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Sono un po' incazzato

Marco Marchese
Marco Marchese
12/07/2008 - 11:04

L’assegno di congrua rappresentava una erogazione mensile effettuata dallo Stato italiano ai parroci, a guisa di stipendio. Esso si fondava su un riconoscimento del pregiudizio subito dalla Santa Sede a seguito della breccia di Porta Pia, nel 1870, e della conseguente fine del potere temporale papale ed annessione di Roma al regno d'Italia. Fino al 1932 la spesa gravava sul bilancio del Ministero della Giustizia e degli Affari di Culto. Il beneficio era considerato diritto personalissimo dell'investito ed aveva natura di assegno alimentare, intrasmissibile agli eredi, i quali avevano però diritto alla percezione delle annualità di congrua maturate e non riscosse dal parroco. Dal 1 luglio 1932, la competenza delle attribuzioni in materia di affari di culto passò al Ministero dell'Interno. I pagamenti venivano effettuati su ruoli di spesa fissa, come avviene ancor oggi per i dipendenti statali, a cura degli Uffici Provinciali del Tesoro. Gli importi erogati non erano molto elevati tanto che spesso venivano stanziate in bilancio delle somme una tantum di integrazione. Per esempio ad un parroco - dal 1925 fino al 1944 - veniva liquidata la somma annua di 3.500 lire, negli anni '50 l'importo annuo era di poco superiore alle duecentomila lire e nel 1986, ultimo anno di pagamento della Congrua da parte delle Direzioni Provinciali del Tesoro, gli importi variavano tra gli otto e i dieci milioni di lire annue. Dal 31 dicembre 1986 - data di entrata in vigore dell'art. 21 della legge 20 maggio 1985, n. 222 - l'assegno di congrua e' stato sostituito, per effetto delle modifiche al concordato del 1984, con il sistema dell'8 per 1000, pagato direttamente alla Santa Sede dall'erario, quale quota del gettito fiscale annuo. In pratica, tutti gli Italiani pagano ancora in solido ed a loro insaputa, non altro che gli stipendi a parroci ed agli insegnanti di religione (cattolica), scelti, formati e raccomandati dal Vaticano (pagati dallo Stato Italiano) cardinali e vescovi e solo gli spiccioli servono per la tanto decantata carità del Vaticano. Intanto gli stipendi da fame degli insegnanti e dei magistrati sono sempre meno adeguati al vivere dignitosamente. Allora il Governo cominci a risparmiare, abolendo completamente l'ora  di religione nelle scuole italiane e licenziando i docenti che insegnano tale materia (che poi girolanzano a scrocco per i corridoi delle scuole), abolendo completamente l'8 x 1000 alla Chiesa cattolica, magari facendo giurare al Papa completa fedeltà allo Stato Italiano, e così alla Lega del Nord. Cominciamo ad essere seri. Imponiamoci! Tanto che ce ne può fregare di Berlusconi, il pericolo più grande per la libertà degli Italiani è il Papa e il Vaticano, il nostro Presidente lo abbiamo votato e ce lo meritiamo e del resto ci rappresenta, con la sua sfilza di bellocce con poco cervello, di ignoranti, furbastri e personaggi di dubbia onestà, nel governo, nel parlamento e nel senato. Rialzati Italia! Forza Italia! Ma l'Italia è solo una bandiera, l'Italia non esiste, Garibaldi è stato sconfitto dai Prodi, Berlusconi, Bossi, Benedetto XVI dell'epoca. Altro che Breccia di Porta Pia, ci volevano le ruspe israeliane contro quel muro!

Giuseppe Fontana

www.almcalabria.it