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Il Vaticano e il marchio DOC sulla natura umana

Marco Marchese
Marco Marchese
30/03/2008 - 13:32
Nell'inchiesta:
Omosessualità
Il Cardinale Javier Lozano BarraganIl Cardinale Javier Lozano Barragan

Associazione Certi Diritti: ora il Vaticano se la prende anche contro le persone transessuali, non bastavano gli anatemi contro lesbiche e gay?

Il Segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, Sergio Rovasio dichiara: “Le affermazioni contro le persone transessuali del Cardinale Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Ministro della Salute della Città del Vaticano, sono sconcertanti e lasciano allibiti. Altro che transfobia! Sostenere infatti che “l’essere transessuale non va d’accordo con la morale cattolica e cristiana” o addirittura che tale condizione è “contro la natura umana”, e che “l’identità umana è uomo o donna, ma niente di intermedio” è la totale negazione di una realtà umana difficile, complessa che merita rispetto e magari anche amore cristiano.

Si potrebbe ricordare a sua Eminenza che sono decine di migliaia le persone transessuali che, in Italia, grazie alla legge dei radicali del 1982 che permette il cambio del nome e il cambio del sesso, hanno avviato un difficile percorso di transizione, volto al raggiungimento della propria identità, spesso pagando enormi sacrifici umani e in condizioni sociali molto difficili; molte di queste persone sono battezzate, cresimate e sposate in chiesa e vivono una vita ‘normale’. Cosa dovrebbero fare queste persone? Non sono forse anche loro figli/figlie di Dio? Devono autoeliminarsi per soddisfare il volere di qualche oligarchia cardinalizia?

Diciamo che la posizione del Ministro della Sanità vaticano è addirittura superata dalla teocrazia islamica iraniana, che riconosce alle persone transessuali l’assistenza sanitaria gratuita necessaria.

Insomma, ancora una volta un’autorevole esponente delle gerarchia vaticana non ha perso l’occasione per offendere il messaggio cristiano di carità, rispetto e amore che anche le persone transessuali meritano”.

L'Associazione ha aderito alle veglie che si svolgeranno da 2 al 6 aprile in numerose città:

Milano, Firenze, Roma, Padova, Palermo, Aosta, ecc., per ricordare le vittime dell’omofobia e per lanciare un segno forte alle loro “chiese”, rifiutando di "rimanere in silenzio” quando milioni di uomini e donne soffrono (minacciati, torturati e anche uccisi in alcuni Paesi) solo perché sono omosessuali.

Maggiori informazioni sul sito http://www.gionata.org/

E diamo notizia della lettera aperta che Sergio Rovasio ha indirizzato a Massimo D'Alema (ministro degli esteri) e Giuliano Amato (ministro dell'interno) sulla vicenda dell'ingegnere Gay Palestinese che rischia di essere deportato a Genin dove rischia la pena di morte:

Onorevoli Ministri,

la vicenda dell’ingegnere gay palestinese di Jenin, che dopo 8 anni di richieste è stato accolto per un mese nello Stato di Israele grazie all’intervento del Generale dell’esercito Yosef Mashlav, è una notizia che merita attenzione, grande rispetto e che dovrebbe essere di insegnamento alle burocrazie europee sempre indifferenti a casi simili.

Ora per lui sarà possibile vivere con il suo compagno israeliano, malato di cuore, anche se solo per un mese. Occorre muoversi per scongiurare il rischio che venga rispedito a Jenin dove lo attenderebbe la morte certa. Chiediamo il vostro intervento per scongiurare questa possibilità. Come sapete, Signori Ministri, nei territori palestinesi essere gay e avere una relazione con un israeliano è molto pericoloso, si rischia la vita a causa del proprio orientamento sessuale con l’aggravante dell’accusa di collaborazionismo con gli israeliani.

Le associazioni lgbt Aguda di Tel Aviv, la Open House di Gerusalemme e Al Qaws (Arcobaleno), composte da volontari palestinesi e israeliani, fanno sforzi quotidiani per aiutare i palestinesi gay che, clandestinamente, raggiungono Israele per sfuggire alla diffusissima omofobia. Centinaia di palestinesi, costretti alla clandestinità, per sopravvivere, si prostituiscono nella zona della stazione dei pullman di Tel Aviv, luogo dove, di notte, i volontari di Aguda, offrono loro assistenza e generi di conforto. La vicenda dell’ingegnere palestinese di 43 anni merita aiuto e sostegno, vi chiediamo quindi di intervenire per offrire protezione e aiuto a quest’uomo che rischia tra un mese di dover tornare a Jenin. Del resto si tratta di applicare la Convenzione Onu del 1951 che prevede il riconoscimento del diritto d’asilo anche a chi è perseguitato a causa del suo orientamento sessuale. Ci auguriamo che il Governo italiano dimostri sensibilità ad una vicenda così delicata.

Cordiali saluti,

Sergio Rovasio (Segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti)

marco.marchese@almcalabria.it

www.almcalabria.it

3 commenti

perchè devono sprecare il tempo in cose che non li riguarda

il tempo lo usaserro nell'assistenza, nella tolleranza, nell'atruismo ecc. ecc cose utili per la comunità..dare giudizi invece sulla vita laica non è affar loro..

Solidarietà


I vertici della Chiesa dovrebbero veramente abbassare i toni e usare la chiave del cuore per cercare di scardinare dalla loro coscenza, e dai pensieri, secoli di pregiudizi e maleinterpretazioni della Dottrina della Fede. Umana comprensione, anzi no, compassione, anzi no, amore.
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« Jesus saves, Buddha makes incremental backups. »

Inutile dire che, come

Inutile dire che, come sempre, questi fantomatici rappresentanti della fede cristiana, si arrogano il diritto di sparare a zero su tematiche che certamente non conoscono personalmente e comunque offendono gratuitamente chiunque la pensi o viva in modo differente da loro. Divulgare anche questi ipocriti modi di giudicare il prossimo è però necessario, per farci riflettere. Grazie Marco.

Riccardo