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Claudia Sterzi sulla disobbedianza civile di Siena del 7 giugno 2002 (cannabis terapeutica)

Marco Marchese
Marco Marchese
29/06/2008 - 23:26

Il 18 giugno 2008, a Siena, giunge all'udienza (forse!) finale uno delle decine di processi per disobbedienza civile radicale in tema di droghe leggere o nondroghe. Il Tribunale di Siena dovrà decidere in merito alla cessione e distribuzione gratuita e pubblica di mariuana, preannunciata alle Forze dell'ordine, attuata in Piazza del Campo il 7 giugno 2002 da Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, oggi deputata alla Camera nella delegazione radicale nel PD, Giulio Braccini e Claudia Sterzi, responsabile dell'Associazione radicale antiproibizionisti. La disobbedienza civile del 7 giugno 2002, a Siena, era stata dedicata alla canapa terapeutica e ad Ennio Boglino, uno dei tanti radicali che ha reso politico il suo privato dando voce e corpo alla battaglie nonviolente, e che oggi ricordiamo; era affetto da una gravissima forma di neuropatia invalidante con fasi acute di dolori resistenti al trattamento con morfina farmaceutica; nel 2002 gli era vietato accesso al Marinol, farmaco contro il dolore a base di principi attivi estratti dalla canapa, venduto nelle farmacie americane, inglesi, olandesi, ma vietato in Italia; Ennio è morto l' 8 novembre 2005 mentre le agenzie battevano la notizia della sperimentazione di derivati della cannabis nella terapia del dolore presso l'Ospedale Molinette di Torino e il policlinico Umberto I di Roma; ricordiamo con lui tutti i malati privati del loro diritto alla libertà di cura e terapia. In Italia la demonizzazione della canapa e di ogni suo possibile utilizzo, avvenuta nel corso di pochi decenni ( agli inizi del '900 l'Italia era la seconda produttrice al mondo, dopo la Russia; è stata liberamente coltivata nelle campagne italiane, per usi tessili, fino agli anni '50 e oltre ), è arrivata a livelli demenziali. Alla proibizione di coltivare fosse anche una sola pianta di canapa, ribadito recentemente dalla Corte di Cassazione, va aggiunto che l'accesso ai farmaci a base di canapa per i malati, per esempio, di sclerosi multipla, è un accesso che varia nella risposta, nei tempi e nei costi a seconda se l'ammalato sia una città o di un'altra. Determinando una violazione dei diritti del cittadino e del malato. Se da parte del Governo emerge una desolante tattica di arroccamento su politiche punitive e proibizioniste, con toni che sfiorano la predica profetica, da parte delle forze al governo per i due anni e mezzo precedenti, non c'è stata né l'intenzione né la forza di realizzare riforme ma neanche di regolamentare il non riformato. Così Gianfranco Fini può promettere attuazioni più rigide e applicazione più rigorosa della legge vigente, che porta il suo nome, e che la sinistra non è riuscita a cambiare in due e mezzo anni. Così malati di sclerosi multipla, ma anche malati terminali e trattati con chemioterapie, che potrebbero trarre sollievo dalle qualità terapeutiche della canapa, si vedono rifiutare i farmaci, di produzione estera, o ottenerli, sì, ma a costi proibitivi o in tempi non regolari. A seconda della unità sanitaria di riferimento, della regione, dei comuni.

In un' Italia dove il Governo opera attraverso decreti legge per sospendere i processi, le disobbedienze civili nonviolente radicali rappresentano un esempio unico. Ieri, 18 giugno 2008, a Siena, è arrivato alla sentenza di primo grado il processo che mi vedeva imputata, con Rita Bernardini e Giulio Braccini, per cessione gratuita di mariuana nel corso di una manifestazione per i diritti dei cittadini e dei malati ad usare anche farmaci derivati dai principi attivi della canabis. Dopo 6 anni dal giorno in cui, in nome di Ennio Boglino e di tutti i malati ai quali era, ed è nei fatti, negato l'accesso alla canapa terapeutica, mettemmo in atto la nostra azione nonviolenta, siamo stati condannati a 4 mesi e 1500 euro di multa cadauno (con indulto), pagamento delle spese processuali e, come corollario, perdita dei diritti passivi di elettorato. Il giudice si è riservato 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni; le arringhe del pubblico ministero e dell' avvocato difensore hanno appassionatamente, a dire il vero, riguardato tre concetti: quello di dose drogante, riferito alla canapa, e quindi l'idoneità della quantità di canapa distribuita (ottima qualità, 4,8% di THC) a produrre effetto drogante e quindi lesione del bene giuridico tutelato dalla norma; il concetto di inodoneità dell'azione di disobbedienza civile a ledere il suddetto bene giuridico tutelato (che poi è nientepopodimenoche la salute psicofisica del soggetto che beneficia della cessione gratuita ), in quanto azione strutturata che comprende preavviso alle forze dell'ordine; infine l'effettiva intenzione offensiva del reato. Quando si mette in atto una disobbedienza civile non è che ci si aspetti una assoluzione; anzi. Fra gli scopi, sollevare il dibattito pubblico su un argomento ( nello specifico, l'accesso ai farmaci derivati dalla canapa ), produrre giurisprudenza. A molti ragazzi, che hanno detenuto o ceduto quantità simili a quelle che noi abbiamo detenuto e ceduto in concorso, è andata molto peggio. La storia delle disobbedienze civili radicali sulla droga, in Italia, non è finita; deve durare almeno fino a che, come ha scritto Ennio Boglino nel 2002 : ". . . un cittadino non può, a causa di un proibizionismo cieco e bigotto, acquistare farmaci a base di marijuana già disponibili e usati con successo in Canada, Usa, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Israele."

Claudia Sterzi
responsabile dell'Associazione Radicale Antiproibizionista

antiproibizionistiradicali@gmail.com

http://blog.libero.it/arai/

www.almcalabria.it

1 commento

La libertà, la droga e la guerra.

Un approccio libero fondato sulla ricerca per la libertà di tutte le libertà che è la conoscenza.
Pannella in un confronto di qualche anno fa con Gasparri a Porta a Porta: " Si individuino le aree, e si cominci la sperimentazione nella regolamentazione delle droghe leggere."
Per capire, per conoscere in termini di costi della persona e della collettività che una politica piuttosto che un'altra determinano.
E per capire tali dati nei business globali che da sempre tale fenomeno ha assunto.
Ma soprattutto, quello che se non preminente ma di assoluta pari importanza per la persona e la collettività è la ricerca delle libertà della persona che nell'immobilità di tanti dibattiti hanno spento anche in questo caso la ricerca della Costituzione.
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali."
Ripudia perchè ricerca cioè discute, dibatte, forma per coinvolgere e capire attraverso il confronto in ogni campo, anche in quello delle droghe, a cominciare da quelle di Stato.
Claudio.