubblicato sul suo blog. Voi cosa ne pensate? Fateci sapere nei commenti

Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti

di Carlo Vulpio 

Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io.  
E’ stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori.  
http://www.carlovulpio.it/Lists/Roba%20Nostra/DispForm.aspx?ID=12  

Come sempre, non solo durante questa inchiesta, ma perché questo è il mio modo di lavorare, avevo “fatto i nomi”. E cioè, non avevo omesso di scrivere i nomi di chi compariva negli atti giudiziari (il decreto di perquisizione dei magistrati di Salerno, che trovate su questo blog in versione integrale) non più coperti da segreto istruttorio. Tutto qui. Nomi noti, per lo più. Accompagnati però da qualche “new entry”: per esempio, Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, Mario Delli Priscoli, procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Luerti, presidente dell’Associazione nazionale magistrati.   

Con una telefonata, il giorno stesso dell’uscita del mio articolo, la sera del 3 dicembre appunto, invece di sostenermi nel continuare a lavorare sul “caso Catanzaro” (non chiamiamolo più “caso de Magistris”, per favore, altrimenti sembra che il problema sia l’ex pm calabrese e non ciò che stanno combinando a lui, a noi, alla giustizia e alla società italiana), invece di farmi continuare a lavorare – dicevo –, come sarebbe stato giusto e naturale, sono stato sollevato dall’incarico. Esonerato. Rimosso. Congedato. Trasferito.  

Con una telefonata, il mio direttore, Paolo Mieli, ha dichiarato concluso il mio viaggio fra Catanzaro e Salerno, Potenza e San Marino, Roma e Lamezia Terme. Un viaggio cominciato il 27 febbraio 2007, quando scoppiò “Toghe Lucane” (la terza inchiesta di de Magistris, con “Poseidone” e “Why Not”). Un viaggio che mi fece subito capire che da quel momento in poi nulla sarebbe stato più come prima all’interno della magistratura e in Italia.  

Tanto è vero che successivamente ho avvertito la necessità di scrivere un libro (“Roba Nostra”, Il Saggiatore), che, dicevo mentre lo consegnavo alle stampe, “è un libro al futuro”. Una battuta anche questa, certo, perché come si fa a prevedere il futuro? In un libro, poi, che si occupa di incroci pericolosi tra politica, giustizia e affari sporchi…Ma si vede che negli ultimi tempi le battute mi riescono piuttosto bene, visto che anche questa, come quella sul “trasferimento” dei giornalisti, si è avverata.  

Avevo detto – e lo racconto in “Roba Nostra” – che in Basilicata l’anno scorso è stato avviato un esperimento, che, se nessuno fosse intervenuto, sarebbe stato riprodotto da qualche altra parte in maniera più ampia e più disastrosa.  

E’ accaduto che mentre la procura di Catanzaro (c’era ancora de Magistris) stava indagando su un bel numero di magistrati lucani, di Potenza e di Matera, la procura di Matera (gli indagati) si è messa a indagare sugli indagatori (de Magistris). Come? Surrettiziamente. E cioè? Si è inventato il reato di “associazione a delinquere finalizzato alla diffamazione a mezzo stampa” e ha messo sotto controllo i telefoni di cinque giornalisti (me compreso) e un ufficiale dei carabinieri (quello delegato da de Magistris per le indagini sui magistrati lucani). Così facendo, i magistrati indagati hanno potuto conoscere cosa si dicevano gli indagatori (de Magistris e l’ufficiale delegato a indagare).  

Avvertivo: guardate che così va a finire male. Chiedevo: caro CSM, caro Capo dello Stato, intervenite subito.  

Niente. Nemmeno una parola, un singulto, un cenno. Nemmeno quando era chiaro a tutti che quei magistrati lucani, al di là di ogni altra considerazione, vedevano ormai compromessa la loro terzietà. Un magistrato - si dice sempre, e a ragione -, come la moglie di Cesare, deve non soltanto “essere”, ma anche “apparire” imparziale, terzo, non sospettabile di alcunché. Per i magistrati lucani, invece, non è così. Nonostante siano parti in causa, essi continuano a indagare sugli indagatori, chiedono e ottengono proroghe di indagini (siamo alla quarta) perché, dicono, il reato che si sono inventati, l’associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa, è complicatissimo. E rimangono al proprio posto nonostante le associazioni regionali degli avvocati ne chiedano il trasferimento, per consentire un funzionamento appena credibile della giustizia.  

Niente. Si è lasciato incancrenire il problema ed ecco replicato l’esperimento a Catanzaro. La “guerra” fra procure non è altro che la riproduzione di quel corto circuito messo in atto da indagati che indagano sui loro indagatori, affinché, rovesciato il tavolo e saltate per aria le carte, non si sappia più chi ha torto e chi ha ragione perché, appunto, “c’è la guerra”. E dopo la “guerra”, ecco la “tregua” o, se preferite, “l’armistizio” (così, banalmente ma non meno consapevolmente, tutti i giornali, salvo rarissime eccezioni di singoli commentatori).  

Guerra e tregua. E’ questo il titolo dell’ultima, penosa sceneggiata italiana su una vicenda, scrivo in “Roba Nostra”, che è la “nuova Tangentopoli” italiana. Quando, sei mesi fa, è uscito il libro, qualcuno mi ha chiesto se non esagerassi. Adesso, l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dichiara: “Ciò che sta accadendo oggi è peggio di Tangentopoli”. E Primo Greganti, uno che se ne intende, ammette anche lui, che “sì, oggi è peggio di Tangentopoli”.  

Infine, una curiosità, o una coincidenza, o un suggerimento per una puntata al gioco del Lotto, fate voi.  

Mi hanno rimosso dal servizio che stavo seguendo a Catanzaro il 3 dicembre 2008. Esattamente un anno prima, il 3 dicembre 2007, Letizia Vacca, membro del CSM, anticipava “urbi et orbi” la decisione che poi il CSM avrebbe preso su Clementina Forleo e Luigi de Magistris. “Sono due cattivi magistrati, due figure negative”, disse la Vacca. E Forleo e de Magistris sono stati trasferiti. Per me, più modestamente, è bastata una telefonata. Ma diceva più o meno la stessa cosa. Diceva che sono un cattivo giornalista.

Per approfondire leggi l'inchiesta collaborativa di Fai notizia:

Il caso De Magistris

19 commenti

Un suggerimento

Gentile Signor Vulpio,
è con grande rammarico che apprendo della notizia della sua vacanza anticipata.
Verrebbe quasi da dire "Ispettore Vulpio, il caso De Magistris non è più suo!"
Si conceda un periodo di meritato riposo e ringrazi il Suo Direttore per il regalo di Natale, che Le consentirà di scrivere un libro, oppure riassumere (su queste pagine?) i fatti salienti di questa complicata storia.
Il sottoscritto non è un acquirente del "Prestigioso Quotidiano" per il quale Lei scrive(va) e quindi è colpevolmente curioso di apprendere della sua "viva penna" le trame e gli orditi di questa vicenda.
Confesso di essere pure responsabile delle Sue ferie forzate in quanto, col mio mancato acquisto - ho contribuito al serio disequilibrio finanziario del Suo datore di lavoro che ha dovuto tagliare i costi e riportarla a casa. Me scuso con Lei e col Suo principale, qui ed in ritardo.

Ora però, ci racconti come è iniziato questo "caso", quale è stata la prima goccia di una pioggia senza fine... come è nata l'inchiesta, se lo ricorda? Che cosa le disse quel giorno il Pacato Direttore del Rinomato Quotidiano?

Cordialità.

Non comprendo

il tenore dell'intervento visto che: a) leggi solo quel che ti pare e questo è affar tuo; b) dici di non conoscere la vicenda e non c'è nessuna ragione per cui tu non debba continuare a ignorarla; c) non c'è motivo, se non hai sentito il bisogno di informarti prima di scrivere, per cui altri dovrebbero riassumere per te. Cordialità.

grande Giovanna

grande Giovanna

I giornalisti, non possono essere trasferiti?

Cortese Carlo Vurpio, il suo trasferimento è dovuto probabilmente non per l'articolo che Lei ritiene scomodo, ma per uno dei motivi di seguito descritti:
1) Trasferimento per normale avvicendamento: è una pura coincidenza quindi che sia capitato proprio a Lei.
2) Trasferimento senza sostituto: è porbabile che le vendite dei quotidiani o la riduzione delle entrate pubblicitarie come al Correre della Sera siano più che validi motivi per una riorganizzazione interna anche per le redazioni dei quotidiani.
3) Trasperimento in alta sezione della redazione. A volte può capitare che un giornalista non sia tagliato a scrivere articoli di cronaca. E 'preferibile scrivere articoli sull'arte o lo sport o addirittura sul tempo libero, sono più attraenti
4) Trasferimento e in altra redazione, generalmente gli articoli come l'inchesta di Catanzaro è affidata ai direttori di testata, che scrivono e rispodono in nome della testata giornalistica che rappresentano.
5) Trasperimento per fine speciale. Quando si conclude uno speciale, oltre che aver raggiunto l'obbiettivo prefissato è motivo di riflessione e adeguato periodo di riposto.
Credo che il Suo direttore abbia voluto farLe una sorpresa concedentoLe anticipatamente le ferie natalizie, per il lungo, laborioso ed impegnativo lavoro svolto.
Aspetti gli eventi. Auguri di Buon Natale. Andrea Romanet.

E menomale che non hanno

E menomale che non hanno abrogato l'art.18 ...

Cosa si fa?

Andiamo avanti! Raccontiamo al mondo le innumerevoli ingiustizie con i pochi mezzi che ci lasciano a disposizione.Continuo a leggere fatti vergognosi vorrei che certi funzionari dello stato fossero almeno licenziati.Non credo che il giornalista si sia inventato fiabe.I delinquenti assassini devono pagare. Maria Eliantonio

Vi chiedo in virtù di quel

Vi chiedo in virtù di quel maledetto silenzio tentato vuoi con il trasferimento di questo giornalista e non è il solo e per molti altri motivi : Che ne pensate di pubblicare alcune pagine, le più emblematiche, del decreto di perquisizione della Procura di Salerno ?Io ne ho lette alcune e le ho trovate molto forti quanto emblematiche ed immediate a comprendersi.Avevo pensato di pubblicarle a vista perchè non rimangano sotterrate nel marasma delle 1900 pagine.

Cara Melania, è esattamente il lavoro che stiamo facendo.

Cara Melania, è esattamente il lavoro che stiamo facendo.

fatti un giro e troverai nell'ambito dell'inchiesta "Il caso De Magistris" già alcuni estratti opportunamente titolati :-)

Un caro saluto M.

( salvo la mia memoria non

( salvo la mia memoria non mi inganni)Li ho letti ma non quello per esempio sul copia incolla della relazione del consulente di De Magistris. Oppure quando Saladino dice: i colletti bianchi sono tremendi vogliono sempre guadagnarci ( parole mie ma la sostanza non cambia).Quello su Mastella e Saladino dove De Magistris dice che Saladino si panoveggiava di avere un amico Onorevole parlando ad alta voce ecc...
E un ultima cosa. Le pagine che trasmetti ,o è solo mio il problema, appaiono troppo ingrandite rispetto al video. Per leggerle bisogna sempre intervenire per andare a capo.I
Ciao .

n/a

Dimenticavo la versione integrale del decreto può essere scaricata anche da www.carlovulpio.it

n/a

Purtroppo lavoro con mezzi artigianali e soprattutto devo fare da addetto stampa, viaggiare per km, scrivere e occuparmi di tante altre cose.

In ogni caso la cosa più importante ce far girare il decreto che è scaricacabile dalle pagine de "Il Resto" e del blog dell'Associazione Radicali Lucani...integrale e senza filtri :-)

Se vuoi collaborare inserisci anche tu qualche pagina.

Ciao M.

ciao Melania, sono d'accordo

ciao Melania, sono d'accordo con Maurizio, contribuisci inserendo gli estratti che dici nell'inchiesta collaborativa da lui aperta e curata da mesi, che si trova in home page di questo sito.

Diego Galli
______________________
Responsabile del sito internet
Radio Radicale

Cosenza, 22 dicembre

Penso anche che il 22 dicembre ci sarà un processo in quel di Cosenza dove siederemo alla "sbarra" io e il direttore del Quotidiano della Basilicata.

Le colpe? Io ho difeso il diritto di alcuni giornalisti lucani a poter scrivere senza subire pressioni, Leporace colpevole di aver pubblicato le mie domande.

Qualche domanda al questore di Matera e alla Procura della Repubblica di Matera

Questo l'articolo querelato con richiesta di risarcimento danni per un ammontare di 100000 €

Potenza, 28 luglio 2007

Egregio Dr. Gugliotta, egregio Dr. Chieco,

ci rivolgiamo a voi per ricevere risposta ad alcuni interrogativi.

Risponde al vero che presso la sede del settimanale “Il Resto” si sia più volte recato, nel corso della recente campagna elettorale per l’elezione del Sindaco del Comune di Matera, tale Coronella, identificatosi come agente di PS?

Risponde al vero che il sopra citato avrebbe giustificato queste visite parlando di un non meglio precisato mandato ricevuto dalla Procura della Repubblica di Matera?

Risponde al vero che il fratello del sopra citato agente abbia militato nella lista di An?

Risponde al vero che nella sopra citata lista sia stato eletto l’ispettore Adriano Pedicini, in servizio presso la Questura di Matera?

Certi di poter ricevere una risposta ai sopra citati quesiti, cogliamo l’occasione per porgere alle S.V. Ill.me i nostri saluti e per augurarvi buon lavoro.

Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale RNP e Segretario Radicali Lucani

Penso anche

Penso anche che abbiamo speso 26 mesi ad occuparci quotidianamente di questa vicenda. a volte giorno e notte.

Forse il tutto meritava un maggiore supporto dal partito in quanto tale.

Ma si può sempre rimediare.

Nessun partito

ha preso posizione sulla vicenda, e sì che sarebbero capaci di commentare a iosa pure sulle cipolle di Tropea vendute in Cina. Nessuno, del resto, commenta la vicenda: ti pare un caso che Cristo si sia fermato ad Eboli?

Penso

Penso che tutti coloro che si sono occupati di questa vicenda Magistrati, giornalisti, politici stanno subendo ritorsioni.

A Carlo Vulpio ho già espresso personalmente la mia solidarietà.

E' un peccato che non possa più occuparsi di certe vicende.

A Catanzaro succede una cosa

A Catanzaro succede una cosa pericolosissima: non solo, come finora è accaduto, la politica bipartisan tace e rifiuta persino la vetrina televisiva, ma tutti, in generale, invitano a riacquistare il senno e a non parteggiare in nome del buon nome -mi si perdoni il bisticcio- della regione, della giustizia non giustizialista, del decoro pubblico. A Catanzaro, la guerra tra le due procure è presentata come guerra di quel De Magistris che, anche per chi lo sosteneva, è ora lo sceriffo cattivo, che tradisce i principi a cui si ispirava e getta fango impunemente su tutto. Tant'è che si manda ripetutamente in onda una sua intervista di qualche anno fa, quando una delle inchieste era stata appena avviata, si profilava nelle sue parole il temporale ma non se ne immaginava la portata. Non la immaginava neppure lui. Era fiducioso, pacato, garantista. Ha sbagliato parlando troppo questo magistrato? Forse. La stessa accusa la rivolgevano a Falcone. Dalla procura, tutti contro uno, dicono cose inquietanti e scontate: nessuna delle inchieste di De Magistris era destinata ad andare a buon fine, come la sua storia personale insegna (e del resto si è provato a scoperchiare anche le magagne del sistema scolastico, dimenticando che colleghi e superiori hanno mogli, sorelle, cugine di ogni ordine e grado all'interno del suddetto sistema); non è un magistrato preparato; è uno che, per godere dei primi piani, fa tutto ciò che un bravo magistrato mai farebbe.
Allora, ragionando sulla sua buona fede, altrimenti sarebbe lunga:
- mettiamo che De Magistris sia una specie di don Chisciotte moderno che, animato da principi nobili, getta ogni cosa in un calderone, travisa la realtà, scambia gli utili mulini a vento per nemici da combattere;
- mettiamo che il folle cavaliere, vittima di un progetto più grande di lui, finisce prigioniero del gioco delle scatole cinesi che gli era piaciuto tanto: ne apre una, poi un'altra, poi un'altra e annega senza trovare una via d'uscita;
- mettiamo che in procura abbiano ragione: le sue inchieste sono solo contenitori vuoti che, però, arrecano danni a chi vi si è trovato suo malgrado dentro.
Messo tutto ciò e anche altro, le cose pur tuttavia non tornano:
- se le sue inchieste sono contenitori vuoti, perché sottrargliele quando dice di essere in dirittura d'arrivo?
-Se le sue inchieste non valgono un fico secco, perché il magistrato crotonese Bruni, chiamato a condividerne una, litiga coi magistrati catanzaresi, se ne tira fuori e dichiara che sarebbe meglio passarne la competenza a Salerno? E perché se ne tira fuori anche Facciolla, attuale sostituto procuratore di Paola che all'epoca aveva denunciato la solitudine e gli ostacoli che, dall'interno, colpiscono chi intende onorare il mestiere?
- Se le sue inchieste sono scatole cinesi illusorie, perché rifiutare a Salerno ciò che la procura chiede?
- Se le sue inchieste andavano chiuse, visto che non contengono nulla di nulla, perché al CSM ora dicono che Salerno le voleva scippare avendo saputo che si profilavano arresti eccellenti?

E così: la politica tace (tutti collusi?); il Presidente della Repubblica tace (a chi lo rende questo putrido servigio? Non a noi); il giornalista è sollevato dall'incarico (i tagli all'editoria che si invocano non toccherebbero le grosse testate sorrette e condizionate dai poteri forti, o sbaglio?); i magistrati lucani siedono sulle loro belle e grasse poltrone; a Catanzaro continuerà l'oscura commistura di poteri mafiosi di ogni lega. Si chiede un commento, ma quale? Dovrebbero dirci dove sono finiti gli oltre 700 milioni di finanziamenti spariti e magari, per alleggerire il tema, spiegarci pure perché il potentissimo Chiaravalloti aveva già senza pudore alcuno tracciato il futuro dell'ex pm. E' il momento in cui un'intera regione dovrebbe sentirsi chiamata alla rivolta ma guardiamo la miserevole fine: il dubbio, come un tarlo, comincia a farsi largo nelle menti. E vogliamo che sia così. Cetto La Qualunque vince e io parteggio. Per De Magistris. Perché qui la vicenda è legata al suo nome.

Carlo Vulpio

La sospensione di Carlo Vulpio dal ruolo di corrispondente da Catanzaro, ad opera del Corriere, e' una decisione pesante ed antidemocratica:Per quanto riguarda il Corriere se e' giunto ad una tale decisione significa che esistono dei poteri forti che condizionano la liberta' di stampa,,tutto cio' e' pericoloso per l'informazione,,che viene sempre piu' manipolata e privata della sua vera natura di espressione di liberta .oiligriv

Tutto questo

Tutto questo temo servirà come propellente per riformare pesantemente il Potere Giudiziario e gli equilibri costituzionali tra i diversi Poteri dello Stato.
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«Jesus saves, Buddha does incremental backups»