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Vazzano (VV) No alla realizzazione della discarica. La contrarietà dei cittadini alla realizzazione del sito previsto dalla Regione

Marco Marchese
Marco Marchese
03/07/2008 - 22:20

Dalle notizie apparse in questi giorni sugli organi di stampa, in un incontro alla Regione  per affrontare la questione dell’emergenza ambientale (erano presenti il presidente della Giunta Agazio Loiero, il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio, il direttore generale del dipartimento all'Ambiente Giuseppe Graziano, il segretario generale della Giunta Nicola Durante) è stato individuato nel territorio di Vazzano il sito per realizzare una grande discarica. Precisamente, si è parlato dell’istallazione di una discarica di almeno «400mila metri cubi all’inizio del 2009 che dovrà accogliere i rifiuti indifferenziati fino alla messa in esercizio dell’impianto, previsto per il 2012». Alla diffusione di tale notizia, lo stupore e l’indignazione dei cittadini del piccolissimo centro delle Preserre vibonesi sta crescendo giorno per giorno. Dalla sede del  Comune non è arrivata nessuna presa di posizione di rifiuto o accoglienza all’idea di fare di Vazzano il centro di raccolta dell’immondizia dell’intera provincia di Vibo Valentia e oltre. «Sicuramente al Comune - è stato il commento di molti cittadini - sapevano da tempo e ci hanno tenuto all’oscuro di tutte queste probabili decisioni di interesse pubblico». Non si capisce perché sia stato scelto Vazzano come luogo per realizzare la discarica. Da chi è stata promossa la candidatura? Dal comune o dalla regione? Di recente, proprio su queste pagine, abbiamo segnalato il buon andamento del sistema di raccolta “porta a porta” avviato a Vazzano. Ma diventa paradossale da una parte incrementare la raccolta dei rifiuti differenziata e dall’altra pretendere di accettare quantità enormi d’immondizia indifferenziata. Sulla questione, invece, è netta la presa di posizione contraria del Gruppo di opposizione. «Abbiamo già discusso - hanno affermato i consiglieri di minoranza - sul possibile inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere del nostro territorio per la presenza dell´Ecocall, che più di una volta, anche per il fermo operato delle forze dell’ordine, ha destato grande preoccupazione nei cittadini e più di un sospetto. Non vorremmo però che adesso ci calassero dall’alto, sulle nostre teste, la realizzazione di una ed unica, nella nostra provincia, discarica di così enorme dimensione che possa pregiudicare la salute delle future generazioni. La percentuale di morti per tumori è già alta nel nostro territorio, non vorremmo che col tempo l’incidenza di tale patologia fosse ulteriormente favorita dall’inquinamento ambientale. Un solo caso di tumore non vale cento posti di lavoro. Non tutto può essere misurato con i posti di lavoro che si vorrebbero creare (non si sa come) con la discarica».
Su questi importanti problemi, concordano anche alcune componenti della maggioranza al Consiglio comunale, che hanno rivelato la loro «contrarietà alla realizzazione di una grande discarica a Vazzano». La volontà è quella di tenere informati al massimo i cittadini, costituire un Comitato civico ampio e trasversale, chiedere la convocazione straordinaria del Consiglio comunale ed eventualmente fare esprimere la comunità con un referendum.
Si è convinti che una scellerata politica centralistica, fatta di consorzi obbligatori e commissariati straordinari, sia la causa di quella micidiale rete di lottizzazione clientelare intessuta tra politica, impresa, mondo professionale, ecomafie e camorra, che ha causato il disastro ambientale in atto in Campania e rischia di trasferirlo anche in Calabria. Di fronte a questo centralismo antidemocratico, che il progetto regionale in discussione sostanzialmente conferma, è necessario proporre forme di sensato e buon decentramento, oltre che una via di democrazia più diretta e liberale alla soluzione del problema rifiuti, sia nella fase emergenziale che in quella ordinaria. È conveniente riconoscere la facoltà, alle piccole amministrazioni locali che dimostrino di potere e sapere gestire il proprio ciclo dei rifiuti senza oneri per lo Stato, di poterlo fare senza essere obbligati a conferire i propri rifiuti ai consorzi. Il principio che ognuno deve smaltire i propri rifiuti è un principio di etica ecologica che deve essere applicato. Vazzano aveva una sua discarica autosufficiente per raccogliere i rifiuti propri e di qualche altro piccolo comune vicino. Bastava ed avanzava fino al 3002.

Francesco Lo Duca, Il Quotidiano della Calabria, 2 luglio 2008

Francesco Lo Duca

www.almcalabria.it

L'originale su www.ilquotidianodellacalabria.it

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