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Sigari in Paradiso: il mio nome era Manuel Eliantonio

giovanna canigiula
giovanna canigiula
09/11/2008 - 19:23

E' qualche giorno che, per ragioni familiari, non frequento Fai notizia né credo di poterlo fare nei prossimi. Mi sono collegata da qualche minuto, giusto il tempo di rilassarmi prima di uscire, e ho trovato un commento a una segnalazione da me fatta poche settimane fa sulla oscura morte, nel carcere genovese di Marassi, di un ragazzo di 22 anni, Manuel Eliantonio. Il visitatore è la mamma di Manuel, che ringrazia tutti coloro che si sono interessati al caso del figlio e chiede che sia tenuta desta l'attenzione prima che cali definitivamente il silenzio. Giro, quindi, a voi tutti la straziante richiesta di una mamma  che ha consapevolezza del fatto che chiunque, in qualunque momento, può vedersi rubata o stravolta la vita senza che giustizia sia fatta. Le immagini di Manuel raccontano la violenza subita: il corpo, infatti, è pieno di lividi. Di carcere, lo sappiamo,  si può morire e si muore.  Per parte mia farò quel che posso. Credo e spero che altri raccolgano la richiesta. Intanto un abbraccio e un bacio fortissimi e sinceri a una mamma che, per l'amore perduto, trova il coraggio di lottare contro chi, assai più forte, stritola esistenze e dolori e li riduce al silenzio. 

Proprio qualche giorno fa avevo segnalato a un'amica di Fai notizia "Diario di un dolore" di Lewis, in cui l'autore si misura con la perdita della moglie e con il suo nuovo rapporto col mondo e con  Dio. Nessuna consolazione gli viene dalla fede, non c'è traccia alcuna nelle Scritture di futuri ricongiungimenti sull'"altra riva", la realtà non si ripete e ciò che abbiamo perduto non tornerà in altra forma.  "Sigari in Paradiso" è l'espressione bellissima che usa per indicare il passato felice che vorremmo disperatamente riavere indietro. Sigari in Paradiso sono quelli che ciascuno di noi può accendere per non dimenticare, per aiutare a non dimenticare, per fare in modo che nessuno si arroghi il diritto di compiere, restando impunito, certi orrori. Nessuno: tantomeno lo Stato.   

 

3 commenti

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UN ALTRO 20enne MORTO in CARCERE!

NOTIZIA su la STAMPA (cronaca di Torino) del11/11/2008. Ancora "BUTANO"

MANUEL 22anni ucciso in carcere

Ho ancora due ragioni per vivere 1 la sorellina di MANUEL ha quasi 3anni ancora mi chiede:Viene AIEL mio bello? 2 vedere i volti di quei mostri che l'han martoriato.Grazie ancora per quanto si fa e ci è concesso fare.QUANDO mi daranno L'AUTOPSIA vedremo se avranno avuto il coraggio di elencare le innumerevoli torture che mio figlio ha dovuto subire.PERCHE MASSACRARLO in quel modo.La parola più brutta che MANUEL ha detto a sua mamma in 22anni è stata:OMA!Non mi rompere!Ve lo dico per rendervi conto che era un ragazzo rispettoso,educato,inteligente,affettuoso,....LA mia vita il primo dono prezioso ho ancora i primi dentini,le conchiglie e sassolini raccolti in spiaggia,tanti ricordi...