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Lettera aperta: il rischio di un partito più etico che “democratico”
*Lettera aperta di Gianfranco Spadaccia alla vigilia del **Congresso dell'Associazione Luca Coscioni che si terrà a Salerno dal 15 al 17 febbraio 2008***.
Un appello "per un nuovo civismo" è stato sottoscritto da numerosi esponenti del Partito Democratico. L'appello al nuovo partito è di "superare la difficoltà di elaborare sul terreno della cittadinanza, dei diritti, delle responsabilità del singolo una chiave indispensabile della propria identità" e di "chiarire il significato di termini decisivi per il suo vocabolario e la sua azione politica e, quindi, per la sua idea di progresso e di modernità: i diritti umani e civili. Il valore della persona, la sua libertà e responsabilità. L'autonomia femminile. L'indipendenza e il principio di precauzione della scienza. L'autonomia dei pazienti nella scelta delle terapie come indicato dalla Costituzione. La cittadinanza piena e il contrasto ad ogni forma di discriminazione, sia essa di origine etnica, di genere, di appartenenza religiosa o culturale o di orientamento sessuale". L'appello nasce dalla preoccupazione, esplicitamente chiamata in causa, della estensione "arbitraria o comunque non sufficientemente argomentata della sfera eticamente sensibile" per bloccare nel dibattito interno al P.D. la richiesta e il riconoscimento di nuovi diritti civili o per mettere in discussione quelli già esistenti e da tempo riconosciuti. L'appello, che prende il nome da suo estensore Gianni Cuperlo, è stato sottoscritto da numerose e autorevoli personalità che si riconoscono nel nuovo partito dal ministro Barbara Pollastrini che è stata comunque, con posizioni non sempre condivise dalla nostra associazione, una delle promotrici della battaglia contro la legge 40, a Salvatore Veca, da Miriam Mafai a Bianca Beccalli, da Furio Colombo a Ignazio Marino, da Carlo Feltrinelli a Valerio Zanone, da Sergio Staino a Moni Ovadia, da Luigi Manconi a Guido Calvi, da Franca Chiaramonte a Carole Beebe Tarantelli, da Mercedes Bresso a Lidia Ravera per citare solo alcuni fra le molte centinaia di nomi che lo hanno sottoscritto. Pur non intendendo costituirsi in corrente ("decideremo insieme se si tratterà di un forum, di un'associazione o di altro"), i sottoscrittori vogliono dichiaratamente marcare un'inequivoca posizione laica in un dibattito interno sulle nuove regole e sui principi (statuto e carta dei valori del PD), che finora aveva registrato l'aggressiva iniziativa dei teodem e la preoccupante prudenza di tanti laici genuflessi e per questo annunciano l'imminente svolgimento di un seminario su questi temi. Finalmente. Era ora che, respinta senza reazioni la candidatura di Pannella e Bonino alle primarie, i laici e i liberali del PD facessero sentire la loro voce. Fin qui il dibattito interno al PD è stato caratterizzato e dominato dai continui veti dei teodem e da una tendenza alla genuflessione di una parte consistente della sua classe dirigente di fronte all'offensiva neoclericale della Chiesa e degli attuali emuli italiani dell'Action Française che, scimmiottando in maniera ridicola la nonviolenza di Gandhi e di Martin Luther King, di Capitini, di Danilo Dolci e di Pannella, si propongono di usare il nuovo integralismo cattolico anticonciliare come un grimaldello politico contro la laicità dello Stato, contro una visione liberale dei rapporti fra gli individui e lo Stato e, in definitiva, contro la modernità. Salutiamo quindi con interesse e con amicizia questa presa di posizione e l'annuncio delle iniziative politiche e organizzative che l'hanno accompagnata. Ci auguriamo soltanto che essa non giunga fuori tempo massimo rispetto ai tempi della crisi politica e della legislatura ma anche a quelli del confronto interno al PD che rischia di disegnare, con la carta dei valori che si sta discutendo, non i fondamenti "etici" del partito ma i fondamenti di un "partito etico". Si sta tentando di irrigidire e di impedire, in nome di una visione eticamente condivisa, il confronto sui temi fondamentali delle libertà e dei diritti civili che vengono evocati nel documento. Ne deriverebbe un falso pluralismo che legherebbe le mani e tapperebbe la bocca proprio ai laici e ai liberali, bloccando all'origine la possibilità e il diritto di misurarsi su di essi a viso aperto con corretto funzionamento delle stesse regole della democrazia. Per questo mi permetto, ci permettiamo di rivolgere sommessamente una richiesta e un appello anche noi a questi compagni e amici (lo stesso peraltro che abbiamo già rivolto ai laici, ai liberali, ai radicali che hanno scelto di collocarsi nel centro-destra): voi come noi rappresentate una parte probabilmente tuttora largamente maggioritaria della società e dell'opinione pubblica che sono fortemente sottorappresentate nel Parlamento e nelle istituzioni per ragioni che conosciamo. Per questo abbiamo il dovere, noi di non rinchiuderci nel perimetro di un apparentemente decretato isolamento radicale che ci vorrebbe già sconfitti in partenza e voi di non logorarvi esclusivamente e inutilmente in un dibattito solo interno al PD nel quale, anche voi, sareste perdenti. C'è la società, c'è l'opinione pubblica, c'è lo stesso mondo cattolico che è assai più scosso e diviso dall'offensiva di Ruini e di Bagnasco di quanto non appaia. Questa opinione pubblica, anche cattolica, non può accettare la informazione a senso unico che su tali questioni viene riversata sul paese dai media fino a rovesciare la verità e pretendere di presentare una Chiesa prepotente e prevaricatrice alla stregua di una sorta di Chiesa del silenzio e i laici come intolleranti e illiberali. Ci sono i malati e le loro famiglie che rivendicano i loro diritti e che chiedono vengano fatte cadere le barriere che li discriminano e ne ostacolano la piena partecipazione alla vita sociale e produttiva. Ci sono le donne che vedono messa ormai sfrontatamente e unilateralmente in discussione il loro diritto alla autonomia e all'autodeterminazione. Ci sono gli scienziati e i ricercatori che soffrono la mancanza di libertà e intendono liberarsi delle incrostazioni corporative e dalle ipoteche politiche e di potere con cui devono quotidianamente fare i conti nel loro lavoro. Ci sono tanti, a destra come a sinistra, che non si rassegnano al trionfo di un nuovo oscurantismo fondato sull'intolleranza, sulla menzogna, sull'imposizione e intendono contrapporre i loro valori e la loro etica e religione della libertà a una Chiesa che se ne ritiene in forma autoritaria unica e incontrastata depositaria e interprete. Ci sono le istituzioni che, nonostante il degrado cui questa politica le ha condannate, si sono espresse ripetutamente in questo ultimo anno con decisioni e sentenze, spesso controcorrente, in difesa del diritto e della legalità. E' a questa parte del paese che dobbiamo rivolgerci cercando di organizzare le risposte politiche e organizzative a queste domande. Dobbiamo farlo insieme, a destra come a sinistra, nei partiti ma soprattutto fuori di essi, senza farci paralizzare e legare le mani da logiche interne o di schieramento. Da troppo tempo in questo paese la libertà di coscienza è invocata a senso unico. L'Associazione Luca Coscioni terrà il suo congresso dal 15 al 17 febbraio. Vi diamo appuntamento a Salerno. Alcuni di voi ci saranno. Ma ci auguriamo che molti altri si aggiungano. Ciascuno di noi può fare la differenza. E in questo momento di grave crisi politica è tanto più importante e urgente una testimonianza di convergenza e di unità.
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