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Non c'è traccia di Creative Commons nel Contratto di servizio!

Diego Galli
Diego Galli
10/01/2007 - 12:00

Mentre sono uscite diverse voci riguardanti la presenza nell'articolo 6 del nuovo Contratto di servizio Rai-Ministero della Comunicazioni di un obbligo per la concessionaria del servizio pubblico di mettere a disposizione online tutti i contenuti trasmessi utilizzando le licenze Creative Commons (per quanto rivoluzionario, un provvedimento di semplice buon senso trattandosi di programmi realizzati grazie ai soldi dei cittadini), nel testo a disposizione della Commissione di vigilanza sulla Rai, che oggi il deputato della Rosa nel Pugno, Marco Beltrandi , ha preso l'iniziativa di pubblicare online, non se ne trova traccia.

Scarica il testo in pdf

Nel testo, datato 4 dicembre, l'unico trasmesso dal ministero alla Commissione di vigilanza, si legge che "la Rai si impegna a valorizzare la propria produzione produzione edtoriale e i propri diritti audiovisivi sulle diverse piattaforme distributive", e che "la Rai si impegna, per quanto riguarda l'offerta di contenuti sui propri siti, a rendere disponibile una adeguata selezione di contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento", ma per quanto riguarda i diritti, si legge soltanto:

> destinare una quota crescente di risorse finanziarie all'acquisizione di diritti per la diffusione sul web di contenuti tratti dall'offerta radiotelevisiva della Rai, con l'impiego delle più opportune tecnologie al fine di evitare indebiti utilizzi da parte degli utenti.

Il Contratto contiene comunque disposizione innovative, come spazi per contenuti autoprodotti dagli utenti, possibilità di scaricare alcuni programmi, spazi di discussione. Ma si tratta di raccomandazioni molto più che di obblighi, e il fatto che il Contratto continui a restare clandestino è certamente funzionale a continuare a poter contrattare fino all'ultimo il testo, espondendosi alle pressioni del partito-lobby Rai, oltre che degli altri partiti politici (Marco Pannella parla spesso di "partito Rai", che ormai condiziona i partiti politici, più che l'inverso).

Nel comunicato di Beltrandi si legge:

> Ho preso la decisione di fare questa pubblicazione integrale perché sento il dovere e la necessità quale Deputato membro della Commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, che esprimerà un parere sul contratto a febbraio 2007, di non attendere oltre a rendere a tutti i soggetti interessati – a partire dai cittadini che pagano il canone proprio in queste settimane e dalle molte realtà associative a vario titolo coinvolte – la conoscenza completa della bozza di questo documento su cui si fonda il Servizio Pubblico radiotelevisivo, onde far pervenire al sottoscritto - o ad altri membri della Commissione - le eventuali osservazioni in merito, prima dell’inizio del dibattito in Commissione.

> Senza trascurare la valutazione che ciascuno potrà trarre sull’adeguatezza degli obblighi che saranno posti a carico della Rai nel prossimo triennio, qualora il Contratto non venga modificato.

> Avevo posto la questione della necessità della pubblicazione ieri durante una riunione dell’Ufficio di Presidenza integrato dai Capigruppo della Commissione, e desidero dare atto pubblicamente al Presidente Mario Landolfi e agli altri colleghi della Commissione della sensibilità mostrata al tema, e anche della ineccepibile correttezza istituzionale della risposta del Presidente, in particolare.

Ad oggi, l'unica emittente nazionale italiana a realizzare fino in fondo un servizio pubblico destinato ai cittadini attraverso internet, con la messa a disposizione del suo archivio storico indicizzato (350 mila documenti), scaricabile con licenza Creative Commons, è Radio Radicale. La decisione l'abbiamo presa più di un anno fa. Speriamo, come è avvenuto con la trasmissione delle sedute del Parlamento, di spingere anche questa volta la Rai a compiere fino in fondo il suo obbligo di servizio pubbico.

Per chi volesse contattare Marco Beltrandi la sua email è: Beltrandi_m@camera.it