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Il suicidio assistito può essere legale anche per gli Italiani.

Marco Marchese
Marco Marchese
08/06/2008 - 21:33

Il 18 maggio scorso a Leinì (To) si è svolta l’assemblea annuale dell’Associazione Exit Italia (Associazione italiana per il diritto ad una morte dignitosa). Questo articolo non è una cronaca in quanto chi scrive è iscritto all’associazione e fa da punto di riferimento in Calabria.
L’assemblea ha approvato il bilancio consuntivo e quello preventivo, non erano previsti rinnovi di organi e quindi la parte importante si è centrata sull’intervento del Presidente, il Dr. Emilio Coveri, che ha relazionato sull’attività del 2007.
L’anno appena trascorso non ha visto centrare l’obiettivo di raggiungere almeno 2.000 iscritti, ma le adesioni sono comunque aumentate, anche grazie all’esperimento degli spot radiofonici diramati in Piemonte. Il presidente è stato audito in Senato sul tema testamento biologico dalla commissione sanità, presieduta dal Senatore Ignazio Marino che ha espresso vicinanza al Dr. Coveri e all’associazione, pur essendo contrario al tema stretto dell’eutanasia. Numerose altre sono state le attività, tutte documentate sul sito www.exit-italia.it
Il risultato più importante è stato raggiunto, nel corso dell’ultimo anno, con i contatti tenuti dalla Presidenza con la Exit-international di Berna che a breve accetterà anche gli italiani al loro protocollo per il suicidio assistito. Questo avviene dopo l’apertura da parte di Dignitas di Zurigo che già accetta gli italiani che dovessero richiedere l’accesso al suicidio assistito in Svizzera, dove questa pratica, a determinate condizioni, è depenalizzata.
L’assemblea si è conclusa con un breve dibattito su un documento, una lettera, che il sottoscritto aveva precedentemente inviato al Presidente e con l’approvazione informale sulle attività principali che vedranno impegnata l’associazione per i prossimi dodici mesi: la raccolta fondi per gli spot radio televisivi, la diffusione degli spot radio televisivi in alcune regioni del nord Italia e un’iniziativa informativa da concordare, eventualmente, con l’Associazione Luca Coscioni e da organizzare al sud.
Personalmente credo che il prossimo anno non vedrà passi in avanti sul dibattito che riguarda l’eutanasia e nonostante la c.d. informazione di massa, sporadicamente, si ricorda dell’argomento testamento biologico (sul quale per altro molti esponenti della destra italiana si sono espressi con un certo favore) anche su questo argomento non credo si apriranno spazi di dibattito significativi.
Purtroppo il clima politico che si è venuto a creare con il nuovo governo non lascia spazio alle tematiche di fine vita e neanche le opposizioni, credo, abbracceranno facilmente l’onere di tentare di portare nell’agenda politica l’argomento terapie del dolore, hospice, testamento biologico e figuriamoci l’eutanasia! Confido in ciò che potranno fare i 9 parlamentari radicali e confido il Silvio Viale, membro del consiglio generale della Exit-Italia e membro del comitato nazionale di Radicali Italiani; comitato che si riunirà in questo mese di giugno. Spero vivamente che possa rafforzarsi il dibattito in seno all’area radicale e confido nelle iniziative che possono svilupparsi, in collaborazione con la Exit e di quanti vorranno impegnarsi.
Nel frattempo che cos’accadrà nel nostro paese?
L’eutanasia clandestina (in tutte le sue forme: attiva, passiva, attraverso la desistenza terapeutica)  continuerà a rasserenare l’animo di chi non ce la farà più a resistere agli attacchi di terribili e dolorose malattie e in altre circostanze, sempre l’eutanasia clandestina, toglierà di mezzo malati ingombranti; magari, anche, con il favore d’incasso di una qualche eredità! Questo si che è pazzescamente folle e profondamente ingiusto! Intanto questo accadrà.
Per chi è iscritto alla Exit-Italia, oppure minimamente informato su questa associazione e nel caso dovesse patire una malattia incurabile  vi è uno spiraglio, una speranza direi, pur condizionata da tanti se:
se avessi la forza di potermi muovere e viaggiare;
se potessi andare in Svizzera senza necessità di essere accompagnato;
se conservassi la forza fisica tale da riuscire a bere da un bicchiere;
a queste condizioni chi ritenesse d’aver superato quella personalissima linea di demarcazione oltre la quale la vita perde di dignità e risulta non più vivibile può, oggi, attraverso le associazioni svizzere Dignitas e Exit-intenational accedere ai protocolli per il suicidio assistito.
Restano tutti i se di prima e quindi l’esclusione di quanti non possono viaggiare e di quanti non possono sopportare di andare a morire in solitudine, si perché anche il solo accompagnamento di una persona per questo scopo rischia  l’incriminazione in Italia e il processo penale.
Chi dovesse pensare che sia facile andare a morire probabilmente non ha mai riflettuto sulla vita; né si tratta di una passeggiata accedere ai protocolli di queste associazioni Svizzere che aiutano il fine vita. E siamo alle solite: santi in Italia e peccatori all’estero: quante volte l’ho sentito dire ad Emma Bonino ed è vero; con il discrimine che c’è sempre chi può permetterselo ed altri che non possono.
Questo è uno scoop! Peccato che queste 950 parole non siano state pubblicate su un corriere della sera, oppure su una repubblica, altrimenti il dibattito sarebbe già aperto e ci sarebbero ben tre schieramenti a fronteggiarsi, forse con qualche sedia in più nel salotto di quello lì, quello delle porte a porte: lo schieramento della vita fino all’ultimo rantolo, lo schieramento dei laicisti spregiudicati e assassini e probabilmente la consueta terza via italiana.
Ci sarebbe davvero bisogno di un dibattito pubblico a tutto campo, io aggiungo: senza esclusione di colpi, ma concesso a tutte le parti; sono convinto che si arriverebbe di volata almeno ad una legge sul testamento biologico.
Per adesso lo scandalo di un’associazione italiana che contatta e si informa oltre confine cosa si può e cosa non si può fare; lo scandalo sempre di questa associazione che di queste informazioni ne fa addirittura un opuscolo informativo e lo invia per posta ai suoi associati, e lo pubblica addirittura sul proprio sito internet, resta tutto qui alla vista e alla lettura di pochi intimi. Ma non si sa mai…

www.exit-italia.it

Exit presenta Dignitas

L’intervista ai Abolire la miseria della Calabria al Dr. Emilio Coveri, presidente della Exit-Italia

Marco Marchese

www.almcalabria.it