Il piano sicurezza è una follia giustizialista, intervista con Renato Borzone
IL PIANO SICUREZZA E’ UNA FOLLIA GIUSTIZALISTA, IL SEGRETARIO DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENLI ITALIANE RENATO BORZONE BOCCIA LA POLTICA DEL GOVERNO
“E’ meglio acchiappare i criminali e dare loro pene certe con processi veloci (ma non a scapito delle garanzie degli imputati) piuttosto che questa politica emotiva e giustizialista che tende ad ampliare al massimo la discrezionalità dei magistrati su ogni fattispecie di reato”. La bocciatura del cosiddetto “pacchetto sicurezza” da parte dell’Unione delle camere penali italiane non poteva essere più netta. Né più autorevole visto che queste parole sono state pronunciate dal segretario dell’Ucpi, Renato Borzone, che ha accettato di esaminare nel merito i punti più importanti della legge che è rimasta bloccata martedì sera nel consiglio dei ministri grazie all’impuntatura di Emma Bonino, la ministra radicale presa da un sano soprassalto garantista.
Testimoni di giustizia assunti nella pubblica amministrazione. Che te ne pare? “Mi pare assurdo, già i pentiti e molti testimoni sono mossi da interessi, se poi gli diamo anche il posto sicuro a vita incrementeremo un vero e proprio mercato, io non riesco a capire a chi può venire in testa una cosa del genere.”
Più poteri ai sindaci: solo uno slogan? “Se significa dare loro poteri di materia penale spero di sì. Niente da dire su un ampliamento dei poteri amministrativi, ma se gli si vuole dare poteri penali mi pare una cosa risibile e grottesca, ci manca solo qualche milione di processi per quelli che lavano i vetri e sporcano i muri. Non solo non si faranno mai e si prescriveranno, ma faranno prescrivere anche quelli più importanti.”
Ubriachi alla guida, da tre a dieci anni per chiunque commetta un omicidio colposo sotto l’effetto di alcool o droghe. D’accordo? “Mi pare inutile aumentare queste pene visto che già adesso sarebbe possibile graduarle ma i giudici continuano a dare sempre il minimo, da tre sei mesi di media per chi uccide al volante. Questa di chiedere pene esemplari è la classica demagogia di chi è impotente a fare rispettare le leggi che già esistono e ad applicarle. Dopodiché bisogna intendersi sul concetto di ebbrezza, gli attuali limiti per l’alcool sono troppo bassi, chiunque potrebbe rientrarci. E per le droghe va fatto un discorso più scientifico e meno emotivo..”
Cioè? “E’ noto che i derivati della canapa rimangono nel sangue per oltre un mese. Se uno lo fermano e gli fanno il test risulta “drogato”. Ma che drogato è? Non di certo uno sotto l’effetto della sostanza, che si esaurisce in un’ora e mezzo. Allora se un ragazzo si fa una canna un mese prima e viene fermato un mese dopo non si può dire che guidasse ubriaco al volante. Stesso discorso con la cocaina e l’eroina che rimangono nel sangue 72 ore ma che sono psicoattive solo per le prime tre o quattro. Bisogna che vengano fatte analisi attendibili sennò si cade nel solito proibizionismo ideologico.”
Scippatori e rapinatori equiparati ai mafiosi? “Nella Costituzione è prevista una gradualità della pena, che va anche applicata in tempi ragionevoli e per questo, invece di abolire l’appello o la prescrizione del reato, sarebbe meglio dare più strutture materiali ed economiche alla giustizia per velocizzare i processi. E’ aberrante l’impostazione mentale di tutto questo pacchetto sicurezza, si intravede l’ideologia dietro queste norme pazzesche. Non la ragionevolezza, e mi fa specie di quelli della Cdl che inveiscono contro il governo perchè l’altro ieri non è riuscito a fare passare al cosa al consiglio dei ministri. Ma che garantisti sono?”
Forse il vero problema è quello di inseguire la piazza dei grillini? “Non c’è dubbio. L’attuale momento di confusione politico-istituzionale rischia di aggravare ulteriormente la deriva della politica giudiziaria nella presente legislatura. Non solo: dopo le fallimentari e improvvisate iniziative degli scorsi mesi (prima fra tutti il velleitario progetto governativo per “velocizzare” i processi) e l’approvazione delle modifiche “sindacali” dell’ordinamento giudiziario, a partire dalla scorsa estate e fino ad oggi è stata sollevata e “cavalcata” in modo strumentale dalle forze politiche (anche d’opposizione) la “questione sicurezza”, prospettata alla pubblica opinione con lo slogan demagogico della “tolleranza zero”;
Uno slogan che per lei significa poco o niente? “Sì, perché in tal modo una classe politica confusa ha irresponsabilmente agitato un tema serio e certamente non secondario (quello della sicurezza dei cittadini) sotto la bandiera della necessità di adottare gli ennesimi, quanto inutili e pericolosi, provvedimenti emergenziali”.
Totale? “Ancora una volta, dunque, in questi giorni, risuonano gli slogan della riduzione delle garanzie processuali, del doppio binario processuale, delle limitazioni al diritto di difesa nei processi di criminalità, della modifica o abolizione della “legge Gozzini”.
Perché la Gozzini invece funziona? “Noi avvocati siamo in molti a pensare che se tutte le leggi in Italia funzionassero come la Gozzini, dati alla mano, cioè su 42 mila e rotte persone per cui è stata applicata nel 2006 solo 132 sono tornate a delinquere, vivemmo in Svizzera invece che in Italia.”
Molti mass media queste cifre non le forniscono e se uno accende un Tg o si sintonizza su un programma come quello di Vespa o quello di Santoro vede altre realtà. Come se lo spiega? “E’ la stampa bellezza. E le notizie spesso sono quelle intossicate dal qualunquismo, dalla propaganda e dalla demagogia.”
Che ne dice di questa norma sull’adescamento dei minori che prevede la reclusione da uno a tre anni per chiunque “allo scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni 16, intrattiene con lui, anche attraverso la rete Internet o altri mezzi di comunicazione, una relazione tale da carpire la fiducia del minore stesso”? “Che è un’altra follia, è talmente indeterminata che potrebbe colpire con pene severe condotte innocue e non dimostrabili. E lascerà molto spazio a quei magistrati protagonisti che pur di finire in tv o in prima pagina non si faranno scappare l’occasione di perseguitare il malcapitato di turno. O il povero imbecille.”
Dimitri Buffa
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