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Un possibile filone d'indagine: la casta universitaria

Marco Valerio Lo Prete
Marco Valerio Lo ...
07/07/2008 - 14:05
Nell'inchiesta:
Ricercopoli
Sprechi, favoritismi, illegalità. Nelle pagine precedenti avete letto come vengono gestiti i fondi statali per la ricerca. E di come, alla luce di esperienze consolidate innanzitutto all'estero, l'Associazione Luca Coscioni proponga di riformare in toto il sistema di assegnazione dei finanziamenti. Ma il 2008 è stato annus horribilis anche per i nostri atenei. Spesso alla ribalta sui giornali, e di tanto in tanto anche in trasmissioni televisive di approfondimento, le università italiane hanno raggiunto gli onori della cronaca quasi mai per i loro risultati in campo scientifico o per il loro contributo alla vitalità della società, ma piuttosto per gli scandali di nepotismo e malaffare nei quali si sono trovate invischiate. Nel 2006, in India, il solo annuncio da parte del governo indiano di voler aumentare per il 2007 le quote riservate all'accesso alle caste meno privilegiate nelle università, scatenò una rivolta inaudita.

Manifestazioni, scioperi della fame, perfino boicottaggi dell' assistenza sanitaria da parte di studenti e medici delle caste privilegiate, brahmana, kshatrya o vaisya. Paese che vai, usanza che trovi. In Italia le caste, all'interno degli atenei, sono molto più discrete. Non per questo meno letali per tutto ciò che assomigli a meritocrazia, ricerca e circolazione della conoscenza. Insomma niente scioperi della fame, niente manifestazioni, come potrete leggere in queste quattro pagine che abbiamo dedicato al mondo universitario. Basta un concorso pilotato svolto alla chetichella, un finanziamento dubbiosamente motivato ottenuto tramite conoscenze nelle istituzioni locali, oppure un bell'accordo tra università e gli enti i più svariati (dai Ministeri all'Ordine dei giornalisti) per ottenere titoli di laurea a tempo di record, come si trattasse di una raccolta punti. Sarebbe impossibile, oltre che poco utile, compilare una rassegna di del fenomeno in poche pagine. Preferiamo offrirvene uno spaccato a partire da casi che come Associazione abbiamo contribuito a sollevare o pubblicizzare, percorrendo l'Italia in lungo e in largo: da Salerno alla Basilicata, da Firenze a Roma.

L'intento è quello di fornire informazione, certo, ma anche "tracce" da seguire per quanti, nella propria realtà, vorranno aiutarci ad avviare una vera e propria "indagine partecipativa". "Conoscenza diffusa" e rete internet sono un binomio esplosivo. Tocca a noi cittadini accendere la miccia. La conoscenza sarà solo un primo passo, come lo è stato per tante altre nostre iniziative, per passare poi al concepimento delle riforme possibili.

2 commenti

Policlinico Umberto I

Caro Umberto,

ti ringraziamo per l'attenzione e, soprattutto, per quanto hai deciso già da te di denunciare. come detto non ci vogliamo limitare, come associazione, a fare scandalo. ma certo fare notizia è preliminare anche al concepimento di riforme possibili. Per questo ti chiederei di esplicitare, nella forma più chiara e documentata possibile, quanto hai accennato nel commento a proposito dell'Umberto I. Allo stesso tempo, se credi, scrivici a lettere@agendacoscioni.it. D'ora in avanti le colonne del nostro mensile si apriranno sistematicamente ai contributi dei lettori...

ciao e a presto!
la Redazione

La casta universitaria

Beh... io ho denunciato situazioni di degrado e illeciti vari. Ho mandato in tribunale una parte di quella casta e se il Policlinico Umberto I è finito ultimamente sotto inchiesta è anche grazie al mio operato alle mie denuncie, se è stata doscussa la situazione del Policlinico in commissione sanità nella precedente legislatura è anche grazie alle mie denuncie.

Ora abbiamo l'Associazione Coscioni....bene, vedremo quel che sarà capace d'organizzare, vedremo se è addentrata nella realtà universitaria...noi siamo qui.