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Nasce l'A.R.A. Associazione radicale antiproibizionista

Marco Marchese
Marco Marchese
09/05/2008 - 23:50

Il 4 maggio a Chianciano, al termine dei lavori dell'assemblea dei mille, nasce l'A.R.A., Associazione Radicale Antiproibizionista.

Il sito dell'associazione.

Ecco la mozione generale approvata:

l’Associazione radicale antiproibizionisti, riunita per la sua costituzione a Chianciano, nell’ambito dell’Assemblea dei Mille

Considerato:

il fallimento delle politiche proibizioniste
il continuo aumento di consumo ed abuso di sostanze stupefacenti
il danno economico e sociale del permanere di una logica legislativa repressiva e proibitiva
le obiettive condizioni di immobilismo riformatore espresso dalle forze politiche fino ad ora

Delibera


Il rilancio della lotta antiproibizionista radicale attraverso iniziative politiche ed azioni nonviolente.
Il coinvolgimento di altre forze politiche o movimenti antiproibizionisti.

Individua


Nel 2008 un momento privilegiato per l’azione nonviolenta radicale che risulta così inserita nel Satyagraha 2008 per la pace, la libertà, la democrazia.
Nell’invito ricevuto per la manifestazione di Bologna, 31 maggio, 1 e 2 giugno, un primo momento di contatto con la realtà antiproibizionista italiana.
Nell’ occasione del processo che si svolgerà a Siena, il 18 giugno 2008 mattina, a carico di Rita Bernardini, Giulio Braccini e Claudia Sterzi, rei confessi di disobbedienza civile, una occasione di manifestazione e di riunione, in collaborazione con l’Associazione Radicale Global Democracy di Siena

Si impegna


Considerati i tempi limitati nei quali è stata convocata e si svolge l’assemblea costituente, a convocare entro due mesi, con preavviso di almeno quindici giorni, una assemblea straordinaria

Fissa


per l’anno in corso la quota di iscrizione in 30 (trenta) euro, ridotta a 10 (dieci) euro per coloro che sono già iscritti ad almeno un altro soggetto della galassia radicale

Chianciano 4 maggio 2008

Ascolta l'audio dell'assemblea costituente l'associazione 

L'interessante intervento della segretaria Claudia Sterzi:

Amici e compagni,

benvenuti alla assemblea costituente dell'associazione radicale antiproibizionista. Penso che non sia questa la sede dove io debba ripetere tutte le ragioni e la storia dell'antiproibizionismo radicale, storia lunga, gloriosa ma anche non priva di incidenti di percorso, se non molto brevemente.
Per me la storia radicale antiproibizionista inizia nel 1975; in tale data la legge italiana, che risale al 1954 e al caso Montesi ( una ragazza morta durante un festino sesso droga e rock and roll al quale partecipavano giovani uomini politici D.C. ), non fa differenza tra droghe leggere e pesanti, né tra spacciatore e consumatore.
Questa legge, superficiale e proibizionista, ha nel 1975 già prodotto centinaia di morti e migliaia di crimini, ed è in modo chiaro tra i fattori che facilitano lo strepitoso successo commerciale dell'eroina dai ceti alti ai bassi, dalle città ai paesi, fino a diventare la "piaga sociale" che conosceremo negli anni ottanta.
Il Partito radicale è impegnato per la riforma della legge sulla droga e in particolare per impedire l'ingresso nel circuito carcerario e criminale dei consumatori di stupefacenti e dei tossicodipendenti.
Il 2 luglio 1975 Marco Pannella convoca una conferenza stampa a Roma nel corso della quale fuma uno spinello in pubblico; immediatamente arrestato e portato in carcere, riesce così ad aprire il dibattito pubblico sull'argomento.
Il commissario di polizia Ennio di Francesco che lo arresta, gli invia nei giorni seguenti un telegramma di solidarietà per il valore dell'iniziativa.
Momento Sera pubblica un appello in favore della scarcerazione, ponendo l'accento sulla differenziazione tra " spacciatori senza scrupoli" e "consumatori sprovveduti".
All'appello rispondono politici, personaggi del mondo dello spettacolo e di quella che oggi si chiamerebbe società civile.
Così scrive Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera del 24 luglio 1975: "Ma intanto devo dire che ho capito, tuttavia, che la lotta per la depenalizzazione della droga ( per quanto mi riguarda, anche di quella pesante ) è un atto centrale e non marginale di una lotta per la reale tolleranza. Perché? I miei colleghi intellettuali si dichiarano quasi tutti convinti che l'Italia, in qualche modo, sia migliorata. In realtà l'Italia è un luogo orribile: basta andare qualche giorno all'estero e poi ritornare. Ho avuto la misura dell'abisso in cui gli italiani si dibattono, come vermi, addirittura tornando da Barcellona ( città peraltro che dà un'angoscia da togliere il fiato: il passato è irrespirabile ). E parlo soprattutto dell'Italia dei giovani. Dunque se c'è qualcuno che, accorgendosi inconsapevolmente, magari, e magari attraverso mitizzazioni sotto-culturali, di questo, vuole morire, come può una società che gli offre si sé un così tragico e ripugnante spettacolo, impedirgli di farlo?"
Alla fine del 1975 la legge viene cambiata in un'altra altrettanto proibizionista ma più sottile, che e distingue droghe leggere e pesanti, spacciatore e consumatore. Segue la Iervolino Vassalli, che afferma al suo primo capoverso che drogarsi è un reato, affermazione ridicola quanto stupida; ci vuole un referendum per fermare il tentativo di reintrodurre il reato di semplice consumo, così come ci vogliono anni di calunnie, falsità, omissioni, disinformazione consapevole e colpevole, per far sì che i ragazzi che incontriamo ci dicano: anche i radicali non hanno fatto nulla per legalizzare la droga. Quale azione è possibile? La disobbedienza civile tentata da Marco Pannella e dai radicali e le molte altre che sono seguite, non ha sortito per ora effetti né sulla legge né sull'applicazione, perché non la conosce nessuno se i radicali stessi questo grazie al barbaro sistema di malainformazione italiana ; è ovvio che i consumatori sono così tanti che basterebbe una presa di coscienza collettiva, ma la maggior parte non vuole uscire dalla clandestinità, un po' perché si rischiano sanzioni amministrative e penali, un po' perché il dibattito pubblico sull'argomento è impedito e la vergogna impedisce l'outing ( genitori e mariti che fumano di nascosto ai figli e alle mogli e viceversa, commercianti e capuffici che fumano di nascosto a clienti e dipendenti e viceversa ecc ecc).
Anche in questi giorni, e ricordo l'appuntamento del 18 giugno a Siena per il processo a Rita Bernardini, Giulio Braccini e Claudia Sterzi, sono in corso processi ai radicali per le loro azioni di disobbedienza civile sulla droga ( cessione gratuita ), ma nessun settimanale né quotidiano pubblica più queste notizie.
Nel frattempo il fenomeno sociale dell'uso e abuso di droghe non si è certo ridotto, anzi si è ampliato con l'invenzione di nuove droghe sintetiche, con la smitizzazione dell'atto sotto-culturale fino a renderlo semplice atto di consumo con tanto di sponsor e testimonial, con lo scadimento progressivo della qualità e degli effetti indotti, con un ulteriore aggravamento delle leggi, la Giovanardi Fini, e ultimamente, il 24 scorso, con la stupefacente, davvero, brutta e illiberale sentenza della Corte di Cassazione che ribadisce l'assoluto divieto di coltivare anche una singola pianta di cannabis sul balcone di casa propria.
Da troppi anni il dibattito pubblico e l'iniziativa legislativa sono impantanati in una riduttiva ripetizione di luoghi comuni e errati, come l'obbligatorietà di una escalation da droghe leggere a pesanti, l'importanza delle "cattive compagnie", ecc.; dunque trenta anni di storia inutile? E' giusto o possibile buttare via tutta questa storia, esperienza, conoscenza? Per me no, ed è per questo che sono qui.
Quando ho cominciato ad annunciare la costituzione di una forma associativa di genere radicale che rilanciasse la lotta antiproibizionista, ho incontrato molti entusiasmi, tanto che siamo già un centinaio, ancor prima di nascere, ma anche molte critiche e dubbi. Non va bene associazione ma sarebbe meglio lega, no coordinamento, la parola radicale non ci dovrebbe essere, perché non rimettere in piedi qualcuno dei soggetti precedenti invece di costituire un nuovo soggetto, ecc ecc.
La convocazione è stata per forza di cose e di avvenimenti contingenti frettolosa; vi chiedo oggi di partecipare con me a costituirla, intanto, in modo che possiamo iniziare a parlare e ad agire senza far passare altro tempo, e trovate in mozione generale l'impegno a convocare entro due mesi una assemblea dove ci prenderemo una giornata per discutere e dibattere su tutto quello che concerne i particolari, comprese le eventuali modifiche statutarie saranno collettivamente ritenute da noi opportune.
Le intenzioni basilari sono: recuperare e studiare la storia dei processi per disobbedienza civile in Italia, con particolare attenzione alla perdita dei diritti elettorali passivi, alla schizofrenia delle sentenze applicate, alla giurisprudenza maturata; porre l'attenzione sulla convergenza "droghe come farmaci", una duplicità che si è mantenuta nella parola inglese drug, allo stesso tempo farmaco e droga, e che ritorna chiara nelle definizioni dei manuali farmacologici e della Organizzazione Mondiale della Sanità, seconda la quale si dicono farmaci e droghe " tutti i composti che introdotti in un organismo vivente possono modificarne una o più funzioni" e sviluppare, in sede di studio, di dibattito e di iniziativa politica, i temi: cannabis terapeutica, psicofarmaci, doping, somministrazione di eroina controllata; analizzare le nuove diffusioni di sostanze stupefacenti: cocaina, pasticche, ecc., e delle droghe legali come alcool, tabacco e caffeina, consolidando un discorso e un dibattito organico e strutturato sull'uso e l'abuso di sostanze psicoattive; allargare il punto di vista in senso transnazionale sui problemi inerenti la coltivazione, il commercio e le legislazioni internazionali, in accordo e in collaborazione con la Lega Internazionale Antiproibizionista, anche attraverso la stesura di un rapporto annuale sul rapporto costi/benefici di politiche e strategie; sostenere l'antiproibizionismo anche su altri temi, come politica di sviluppo sociale e come argine ai fenomeni clandestini incontrollati: prostituzione, aborto, ricerca scientifica, immigrazione ecc.
Pongo fin da ora la mia candidatura alla segreteria, vorrei che Rita Bernardini accettasse una presidenza onoraria, e sollecito la candidatura alla tesoreria di Giulia Simi.

Lo statuto dell'associazione

Atto costitutivo dell' Associazione radicale antiproibizionisti

S T A T U T O


Noi sottoscritti, riuniti a Chianciano, in data 04/05/2008, animati dalla comune volontà di rilanciare le iniziative radicali antiproibizioniste e nonviolente, di promuovere e coordinare la lotta antiproibizionista in Italia e in Europa, ci costituiamo in Associazione radicale antiproibizionisti.

Articolo 1 - NOME E SEDE

1.1. E' costituita l'associazione senza scopo di lucro “@.r.a. (Associazione radicale antiproibizionisti) “ con sede legale in Roma, Via di Torre Argentina 76.
1.2. L'Associazione è retta dal presente Statuto in conformità alle leggi e regolamenti in vigore.
1.3. L'Associazione è costituita per una durata illimitata.
1.4. L’Associazione aderisce e si federa alla Galassia radicale.

Articolo 2 - SOCI

2.1. Chiunque può aderire all'Associazione e divenirne Socio. L'adesione all'Associazione come Socio ha validità annuale.
2.2. Le condizioni per divenire Socio sono l'accettazione del presente Statuto ed il versamento della quota annuale di iscrizione all'Associazione stabilita dal Tesoriere in accordo con il Segretario.

Articolo 3 - ORGANI

3.1. Sono organi dell'associazione: l’Assemblea dei Soci, il Presidente, il Segretario, il Tesoriere.
3.2 Il segretario può nominare una giunta, perché lo coadiuvi nell'attività politica ed organizzativa.
3.2. Il mandato degli organi elettivi è rinnovato dall'assemblea: ordinaria o straordinaria.
3.3. Entro 60 giorni dall’elezione, Segretario, Tesoriere ed eventuali componenti di Giunta, sono tenuti, pena decadenza, a regolarizzare la propria iscrizione all’Associazione e a iscriversi ad almeno uno degli altri soggetti radicali.

Articolo 4 - L’ASSEMBLEA DEI SOCI

4.1. L’Assemblea dei Soci è il massimo organo deliberativo dell'Associazione e ne stabilisce gli obiettivi dell'azione politica annuale. È costituita da tutti gli iscritti all'Associazione.
4.2. L’Assemblea si riunisce in sessione ordinaria una volta all'anno, e si tiene in forma pubblica. E’ convocata dal Segretario e dal Tesoriere, mediante l'invio, anche solo via e-mail, dell’ordine del giorno agli Iscritti almeno quindici giorni prima del suo svolgimento.
4.3. L'Assemblea dei soci elegge il proprio presidente; discute ed approva l'ordine dei lavori e il regolamento.
4.4. L’Assemblea in sessione ordinaria discute ed approva: il bilancio annuale, la mozione politica annuale ed eventuali modifiche allo Statuto. Elegge secondo le modalità previste il Tesoriere e il Segretario
4.5. L’Assemblea può essere convocata in seduta straordinaria dal Segretario dell'Associazione sulla base di una lettera di convocazione motivata, o qualora ne facciano richiesta almeno 1/3 dei soci dell'Associazione.
In ogni caso la convocazione dell’Assemblea deve essere comunicata ai soci con almeno 15 giorni di anticipo.
4.6. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese con voto a maggioranza relativa, salvo casi specifici regolati dal presente statuto.
4.7. Modalità di elezione del Presidente, del Segretario e del Tesoriere
Per l'elezione del Presidente, del Segretario e del Tesoriere, ogni iscritto dispone di un voto; è eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza relativa dei voti validamente espressi.

Artivolo 5 - IL PRESIDENTE

5.1. Il Presidente vigila sull'osservanza dello Statuto.
5.2. Il Presidente esercita, di concerto con il Segretario, la rappresentanza politica dell'Associazione.

Articolo 6 - IL SEGRETARIO

6.1. Il Segretario è eletto dall’Assemblea dei Soci e resta in carica per un anno. Il mandato è rinnovabile.
6.2. Il Segretario promuove e coordina l'attività politica e garantisce l'attuazione dei deliberati del Congresso. Ha la responsabilità e la rappresentanza legale e politica dell'Associazione.
6.3. Il Segretario presenta all'Assemblea dei Soci una relazione sull'attività svolta.
6.4. Il Segretario può attribuire incarichi per specifiche iniziative politiche, di studio, di coordinamento, costituendo uno o più Comitati tematici e nominandone, per ognuno di essi, un Coordinatore che ne è responsabile politico.
6.5. Il Segretario d’intesa con il Tesoriere può nominare entro quindici giorni dalla data dell’Assemblea i componenti della Giunta in numero non superiore a sette.

Articolo 7 - IL TESORIERE


7.1. Il Tesoriere è eletto dall’Assemblea dei Soci e resta in carica per un anno. Il mandato è rinnovabile.
7.2. Il Tesoriere ha la responsabilità, d'intesa con il Segretario, della gestione amministrativa e della politica finanziaria dell'Associazione e ne apre e gestisce i conti correnti bancari e postali.
7.3. Il Tesoriere promuove e coordina le attività organizzative e di propaganda.
7.4. Il Tesoriere predispone e redige il bilancio e lo presenta all'Assemblea dei Soci per l'approvazione.
7.5. I bilanci dell'Associazione sono pubblici.

Articolo 8 - PROCEDURA DI MODIFICA DELLO STATUTO

8.1. Il presente Statuto può essere modificato soltanto dall’Assemblea dei Soci, alla presenza di almeno un quarto degli iscritti, e con votazioni a maggioranza dei due terzi dei presenti.
8.2. La possibilità di discussione delle modifiche statutarie viene inserita nell’ordine del giorno dell’Assemblea.

(approvato in data 4 maggio 2008, Chianciano)

www.almcalabria.it

4 commenti

In the commodities

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L'efficacia delle verità scientifiche dell'@ra.

Il 19 luglio a Roma presso la sede del Partito Radicale ho seguito in qualità di iscritto i lavori dell'assemblea dell'Associazione Radicale antiproibizionisti.
Il dibattito si è sviluppato, come la storia radicale attesta, senza alcun pregiudizio, ma con un approccio scientifico, di ricerca, quello che a tanti, ai più, questa informazione ha negato e continua a negare.
L'antiproibizionismo è stato individuato come l'unica alternativa scientifica non violenta, alla luce delle contraddizioni esplosive che il disordine degli attuali equilibri planetari continua a proporre.
Le normative italiane, dalla droga alle cure mediche, dalla prostituzione ai costi per la sicurezza sono state raffrontate con le importanti novità di altri Paesi europei e non solo, e analizzate alla luce di business globali sempre più violenti perchè sempre meno programmati per il benessere, l'indipendenza ed i diritti di tutti.
Centrale negli interventi dei lavori l'alternativa di linguaggio e di significato che parole e termini da sempre nella nostra opulenza hanno assunto: protezione, sicurezza, controllo, conoscibilità, libertà della persona.

L'interpretazione dei dati dei seguenti Rapporti

Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2007

Rapporto annuale dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (qui il documento integrale)

Rapporto mondiale sulla droga 2007 (qui il documento integrale, in .pdf) da parte di Antonio Maria Costa, direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine.

evidenzia a mio avviso fondamentalmente un assetto di equilibri, cambiati in alcuni casi per aree geografiche nelle quantità di sostanze utilizzate e nelle rotte dei traffici , ma standardizzati come struttura del crimine, che nutre e che costituisce il percorso del nostro sviluppo produttivo e del nostro benessere, incentrato attorno a privilegi di perbenismo da sempre opportunamente coperti.
Le legislazioni di diversi Paesi europei, che pure ci sono e sono importanti, costituiscono la guerra oggi in atto contro quella mistificata che passa l'informazione ufficiale.
“Curare le persone che soffrono a causa della droga” sostiene Antonio Maria Costa, direttore dell’ Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine “è un investimento nella salute dei nostri Paesi così come lo sono il trattamento dell’Aids, del diabete o della tubercolosi”.
Questo il conflitto da sempre eliminato: curare le persone perchè incapaci di farcela da sole... o garantire in un'altra qualità di confronto, in un'altra politica, in una diversa informazione, LA CONOSCENZA... che è diritto, che è vita del diritto, che è libertà della persona come responsabilità, contro tutte le bugie degli artifici di ogni tipo a servizio esclusivo degli affari...
Due modelli alternativi di società e di assetti globali che i lavori dell'Assemblea attraverso un altro linguaggio ed in nuovi significati hanno evidenziato.
Da una parte i costi per lo Stato con il malessere sociale che ne consegue; dall'altra, nascosti da un'informazione che da sempre ha fatto di tutto per mantenerli tali, fondamentalismi di corporazioni sempre più chiuse e arroccate nei loro privilegi, che vengono giustificati con paure che coprono viceversa rilevanti interessi economici.
Il nemico è la ragione, è la ricerca scientifica in tutti i campi per LA CONOSCENZA come sinonimo di democrazia e libertà, cioè stato di diritto: l'articolo 32 della Costituzione che, grazie alle battaglie di Luca Coscioni, di Piergiorgio Welby, di Giovanni Nuvoli ed oggi grazie alla discussione apertasi a seguito della sentenza sul caso di Eluana Englaro, ha riacquistato la sua dignità giuridica come pieno rispetto delle volontà della persona senziente e come diritto per una persona non più senziente di vedere riconosciute le sue volontà precedentemente espresse.
In quali strumenti e percorsi in questa globalizzazione, c'è il rispetto fino in fondo anche della verità delle nostre volontà singole e collettive?
“Il fatto che gli attentati di Madrid sono stati finanziati direttamente con tir pieni di hashish, rischiamo di scordarcelo... La notizia che in Afghanistan la coltivazione del grano comincia a diventare economicamente più conveniente rispetto a quella dell'oppio, dato l'aumento del prezzo del grano, è un altro di quei problemi planetari, globali che poi ci riporta al picco del petrolio, all'esplosione demografica, al problema dell'energia... La notizia che le cliniche di chirurgia estetica in america tesaurizzano il grasso che viene portato via nelle operazioni di liposuzione e lo rivendono ad un'azienda se non erro finlandese, ma ce ne sono diverse, per estrarre olio combustibile dal grasso umano, è uno di quei problemi... Andiamo da un 30% di popolazione obesa negli Stati Uniti d'America quindi con il grande problema dello zucchero e la visione di una società che ti impone un modello salutista perchè se tu vuoi fare uno stato sociale con il 30% di popolazione che si ammala o perchè tabagista, o perchè drogata, o perchè sovrappeso, o perchè fuori forma, diventa insostenibile e quindi c'è la risposta autoritaria a questo genere di situazioni. Le notizie ci riportano ad un piano globale; nel piano globale del diritto c'è il fatto che un certo tipo di comportamento fa riferimento ad una scala di risposte che comporta che ti tagliano la testa in Arabia Saudita se fai lo smuggling dell'alcool, mentre in altri Paesi, come in Italia, siccome non ci sono i controlli adeguati nelle strade, puoi guidare ubriaco o drogato e con 2 anni e 6 mesi riavere tranquillamente la patente. L'antiproibizionismo (prostituzione, sesso ecc.), è un problema globale perchè è il problema globale dei diritti umani...
Il problema della risposta che si da in termini di non violenza e di ideazione di un'alternativa, deve porsi il problema dell'efficacia...”

Dall'intervento di Gaetano Dentamaro.

Eletti: segretaria Claudia Sterzi, tesoriera Paola Vadalà.

link alla registrazione audio e video dell'assemblea.

A seguire lo Statuto (modificato) e la mozione generale approvati.

Atto costitutivo dell' Associazione radicale antiproibizionisti

S T A T U T O

Noi sottoscritti, riuniti a ROMA, in data 19/07/2008, animati dalla comune volontà di rilanciare le iniziative radicali antiproibizioniste e nonviolente, di promuovere e coordinare la lotta antiproibizionista in Italia e in Europa, ci costituiamo in Associazione radicale antiproibizionisti.

Articolo 1 - NOME E SEDE

1.1. E' costituita l'associazione politica “@.r.a. (Associazione radicale antiproibizionisti) “ con sede legale in Roma, Via di Torre Argentina 76. L’Associazione sostiene le iniziative del Partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito e dei soggetti costituenti dello stesso.

Articolo 2 - SOCI

2.1. Chiunque può aderire all'Associazione e divenirne Socio. L'adesione all'Associazione come Socio ha validità per l’anno in corso
2.2. Le condizioni per divenire Socio sono l'accettazione del presente Statuto ed il versamento della quota annuale di iscrizione all'Associazione stabilita dal Tesoriere in accordo con il Segretario

Articolo 3 - ORGANI

3.1. Sono organi dell'associazione: l’Assemblea dei Soci, il Segretario, il Tesoriere.
3.2 Il segretario può nominare una giunta, perché lo coadiuvi nell'attività politica ed organizzativa.
3.2. Il mandato degli organi elettivi è rinnovato dall'assemblea: ordinaria o straordinaria.
3.3. Entro 60 giorni dall’elezione, Segretario, Tesoriere ed eventuali componenti di Giunta, sono tenuti,pena decadenza, a iscriversi ad almeno uno degli altri soggetti radicali.
3.4. L’Assemblea dei Soci può deliberare l’ elezione di un Presidente

Articolo 4 - L’ASSEMBLEA DEI SOCI

4.1. L’Assemblea dei Soci è il massimo organo deliberativo dell'Associazione e ne stabilisce gli obiettivi dell'azione politica annuale. È costituita da tutti gli iscritti all'Associazione.
4.2. L’Assemblea si riunisce in sessione ordinaria una volta all'anno, e si tiene in forma pubblica. E’ convocata dal Segretario e dal Tesoriere, mediante l'invio dell’ordine del giorno agli Iscritti almeno quindici giorni prima del suo svolgimento.
4.3. L'Assemblea dei soci elegge il proprio presidente; discute ed approva l'ordine dei lavori e il regolamento.
4.4. L’Assemblea in sessione ordinaria discute ed approva: il bilancio annuale, la mozione politica annuale ed eventuali modifiche allo Statuto. Elegge secondo le modalità previste il Tesoriere e il Segretario. Stabilisce la quota di iscrizione all’Associazione.
4.5. L’Assemblea può essere convocata in seduta straordinaria dal Segretario dell'Associazione sulla base di una lettera di convocazione motivata, o qualora ne facciano richiesta almeno 1/3 dei soci dell'Associazione.
In ogni caso la convocazione dell’Assemblea deve essere comunicata ai soci con almeno 15 giorni di anticipo.
4.6. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese con voto a maggioranza, salvo casi specifici regolati dal presente statuto.
4.7. Modalità di elezione del Presidente, del Segretario e del Tesoriere
Per l'elezione del Presidente, del Segretario e del Tesoriere, ogni iscritto dispone di un voto; è eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza dei voti validamente espressi.

Artivolo 5 - IL PRESIDENTE

5.1. Il Presidente vigila sull'osservanza dello Statuto.
5.2. Il Presidente esercita, di concerto con il Segretario, la rappresentanza politica dell'Associazione.

Articolo 6 - IL SEGRETARIO

6.1. Il Segretario è eletto dall’Assemblea dei Soci e resta in carica per un anno. Il mandato è rinnovabile.
6.2. Il Segretario promuove e coordina l'attività politica e garantisce l'attuazione dei deliberati del Congresso. Ha la responsabilità e la rappresentanza legale e politica dell'Associazione.
6.3. Il Segretario presenta all'Assemblea dei Soci una relazione sull'attività svolta.
6.4. Il Segretario può attribuire incarichi per specifiche iniziative politiche, di studio, di coordinamento, costituendo uno o più Comitati tematici e nominandone, per ognuno di essi, un Coordinatore che ne è responsabile politico.
6.5. Il Segretario d’intesa con il Tesoriere può nominare entro quindici giorni dalla data dell’Assemblea i componenti della Giunta in numero non superiore a sette.

Articolo 7 - IL TESORIERE
7.1. Il Tesoriere è eletto dall’Assemblea dei Soci e resta in carica per un anno. Il mandato è rinnovabile.
7.2. Il Tesoriere ha la responsabilità, d'intesa con il Segretario, della gestione amministrativa e della politica finanziaria dell'Associazione e ne apre e gestisce i conti correnti bancari e postali.
7.3. Il Tesoriere promuove e coordina le attività organizzative e di propaganda.
7.4. Il Tesoriere predispone e redige il bilancio e lo presenta all'Assemblea dei Soci per l'approvazione.
7.5. I bilanci dell'Associazione sono pubblici.

Articolo 8 - PROCEDURA DI MODIFICA DELLO STATUTO

8.1. Il presente Statuto può essere modificato soltanto dall’Assemblea dei Soci, alla presenza di almeno un quarto degli iscritti, con votazioni a maggioranza dei due terzi dei presenti.
8.2. La possibilità di discussione delle modifiche statutarie viene inserita nell’ordine del giorno dell’Assemblea.

(approvato in data 19 luglio 2008, Roma)

MOZIONE GENERALE

L’Associazione radicale antiproibizionisti;

Considerato:
il fallimento delle politiche proibizioniste
il continuo aumento di consumo ed abuso di sostanze stupefacenti
il danno economico e sociale del permanere di una logica legislativa repressiva e proibitiva
le obiettive condizioni di immobilismo riformatore espresso dalle forze politiche fino ad ora

Delibera

Il rilancio della lotta antiproibizionista radicale, in particolare sulle sostanze psicotrope, doping, psicofarmaci e sulla prostituzione, attraverso iniziative politiche ed azioni nonviolente. L’azione, da svolgersi su diversi livelli, parlamentare, di iniziativa popolare, di raccolta e presentazione dati, documenti, studi, di organizzazione di disobbedienze civili, dovrà convergere temporalmente, con il coinvolgimento di altre forze politiche o movimenti antiproibizionisti.

La creazione di un sito web che sia di piattoforma e di strumento di lavoro per la coordinazione sia territoriale che temporale.

Individua

Nel 2008 un momento privilegiato per l’azione nonviolenta radicale che risulta così inserita nel Satyagraha 2008 per la pace, la libertà, la democrazia

Si impegna

ad organizzare assemblee in diverse città italiane; è stata già avviata l’organizzazione di assemblee a Bolzano, Bologna, nel Sud Italia, a Perugia.

Su suggerimento e in collaborazione con l’Associazione “Senza Fissa Dimora” a “documentare, paese per paese, città per città, a partire proprio dalle cronache quotidiane, come si manifesta e articola il flagello proibizionista

Fissa
per l’anno in corso la quota di iscrizione in 30 (trenta) euro, ridotta a 10 (dieci) euro per coloro che sono già iscritti ad almeno un altro soggetto della galassia radicale

Roma, 19 luglio 2008

Claudio Giuseppe Scaldaferri

chiedo scusa, giovanardi

chiedo scusa, giovanardi fini ps la bossi fini fa schifo ugualmente

per carità.......

Noi radicali ormai facciamo cagare: ci siamo ricordati dell'antiprobizionismo solo una volta terminata la nostra esperienza al governo.Troppo comodo cosi; In 2 anni di maggioranza, essendo noi troppo impegnati nella meritoria attività di giapponesi del grande romano prodi della quale tanto ci vantiamo(mi cojoni), non abbiamo fatto neanche mezzo tentativo di modificare almeno parzialmente la bossi fini e adesso partiamo lancia in resta con le solite stronzate del "noi che da 30 anni ci battiamo per questo e per quello etc etc"...........ma per carità