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Ambiente energia, territorio, ..... e legalità! Bene la nomina di Salvatore Boemi come commissario per stazione unica appaltante in Calabria

Contributo precongressuale di riflessione per la commissione “Ambiente e Energia” del VII congresso di Radicali Italiani – di Giuseppe Candido

 

Care compagne e compagni Radicali Italiani,

 mi permetto di inviare questo mio modesto contributo alla commissione ambiente per dire soltanto poche parole sul tema che ritengo essere molto importante: “ambiente, energia ed uso del territorio”  e a cui mi riservo di contribuire nella commissione del Congresso dedicata a questo tema. Un contributo preliminare perché credo che a questo tema sia strettamente legato anche quello di modello di sviluppo energetico nazionale ecocompatibile che potrebbe – se intrapreso - rappresentare un motore per la ripresa economica del Paese.  Ma di questo ne parleremo al congresso appunto. Invio questo breve contributo alla preparazione dei lavori perché ritengo il discorso emergenza ambientale in Calabria, come in altre regioni del mezzogiorno, un argomento  strettamente legato anche al discorso della legalità nelle  Istituzioni (che non c'è) e alla questione morale su cui oggi cerchiamo di intervenire con l'anagrefe pubblica degli eletti. Qualcuno di noi afferma, giustamente secondo chi scrive, che dobbiamo riprendere – come Radicali Italiani - ad essere quel Partito d'Azione, d'azione non violenta che però, con la forza della ragione, scava la rocca della partitocrazia come la goccia riesce a scavare – con la forza del tempo – anche la pietra più tenace.

 

In Calabria i soldi delle istituzioni – e in particolare quelli strutturali che la Comunità europea affida alle regioni obiettivo1, ...sono in mano - direttamente intascati - dalla partitocrazia e dalle 'ndrine, queste ultime ormai strutturate e strutturali – come dice Pannella - nelle istituzioni locali, in un verminaio di commistioni che non soltanto le  inchieste come Poseidon e Wy Not hanno dimostrato esserci realmente. 

A dirlo non è ovviamente  lo scrivente che, tutt'al più  può  solo testimoniare che in Calabria da oltre dieci anni vi è una situazione di emergenza rifiuti e depurazione che non pare per niente essere avviata a soluzione.   Nonostante centinaia i milioni di euro spesi la situazione di emergenza rifiuti in Calabria, rimane ancora tale: emergenza, appunto. Una situazione grave che tra poco rischia di deflagrare come avvenuto in Campania. A Crotone ci sono inchieste in corso per appurare se siano fondate le ipotesi investigative sulla presenza di rifiuti tossici (sottolineando tre volte la parola tossici) utilizzati per farci inerti nei laterizi da impiegare per costruirci scuole o condutture idropotabili – parlo di questo caso perché ne ha parlato di recente anche la Stampa nazionale. 

A dirlo ufficialmente è stato proprio l'allora Commissario dell'emergenza rifiuti in Calabria, dott. Antonio Ruggiero delegato dal Governo e che, nel dimettersi, ha inviato una relazione all'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro dell'ambiente pro tempore.

Una  relazione - facilmente reperibile su internet perchè fece  scalpore in tutta Italia grazie ad un richiamo in prima pagina sul Corriere della Sera.

Una relazione che denuncia di tutto: dai 41 dipendenti fantasma pagati dalla struttura del commissiariato precedentemente affidato alla politca dei Presidenti delle Giunte regionali sino alla denuncia di bilanci fatti su foglietti e dei milioni di euro spesiin appalti, subappalti e consulenze date IN DEROGA alle vigenti normative antimafia per necessità e urgenza dei provvedimenti

E quando mai finirà questa pacchia chiamata emergenza?  Mai!!

 

Concludo quindi questo mio contributo di riflessione ricordando, non per polemica ma per ricerca della verità, che De Magistris le ha denunciate questi fatti mettendoli nero su bianco. Mettendo per iscritto i nomi nell'inchiesta poseidon  da lui condotta sino a quando gli venne ritirata -si anche quella - nel silenzio assordante dei partiti e con scarso eco sulla stampa; il problema non è che De Magistris non abbia detto (o come si dice) fatto i nomi, o che non li abbia fatti secondo modi e regole che la magistratura affida ad un magistrato avendo partecipato a trasmissioni come quella di Santoro. 

 La verità è proprio il contrario. De Magistris i nomi nell'inchiesta Poseidon e in quella Wy Not li ha scritti, circostanziando persone e vicende (come nel caso della vicenda Poseidon e dell'allora Presidente della giunta regionale Chiaravalloti nella sua funzione di commissario dell'emergenza in calabria). 

E lo ha fatto con le prove che – nella qualità di pm era riuscito a raccogliere prima che gli ritirassero l'inchiesta. Compresa quella denominata Poseidone che si ricorda meno perchè ha coinvolto personaggi soltanto di rilievo locale.

In quell'inchiesta De magistris scoperchiava infatti un pentolone in cui avevano le mani tutti i partiti: i Fondi Strutturali Europei stanziati dalla CE per risolvere l'emergenza. 

 

Come è andata a finire tutti lo sappiamo. 

 De Magistris è stato trasferito e di Poseidon o Poseidone non se ne sa più niente. Come pure non si sa più niente delle altre inchieste più famose che vedevano coinvolti pure personaggi di spicco nella politica nazionale. Su questo tutto tace e c'è il silenzio (della) stampa accompagnato da quello di tutti i partiti. O quasi?

A tutto questo credo che la politica deve porre rimedio. Subito. I fondi strutturali europei dovranno effettivamente servire – dora in avanti - a risolvere le emergenze e non più per scopi clientelari o per arricchire le tasche della partitocrazia locale e delle 'ndrine. Per questo sono pienamente favorevole alla stazione appaltante unica presieduta dal Procuratore antimafia Salvatore Boemi appena nominato commissario. Un augurio di buon lavoro.

La politica però deve fare il suo compito. E i radicali, anche su questa questione morale legata ai temi ambientali, devono esserci, con proposte democratiche, anche e soprttutto in Calabria e in quelle regioni del mezzoggiorno dove la “pacchia” dell'emergenza continuata, scusate il bisticcio di parole, continua a far comodo a molte clientele.