«Piazza Navona: uno scontro voluto» da Articolo21.info
di Giuliano Santelli*
La mattina era già carica di tensione per l’annunciato voto finale da parte del Senato al decreto Gelmini, piazza Navona era piena di studenti medi e universitari, c’era già stata in mattinata una aggressione a giovani liceali, poi, come d’incanto dall’ingresso di piazza Navona direzione piazza Farnese sono entrati, quasi scortati un gruppo organizzato da Blocco Studentesco, gruppo di estrema destra, con tanto di camion pieno di bastoni bordati dal tricolore, caschi e intenzioni assolutamente provocatorie. La Polizia si è fermata, il gruppo fascista ha attraversato la piazza fino all’uscita in direzione del museo romano schierandosi in gruppo con bastoni, caschi ed altri corpi contundenti. La provocazione “Cossighiana” a quel punto era perfetta, slogan, urla e insulti verso gli studenti universitari e medi che si portavano di fronte al gruppo di provocatori. Si è capito subito che sarebbe avvenuto uno scontro, ciò che sconcerta è che la Polizia era lì a due passi sullo sbocco di piazza Navona verso il museo romano. Bastava mettere 20 agenti in interposizione, si sarebbe evitato ogni contatto io e il deputato Marco Fumagalli, il Senatore dell’IDV Putrella, abbiamo più volte chiesto l’intervento, ma si è voluto, scientificamente cercato, lo scontro il contatto.
Il piano di chi da settimane sta cercando di dimostrare che questo è un movimento violento si è realizzato, si parlerà di scontri, non di manifestazione pacifica, civile, gioiosa, come sono state tutte quelle di queste intense settimane. Che i provocatori fossero fascisti è abbastanza chiaro, e forse se ci diranno chi sono quelli che sono stati fermati o arrestati ne avremo conferma. Domani c’è lo sciopero generale della scuola, non vorrei che quella di oggi fosse la prova di una provocazione più grande. Del resto il senatore Cossiga ha ben spiegato la strategia, se l’avesse fatto un altro, magari di sinistra si sarebbe rispolverato tutto un vocabolario, terroristi, fiancheggiatori, cattivi maestri, irresponsabili. Ma si sa il senatore benemerito, quello degli incidenti che portarono alla morte di Giorgiana Masi ha sempre avuto le idee chiare sul come gestire “l’ordine pubblico”.
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