Cos'è che unisce i giornali italiani? I sussidi
Ciao, a proposito di giornalismo, vi segnalo questo breve articolo (tradotto con tanto amore) apparso oggi sull'International Herald Tribune a proposito delle sovvenzioni alla carta stampata in Italia. Il nostro è il paese più generoso d'Europa in tal senso. Guarda caso, l'UK non prevede questo tipo di finanziamento. Almeno per ora...
Cos'è che unisce i giornali italiani? I sussidi di Elisabetta Povoledo 21 agosto 2006 International Herald Tribune
La proposta di ridurre il finanziamento pubblico ai quotidiani ha causato l’inimmaginabile qui in Italia: quotidiani con lettori e contenuti immensamente divergenti si sono uniti in una battaglia comune. “Non riesco ad immaginare nessun precedente del genere”, afferma Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, il quotidiano affiliato al Partito della Rifondazione Comunista. Questo mese, Sansonetti ed altri quattro direttori di altrettanti giornali politici – con posizioni molto contrastanti tra loro – hanno inviato una lettera ai legislatori chiedendo che il ruolo unico della stampa politica venga riconosciuto e salvaguardato. Senza i finanziamenti pubblici, ha detto Sansonetti, giornali come il suo sarebbero condannati. Sebbene molti governi europei prevedano forme di finanziamento alla carta stampata, nessuno raggiunge i livelli di generosità dell’Italia che, secondo la World Association of Newspapers, nel 2005 ha cacciato sovvenzioni dirette per 141,57 milioni di dollari destinati a società editoriali, quotidiani e periodici collegati a partiti con rappresentanze parlamentari o pubblicati da cooperative. Tutto ciò in aggiunta ai crediti d’imposta e ai prestiti. La riduzione proposta fa parte di un disegno volto a diminuire il deficit italiano che ammonta a circa 100 milioni di €, o a 128 milioni di dollari, entro i prossimi tre anni. Sono centinaia i giornali che beneficiano dell’attuale legge. Tra essi ci sono circo 150 pubblicazioni per gli italiani che vivono all’estero e oltre 150 pubblicazioni nazionali. Esempi: La Voce Repubblicana, Sportsman, Cavalli & Corse e l’Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. I finanziamenti partono da un minimo di 760€ fino ad un massimo di quasi 6 milioni all’anno e sono assegnati attraverso “un sistema molto complicato”, dice Franco Bonsignori, del dipartimento del governo responsabile per questo processo. Tra le varie procedure, i finanziamenti vengono calcolati in base alla diffusione e ai costi di pubblicazione. Tra i principali beneficiari vi sono comunque i quotidiani affiliati ai partiti politici. I giornali con connotati politici si trovano in una posizione di svantaggio nel mercato pubblicitario, con una diffusione relativamente bassa ed una distribuzione a macchia di leopardo – soltanto cinque quotidiani, quelli che hanno firmato l’appello, hanno copertura nazionale. “Difficilmente chi compra uno spazio pubblicitario vuole rischiare di vedersi affibbiata una particolare connotazione politica”, dice Gianluigi Paragone, direttore de La Padania, il quotidiano del partito separatista della Lega Nord, firmatario anch’egli della lettera indirizzata al Parlamento. Le inserzioni pubblicitarie sul suo giornale sono prevalentemente quelle di piccole imprese del nord Italia, la roccaforte del partito. “E comunque non è sufficiente per finanziare un giornale”, conclude Paragone. Ecco perché secondo i cinque editori i fondi pubblici sono così importanti. Per le circa 11.000 copie vendute, Liberazione riceve più o meno 3,7 milioni di € all’anno dal governo, la metà del suo budget. “Senza quel denaro ci vedremmo costretti a dimezzare il nostro staff e a competere nel libero mercato, e così diventeremmo come tutti gli altri giornali”, dice Sansonetti. Come indicato dalla World Association of Newspapers, in Europa vi sono vari tipi di sussidi. L’Austria, per esempio, elargisce 12,1 milioni di € in sovvenzioni per la vendita, per lo staff e un finanziamento “speciale” alla stampa per “mantenere la diversità tra i quotidiani”. Il Belgio assegna circa la metà di quella somma, in parte ai quotidiani valloni. Danimarca, Estonia, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Portogallo, Russia e Svezia prevedono forme minori di finanziamento ai giornali. In Finlandia vengono sovvenzionati quasi esclusivamente i giornali politici. Germania, Spagna e Regno Unito non sovvenzionano alcun giornale. Franco Servello, senatore del partito di destra Alleanza Nazionale e direttore esecutivo del Secolo d’Italia, il giornale affiliato al suo partito, il cui direttore è tra i firmatari dell’appello al Parlamento, sostiene che la legge attuale è “degenerata” perché ha coinvolto troppe pubblicazioni. Per Servello, la lettera firmata dai direttori “vuole attirare l’attenzione all’intento originale della legge, di modo che quando i tagli arriveranno, saranno selettivi”.
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1 commento
"Rubare"
Ottima la traduzione, eccellente la scelta delle parole chiave. ;)
http://tentarnonnuoce.ilcannocchiale.it