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EXODUS – European Theatre Project

Davide Crimi
Davide Crimi
14/05/2008 - 08:54

Progetto di cooperazione tra compagnie teatrali di Spagna, Francia, Germania, Austria, Polonia e Italia, questo interessante e ambizioso “joint theatre project” - pone le basi di "un teatro da costruire insieme” e traccia le direttrici di questa idea con linee essenziali e rigorose che, proprio per la semplicità di definizione e attuazione, appare ben fondata e con possibilità di sviluppo ulteriore.

Come ha sottolineato Paola Greco - direttore del Teatro Club di Catania, che ha ospitato la seconda tappa di un tour che ha debuttato a Malta la settimana precedente e proseguirà con le prossime date di Vienna, Monaco e Varsavia - lo spettacolo Exodus concretizza questa prima opera nel mese di maggio, mese delle iniziative europee, con un approccio che incontra l’attuale priorità indicata dalla Commissione UE, che è il dialogo tra culture diverse.

Richiamandosi alle esperienze del passato che hanno utilizzato il teatro come strumento di indagine antropologica, di inchiesta sulla natura e sui bisogni dell’uomo, Björn Potulski, direttore artistico del progetto, ha puntato l’attenzione sul fatto che Exodus è una storia raccontata da quattro uomini che parlano quattro differenti lingue, appartenenti a quattro diverse etnie. Per superare la barriera linguistica durante lo spettacolo appaiono dei sottotitoli, ma non si tratta di parole che vengono semplicemente lette. Questi uomini dicono altre cose oltre quello che appare nelle scritte e, anche chi non conosce la loro lingua, si accorge di capire al di là delle parole quello che questi uomini stanno dicendo, cosa chiedono, quali sono i motivi che li portano a ridere, a piangere, a disperarsi, a pregare, a chiedere di essere ascoltati.

“Si tratta di un approccio che tende al realismo, ma non intende ripercorrerlo come manierismo estetico. È realismo non perché si rifà al realismo del cinema o del teatro tra gli anni ’50 e ’60, ma perché indaga la realtà, guarda i fatti, l’oggettività delle cose, la verità dei racconti” ha chiarito Björn, illuminando così la scelta di portare sulla scena non attori ma persone vere che raccontano la loro storia, vissuta sulla pelle. Un collegamento via internet da Gerusalemme (con Maciej Adamczyk) completa il senso del racconto con l’attualità del reportage, da un luogo che rappresenta la sintesi delle paure e delle speranze del nostro tempo su scala globale.

All’incontro era presente anche Davide Crimi del centro cittadino Europe Direct Catania, punto di collegamento locale per le politiche di comunicazione europea, che ha chiesto a Björn se, dal suo punto di vista, un progetto europeo necessita più delle istituzioni o più dei cittadini. “Le istituzioni non esistono senza i cittadini” ha risposto “ma anche i cittadini senza un corretto funzionamento delle istituzioni non possono agire in modo da esprimere pienamente la loro vita sociale, le loro libertà fondamentali. Le istituzioni devono essere al servizio del cittadino, e non viceversa. In generale, credo che un’idea teatrale sia sempre un’idea di emancipazione, di libertà. Da tedesco, permettimi di dire che il muro che un tempo era a Berlino oggi è a Gerusalemme. Siamo per la caduta di tutti i muri, ma questo richiede tempo, coscienza, comprensione.”

Informazioni ulteriori sullo spettacolo Exodus e sul progetto European Theatre possono essere tratte dal sito www.eurotheatre.eu.

L’iniziativa è stata sponsorizzata da Landeshauptstadt München – Kulturrenferat, Federal Ministry for European and International Affaire, Ambassade de France a Malte, Embassy of the Federal Republic of Germany in Valletta, Consolato Generale di Germania a Napoli, Ambasada Niemiec Warszawa, Embajada de Espana, Armed Forces of Malta, ?sterreiches Hospiz, Drama Centre Malta, Polnisches Institut Wien, Strickland Foundation, Alliance Française de Malte.

 

 

 

Bjorn Potulski, Artistic Director Eurotheatre