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Google ci rende stupidi? La paura dell'establishment di perdere il controllo delle masse

Davide Crimi
Davide Crimi
24/06/2008 - 19:45

La tesi stupida che i sistemi internet ci rendano meno intelligenti è stata messa in giro con molto clamore. E' un segno di paura da parte di chi controlla l'informazione, in particolare i giornali tradizionali (non a caso la notizia è stata molto diffusa dai quotidiani) e le televisioni (che hanno dato all'argomento ampio spazio). In realtà, hanno paura che il pubblico li abbandoni (o, come si direbbe con un linguaggio in voga, li mandi dove avete ben compreso).

La ricerca che sostiene questa tesi ha tutta l'aria di essere commissionata. La tesi è totalmente stupida e contraddittoria, e contiene l'assurdità per cui internet sarebbe nemico del libro (fatto clamorosamente falso, al punto che chi ha una libreria sa bene quale temibile concorrente sia il commercio elettronico di libri: il libro è il bene più venduto su internet).

Se la stampa ufficiale ha dato tanto spazio alla tesi di un venduto come Nicholas Carr, che ha dato alle stampe (ma meglio sarebbe stato se l'avesse dato al cesso) il saggio The Big Switch: Rewiring the World form Edison to Google, è perché hanno paura non solo di perdere il mercato, ma di perdere il mercato più importante, quello mediante il quale avviene la manipolazione dell'opinione pubblica.

Il fatto che la tesi di Carr sia avvalorata dalle teorie della direttrice del centro per la lettura e il linguaggio della Tufts University di Bostonuna Maryanne Wolf, non significa molto, se non che anche le università sono sul mercato e sostenere una tesi insulsa come questa è utile alla carriera (com'è noto, i poteri forti sanno sempre come ricompensare. Si viene invitati a convegni, si creano movimenti d'opinione, etc. Si fa persino carriera nelle università, come quei medici che consigliano farmaci, non importa se nocivi).

Il caso di mercato nasce quando il periodico americano Atlantic Monthly ha recensito il volume di Carr, strombazzandolo con una copertina dal titolo inequivocabile: “Google ci sta rendendo stupidi?”.

La verità è che Internet ci sta emancipando. Oggi possiamo trovare qualsiasi risposta in pochi minuti, senza dipendere da chi manipola la verità. Questo è internet. Risposta immediata a qualsiasi domanda. Non dogma, ma lettura comparativa. Lettura che rende necessaria altra lettura. Passaggio dal dominio dell'informazione in cui un soggetto decide cosa i molti debbano sapere (e cosa no) ad un nuovo modello di società in cui la comunicazione è condivisa ed ognuno può fare verifiche, controverifiche e comunicare con tutti.

I venditori di giornali, gli operatori televisivi cominciano ad avere paura. Dobbiamo capire che questi titoli sono un'aggressione alla nostra libertà. Occorre combattere i corporativismi (come il residuato di fascismo che è l'ordine dei giornalisti), aggredire chi vorrebbe mettere la museruola a internet (come quei fanatici che vorrebbero sottoporre la gestione di un blog ad uso e controllo esclusivo di un giornalista iscritto all'ordine), bisogna tenere alta la guardia contro l'oscurantismo, sostenere assolutamente i movimenti open source.

 

 

2 commenti

per Internet

Davide,sono pienamente d'accordo su quanto hai pubblicato " Google ci rende stupidi?....IL tuo articolo e' una autentica pagina di verita':oiligriv

Non solo. Penso che a tutti

Non solo. Penso che a tutti sia capitato di leggere di tanto in tanto articoli di giornale su argomenti specialistici dei quali ha una conoscenza approfondita, per ragioni professionali o per semplice passione. Oppure di leggere la cronaca di un evento cui era capitato di assistere personalmente. Ebbene posso dire che praticamente TUTTE le volte che questo è accaduto ho osservato quanto poveri, infondati, errati, spesso assurdi fossero i contenuti degli articoli. Viene allora automatico porsi la domanda (retorica) di quale sia l'attendibilità degli altri, moltissimi, articoli che leggiamo riguardanti argomenti di cui sappiamo poco o nulla :-) Internet ci fornisce oggi la possibilità di informarci rapidamente su qualsiasi argomento anche iperspecialistico e di GIUDICARE quanto attendibile, professionale e scrupoloso sia stato il giornalista....temo che questo sia il terrore più profondo di una "casta" giornalistica che in Italia (si spera sempre che altrove sia meglio....chissà :-) brilla, salvo poche eccezioni, per pressapochismo e superficialità.