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4 aprile 2008. Fini a Napoli in Piazza del Plebiscito. W Napoli, w l’Italia, w il Popolo della libertà.

Giuseppe Candido
Giuseppe Candido
04/04/2008 - 20:05

Per combattere la camorra lotta alle droghe e proibizionismo. Ancora?! :-))

Che la spazzatura, quella politica, fosse arrivata all’apice ce ne eravamo accorti. Una situazione di democrazia alterata quella che oggi viviamo in Italia. Ma il superamento del peggio – in politica - è sempre possibile. Se il porcellum della legge elettorale nelle passate elezioni ci aveva tolto la possibilità di dare la preferenza e scegliere il parlamentare oggi – la scelta di andare da soli di Veltroni e di Berlusconi, ci ha tolto anche la possibilità di scegliere quale coalizione e quale premier per il prossimo governo. Sono infatti possibili soltanto due nomi nel prossimo futuro: Veltroni o Berlusconi.

Per questo cercavo una caratterizzazione che rendesse non utile ma almeno volta al male minore per il Paese che amo, l’unica scelta tra le due che oggi ci è consentita. Ma non riuscivo davvero a trovarla.

La soluzione me l’ha data Gianfranco Fini e la sua “nuova” strategia per la lotta alle mafie nel mezzogiorno: il proibizionismo sulle droghe! COSA!!! Ancora?!

Nel suo comizio in piazza del Plebiscito a Napoli, Gianfranco Fini lancia la sua sprezzante lotta alla camorra. E, invece di fare un’analisi attenta del fenomeno del consumo di droghe che dimostrerebbe come, carte alla mano, proprio dalle droghe illegali (leggere o pesanti che siano) e non certo da quelle il cui consumo è legalizzato (come oggi lo sono alcol e tabacco che però leggere certo non sono ma che nessuno si sognerebbe di proibire) le mafie, le camorre, e le ‘ndrine abbiano tratto e tuttora traggano, enormi capitali illegali che poi vengono re-impiegati in attività legali o para legali che falsano il libero mercato e che conferiscono alle mafie quel potere che oggi tutti i magistrati più esperti denunciano, la soluzione qual'è? Ancora proibizionismo. E’ vero non solo la droga alimenta le mafie. Da qualche anno il mezzogiorno ha anche il carro dei fondi comunitari che contribuisce a finanziare lucrosamente le casse delle mafie come dimostrano le inchieste di Report e non solo, le numerose indagini della Magistratura e i numerosi arresti anche di politici calabresi direttamente collegati a clan e famiglie. Famiglie che poi condizionano gli appalti, la distribuzione dei fondi europei e la sanità in Calabria e nel mezzogiorno. Ancora proibizionismo significa mantenere ancora inalterato l’enorme flusso dei proventi alle mafie dai traffici di droghe illegali.

Da sempre il proibizionismo sulle droghe ha alimentato mafie e criminalità comunque organizzate. Come l’alcol proibito, negli anni del proibizionismo americano, alimentava Capone, oggi le leggi proibizioniste sulle droghe – che puniscono penalmente pure il consumatore - mantengono in vita traffici illeciti assai lucrosi per le mafie senza – di contro – produrre il beneficio sperato: quello della riduzione dei consumi e del danno (anche sociale) che le droghe – sia quelle proibite sia quelle legali - continuano paradossalmente a causare. Non mi aspettavo certo, ascoltando il comizio di Fini e Berlusconi dalle frequenze di Radio Radicale, di sentire parole antiproibizioniste. Ma che come soluzione al problema della ndrangheta in Calabria e la Camorra in Campania e le mafie in genere il PdL proponga, ancora – di nuovo – lotta alle droghe in perfetto stile proibizionista addirittura mi sembra un paradosso. Se Veltroni, rilegando la questione delle mafie a vicenda meridionale da trattare nei soli comizi del sud, si era inizialmente guadagnato le critiche di Saviano – lo scrittore autore di Gomorra costretto a vivere sotto scorta – che però poi ha apprezzato le parole dette nei comizi calabresi e campani, Fini bisogna dire che – per la lotta alle mafie e alle collusioni delle mafie con le amministrazioni comunali, provinciali e regionali delle regioni del sud Italia - ha detto davvero poco, davvero troppo poco. Come se il problema fosse quello di qualche ragazzo che fuma uno spinello. Come se i fondi comunitari nel mezzogiorno venissero spesi in droga party. W Napoli, W L’Italia e W il PdL. Però – in tutto questo – sono riuscito a trovare un punto di forte differenza nel programma per la lotta alle mafie che ci lascia intravedere in Valter Weltroni – no un voto utile – ma almeno quel “male minore o minor male” in cui sarà più facilmente possibile costruire democrazia, giustizia e libertà di cui l’Italia ha sempre più urgente bisogno.