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Docenti di religione cattolica comandati presso il Ministero e gli uffici scolastici territoriali

paolida
paolida
12/03/2008 - 17:09

I docenti di religione cattolica possono essere collocati fuori ruolo presso l'amministrazione scolastica centrale e territorile  per l'espletamento di compiti connessi all'attuazione dell'autonomia scolastica (vale a dire sostegno alla ricerca educativa e alla didattica, all'attuazione dell'autonomia in ambito territoriale, sostegno alla persona e alla partecipazione studentesca, raccordi interistituzionale). Ne da notizia tal Donato Castelli sul sito dello Snadir (sindacato di categoria degli insegnanti di religione, imparentato con la Gilda degli insegnanti, che bella fine eh per un sindacato che avrebbe dovuto essere l'alternativa professionale alla Cgil scuola !), indicando in tale possibilità l'occasione per "dimostrare di poter svolgere, in ambito scolastico, anche compiti non esclusivamente legati alla didattica" (mah, quando mai chiacchierare del più e del meno per 60 minuti con dei ragazzini annoiati che scelgono di frequentare religione "perché tanto non si fa niente e può sempre servire" si configura come attività didattica ? Didattica dell'opportunismo, forse)

A  questo punto il prossimo obiettivo, quello finale, prima di trasferire il Ministero della Pubblica Istruzione direttamente in in territorio vaticano così si fa prima e i caffé al bar costano meno, sarà scegliere tra i docenti di religione cattolica il futuro personale ispettivo e chissà che lo Snadir-Gilda non riesca a spuntare anche questa battaglia.

 

3 commenti

Non so che dire. Sono gli

Non so che dire. Sono gli stessi insegnati che discriminano l'insegnamento della religione cattolica come inferiore /salvo poi fare come alternativa "diritti"). E' tutto da dire, insomma. Io auspico che la religione cattolica ma anche altre fedi vengano insegnate sin dall'infanzia e propongo che a farlo siano docenti mussulmani o ebrei e non bensì i nostri insegnanti comuni che specialmente perchè "comuni", alla fine non sanno insegnare niente e per i quali l'unica cosa che interessa è fare più ore di compresenza che di effettivo insegnamento.
Mi fa piacere che si torni all'insegante unico, che si insegnino meno materie e maggiormente italiano e matematica. Dire che catechismo equivale all'insegnamento della religione cattolica dimostra quanta ignoranza c'è. Nel catechismo si trasmette la fede (o per lo meno si tenta), nella religione cattolica si porta a conoscenza su cosa si basa la fede dei cattolici. Mi sorge una domanda: prima che ci fossero gli inseganti di religione le maestre comuni inseganvano la materia, tutto questo odio è sfociato quando si sono fatte le scuole di teologia per laici e a scuola può inseganre solo chi è in possesso dei diplomi di queste facoltà ? Non rimane altro che iscriversi, come ho fatto io, frequentare, studiare dalle 21 alle 24 perchè con famiglia e lavoro, fare 42 esami compresi quelli sulle altre religioni e........il gioco è fatto. Facile no?

n/a

Qui nessuno "invidia" gli insegnanti di religione cattolica, sono piuttosto loro che appena possono "saltano" sulle altre cattedre, dimostrando così per primi scarsa considerazione per la propria disciplina. Come mai , visto che rivendicano la parità della loro disciplina con gli altri insegnamenti ? Non sono forse sufficientemente gratificati dalla loro disciplina che, pure, sostengono essere fondamentale e così ricca di significato ? Che gli insegnanti di religione cattolica siano a carico dello Stato è una vergogna, che le classi parallele di religione cattolica non possano essere accorpate anche in caso di pochi iscritti (in questo caso le esigenze di risparmio non esistono ?) è solo un esempio del rapporto viziato frutto del Concordato. Che li paghi il Vaticano a cui devono la nomina e a cui rispondono, dopo di che nessuno negherà loro la possibilità di avvalersi dei locali delle scuole statali per impartire il loro insegnamento in orario extrascolastico agli studenti che ne facciano richiesta.

Dal momento che il

Dal momento che il catechismo cattolico viene equiparato a all'insegnamento della lingua e letteratura latina, per esempio, anche i paradossi sono giuridicamente fondati. Da qualche tempo, poi, ad impartire quel 'sacro' insegnamento sono principalmente donne e laiche (ossia, che non hanno preso gli ordini).Ne ho conosciute alcune e ne ho apprezzato la fede e la discrezione.Altre hanno interpretato seriamente il proprio compito, con la radicalità propria dell'animo femminile; si gioca così a carte scoperte. Le considerazioni espresse dall' autore/trice di questo articolo mi trovano decisamente d'accordo.Mi permetto soltanto di aggiungere che purtroppo il 'sacro insegnamento' è somministrato sin dalle elementari, da altrettanto motivate maestre; magari del primo ciclo (dai 5 ai 7 anni, se ricordo bene). Circa la( per me) sana indifferenza degli adolescenti verso questa 'materia', se si considera che il giudizio finale qui vale quanto quello espresso dal 'prof' di matematica; se, per soprammercato, si aggiunge che le catechiste di Stato sono a volte molto brave, qualche preocupazione mi pare lecito averla.
Maurizio Foglia