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Centro Identificazioni Emigrati a Cropani (CZ)... 2

Giuseppe Candido
Giuseppe Candido
04/11/2008 - 23:03

Emilio Grimaldi - 2008/10/24 il Quotidiano della Calabria

CROPANI – Un coro unanime contro la decisione del ministero dell’Interno che ha autoritativamente deciso, il 20 ottobre scorso, il trasferimento di 250 immigrati dal Cpt (centro di permanenza temporaneo) di Crotone in un villaggio turistico della cittadina ionica, Ale.mia. E’ quanto è emerso durante il consiglio comunale straordinario che si è svolto l’altra sera nell’auditorium della scuola media del paese. Un coro a più voci: sindaco, consiglieri, operatori economici, rappresentanti dei partiti politici, e semplici cittadini. Tutti d’accordo su un punto: “L’impatto socio-ambientale per la cittadina a vocazione turistica è devastante”. Il razzismo non c’entra. “La comunità è sempre stata ospitale, ma se la casa è stretta si invita l’ospite altrove altrimenti si sta stretti in due”, ha chiarito il primo cittadino, Antonello Grano. “La decisione del governo andava concordata con l’Amministrazione locale. L’unica comunicazione nel merito l’abbiamo avuta dalla locale stazione dei carabinieri il giorno stesso del trasferimento degli immigrati”, ha ribadito. Man mano che i partecipanti prendevano la parola per esprimere il loro dissenso al “pacco” del governo centrale si è insinuato il dubbio di un presunto business economico a vantaggio esclusivamente della società che ha stipulato una convenzione con l’Interno. Secondo fonti informali il governo corrisponderà una cifra pari a 55  euro per ogni ospite del residence a 4 stelle. Moltiplicati per  il numero degli immigrati, in un anno l’accordo finanziario raggiungerebbe diversi milioni di euro. Una operazione da parte del ministero, quindi, che lascia molti punti interrogativi sulla sua trasparenza alla comunità di Cropani. “Anche perché – ha dichiarato un segretario di partito – alcune amministrazioni calabresi, che hanno un tessuto culturale e urbanistico diverso dal nostro, a vocazione turistica, avevano pubblicamente manifestato la loro volontà di aderire a progetti di integrazione anche lavorativa di persone svantaggiate e in questi giorni, quando è stato deciso il trasferimento presso la nostra località, non sono state nemmeno contattate”. Diverse le soluzioni si sarebbero trovate, hanno lasciato intendere gli intervenuti, se l’Interno avesse contattato l’Amministrazione locale e quelle limitrofe, come il loro insediamento in strutture disabitate. Un’alternativa che avrebbe portato sia un grande risparmio economico al governo centrale che un vantaggio alle casse comunali del paese ospitante. “Evidentemente c’è qualcuno che ci specula. E per il beneficio solo di qualcuno lo sviluppo economico e ricettivo della nostra comunità viene paralizzato”, ha incalzato qualche imprenditore del posto. Tra gli intervenuti anche Franco Colosimo, presidente del Gal Valle del Crocchio. La sua è stata una voce fuori dal coro in quanto ha posto l’attenzione squisitamente sulla cultura dell’ospitalità. “Anche noi siamo stati un popolo di immigrati. Prima di giudicarli andateli a trovare. Vedrete che vi racconteranno delle storie raccapriccianti sul loro passato”, ha detto rivolgendosi ai presenti. Qualcuno di loro non ha gradito le sue parole, ma la maggior parte ha sposato la bontà delle sue osservazioni pur evidenziando il fatto che “il problema non sono gli extracomunitari ma la decisione del governo che avrebbe dovuto concordare con la comunità locale le modalità e le operazioni del loro trasferimento, in attesa del riconoscimento dello status di “rifugiati” e come tali beneficiari del permesso di soggiorno”. Il consiglio, in seduta straordinaria, ha concordato, infine, che il sindaco e i capigruppo del civico consesso si adopereranno nel sollecitare quanto prima un incontro con il prefetto di Catanzaro per essere investiti nel dettaglio della volontà del ministero dell’Interno. Per quanto tempo, per esempio, è previsto che gli immigrati debbano rimanere nella cittadina ionica. E soprattutto, se è vero, quanto si vocifera che “la loro permanenza possa dilungarsi fino ai prossimi tre anni”. Una eventualità che lascerebbe il segno nell’economia turistica del paese rispetto, invece, alla data di scadenza della convenzione, fissata al 31 marzo 2009. 

 

Emilio Grimaldi

Nelle foto

Il partecipanti al consiglio comunale.