La Storia di Tsodue
Con un ultimo inchino, Tsondue sorride, si alza e si dirige verso la porta. Prima di uscire si ferma e mi guarda negli occhi. Quello sguardo risoluto e sereno è ora completamente puntato su di me: “Racconta la mia storia”, mi chiede, “per favore”. E aggiunge: “Non voglio che chi ascolta stia dalla mia parte, perché finché esistono parti opposte non esiste pace. Bisogna che ciascuno capisca, da sé, qual è la strada verso verità e libertà”.
Poi china leggermente il capo e, con passo lento, va via.
Negli ultimi quattro anni, Tsendue ha parlato una sola volta, per raccontare questa storia. Il resto dei suoi giorni è passato, e passerà, in un’incessante silenziosa preghiera per la pace.
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