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La libertà e il lavoro.

Marco Marchese
Marco Marchese
30/06/2008 - 23:16

Ricercare nelle forme di organizzazione, di partecipazione, di federazione, la struttura migliore del Partito che riuscisse ad aprire il dibattito per l'alternativa della libertà del lavoro e nel lavoro. Sono state tante le opportunità che nel corso della sua storia il Partito Radicale ha dato alla sinistra e non solo, per l'apertura del confronto sul significato della non violenza e per segnare prospettive e percorsi di pace nella costruzione della persona.
“Lo scontro non è tra est ed ovest, ma tra Paesi ricchi e Paesi poveri”, questa era la lettura Radicale della guerra fredda, attualissima anche oggi negli attuali scenari di violenza e di conflitti. La politica e l'informazione ufficiali hanno sempre significato altro, si sono sempre interposte come ostacolo invalicabile ad ogni tentativo di creare strumenti di conoscenza e quindi di sicurezza (oggi  problema principale in Italia) che prospettassero diversi rapporti economici e sociali nell'ambito di uno sviluppo transnazionale che fosse, con il supporto della tecnologia, presupposto per la promozione di democrazia e libertà oltre i tradizionali confini dei singoli stati.
“Una grande rivendicazione se fatta a nome dei liberali, dei liberali inglesi che respingono la politica dei redditi in nome della libertà ormai a partire anche dai luoghi di lavoro e non solo la libertà a partire dal tempo libero, che è stata sempre la caratteristica in fondo dell'ideologia liberale, la quale ha posto sempre degli assoluti contenuti di libertà che storicamente si riuscivano a realizzare solo all'interno di una parte della vita umana, cioè la libertà di pensiero, la libertà di stampa (queste cose poi come la libertà di stampa in un paese di analfabeti, con otto milioni di analfabeti che cosa significa in concreto?) mentre ignorava il problema della libertà nell'altra parte della vita così essenziale che è la libertà nel lavoro”.
Archivio Partito Radicale.
Quaderni Radicali – 29 Ottobre 1966.
Convegno di Faenza 29 e 30 Ottobre 1966 organizzato dalla commissione preparatrice del III° Congresso del Partito Radicale.
Intervento di Pannella.
“...Tra noi una sera parlando con Stanzani ci siamo detti: in che senso il mondo operaio oggi si ribella a un certo tipo di pianificazione, a un certo tipo di direzione dall'alto; ma per esempio in una città come Roma sul problema del traffico. Ecco la crescita sociologica; ecco cosa significa la ricerca di nuove formule di consenso a sinistra e quindi di proposte per la sinistra e di opposizione a un regime. Il problema del traffico è il problema della partecipazione del cittadino all'evento quotidiano della sua vita, che poi alla fine sono scelte globali anche se uno non se ne rende conto”.
Archivio Partito Radicale.
Quaderni Radicali n° 7, Ottobre – Dicembre 1979.
Convegno di Faenza 29 e 30 Ottobre 1966.
Intervento di Bandinelli.

Claudio Giuseppe Scaldaferri

www.almcalabria.it