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Dopo il diluvio e dopo Chianciano.... che famo?

Giuseppe Candido
Giuseppe Candido
07/05/2008 - 22:46

Sono trascorsi un po’ di giorni dal “diluvio” del 13 e 14 aprile e a mente più fredda si può fare un’analisi migliore.

Sono stato all’assemblea dei mille, ho sentito i vari interventi e quelli che mi sono perso lo riascoltati sul sito della radio radicale. Certo è che Veltroni, che correva da solo (o meglio, con solo Di Pietro) ha perso le elezioni e quello capace di tutto le ha vinte. C’era da attenderselo già a gennaio, appena caduto il Governo Prodi. Per i radicali, se volessimo, potremmo dire che è andata anche bene. L’unico piccolo, grande, partito ad essere sopravvissuto per puro caso con nove eletti in Parlamento.

Se ci fermassimo però a questa lettura sarebbe assai riduttivo. Gli analisti dei flussi elettorali concordano col dire che i voti mancati alla sinistra arcobaleno – al nord - sono andati alla Lega o si sono astenuti. Nessuno, tra i tanti amici che conosco di Rifondazione, è andato a votare il voto utile giù in Calabria dove la lega non c’era nemmeno. Molti elettori dell’area comunista nonviolenta e verde non sono andati a votare. E molti altri di loro che conosco simpatizzano per il “grillo” nazionale. Questo si chiama antipolitica e che i politici tendono, specialmente dopo essersi rinfrancati dal voto popolare, a minimizzare. E invece no, bisogna ricordarlo: queste elezioni sono state una farsa democratica anticostituzionale dove non potevamo scegliere ne il parlamentare e – questa volta – nemmeno una bella rosa che meglio ci avrebbe rappresentato. Sta di fatto che tutti hanno preso una batosta nel centro sinistra. I socialisti con la loro tentata (e fallita) unità dovrebbero ricordare l’unità che invece si sentiva, lo scorso 12 maggio 2007, sotto al palco del Coraggio Laico. Che altro che assemblea dei mille. Una piazza Navona stracolma di gente. La sinistra arcobaleno si è liquefatta sotto l’acida mancanza di progetto e una credibilità ridotta proprio perché soggetto e non progetto.

Speriamo che oggi i nostri cari compagni e le nostre care compagne comuniste nonviolente o verdi (quelli che non bruciano bandiere d'israele e non boicottano la cultura) si vogliano - anche loro - dare da fare per costruire e dare vita assieme a Marco Pannella, ai radicali una sinistra laica, socialista, liberale, federalista, ecologista, nonviolenta e – soprattutto – credibile!

Come dice Pannella e come posso personalmente testimoniare, per la mia esperianza limitata ai pochi anni di militanza, esiste un modello di partito, fatto di associazioni tematiche e di associazioni transpartitiche e transnazionali, che "esiste e resiste" da oltre 50 anni portando avanti le battaglie che davvero – nella storia di questo Paese – hanno dato l’Unità (quella con la u maiuscola) alla sinistra: battaglie come quella del divorzio, come quella sull’aborto. In tempi meno storici basti pensare all’Unità a sinistra (ma non solo) che ha dato la battaglia di Piergiorgio Welby. Beh? Che aspettano questi leader, cosa credono di fare a Luglio nel congresso di soli delegati, di sole oligarchie. Cosa pensano di cambiare solo alcune poltrone per ripresentarsi di nuovo non credibili? Speriamo che non sia così, gli elettori non lo capirebbero neanche questa volta. Io ho deciso: mi iscrivo anch’io a “Giuseppe”.. un nuovo soggetto politico per essere noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

3 commenti

Che fanno?

Pannella tenta di rimanere a galla chiedendo l'aiuto di Pecoraro Scanio,Caruso,Casarin e gente del genere. Bertinotti,che è una persona seria,lo ha già liquidato. Pannella forse rimarrà a galla,ma solo come certe...cose.

Anche io mi iscrivo a

Anche io mi iscrivo a ..."Marco" per democratizzare, legalizzare, moralizzare la politica e l'Italia.

"giuseppe"

è il soggetto politico che potremmo chiamare come si vuole... lo ha coniato Pannella al posto del solito "filippo"
[Giuseppe Candido](http://www.almcalabria.it/)